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Personaggi

Un casalese a Melbourne. Dove il Covid continua e l'amore è lontano

Nicola Bernardi

Diciamoci la verità: dopo 4 mesi questa rubrica, ormai ribattezzata “quaranta artisti in quarantena (per ora siamo a 26 ) sta diventando ripetitiva: una pletora di crisi filosofiche e lezioni di pianoforte on line, mitigate da passeggiate sulle colline alla ricerca di menta selvatica. Per darvi qualcosa di nuovo abbiamo cercato un monferrino che vivesse un po' più in là... Molto più in là.

Melbourne, Australia sud-orientale, qui vive il casalese Nicola Bernardi di professione: personaggio dei fumetti, cioè in teoria sarebbe uno dei più fotografi-ritrattisti più acclamati del pianeta (strabuzzate pure gli occhi sul suo curriculum qui allegato), però è un mestiere che non rende l'idea della sua personalità. A seconda di come si disegna a volte è ipercolorato come uno degli assurdi protagonisti delle strip del suo inossidabile amico SIO (alias Simone Albrigi, alias il tizio con cui ha attraversato in bici il Giappone e l'Islanda).

A volte è in bianco e nero come certi suoi ritratti commoventi che racchiudono la vita di una persona in un uno sguardo. Tanto farvi un'idea: quando gli mandiamo un messaggio vocale con la proposta d'intervista la sua risposta è “Bomba, supermegavolentieri!”, seguono altre 4 registrazioni pieni di 'wow' e 'super'. Però ha il fiatone perchè “ho una mascherina megaspessa” e alla parola mascherina ti rendi conto che quella che abbiamo pescato a 20.000 km è una storia le cui tinte non saranno sempre arcobaleno.

“A Melbourne siamo andati in quarantena a metà marzo.- comincia a raccontare Nicola - Qui il lockdown non è mai stato da 'se esci ti sparo': si poteva passeggiare o prendere qualcosa da asporto. Io vivo con tre miei carissimi amici, due sono attori comici. Siamo quattro imbecilli a cui è sembrato molto divertente passare del tempo insieme, tanto che abbiamo fatto pure una piccola web series on line. Però dopo il primo mese sentivamo l'esigenza di vedere altra gente, io poi sono un tipo super sociale, ho sempre bisogno di fattori esterni per stare bene, inoltre cominciavano a spaventarmi le notizie dall'italia, pur sapendo che la mia famiglia rischiava di meno vivendo tra Rosignano e Roncaglia. Come ritrattista non potevo fotografare persone tranne quelle che avevo in casa, ma collaboro anche con una agenzia qui a Melbourne per branding e design per cui il lavoro è continuato.

A maggio le cose si sono rilassate, i casi di Covid erano pochissimi, a giugno eravamo arrivati a una situazione quasi normale. Ho ripreso ad andare in studio e a scattare con un progetto dal titolo ISOLATION, fotografando nelle loro case persone che hanno passato il lockdown da soli (trovate gli scatti sull'account Instagram di Nicola @kumaniko). L'idea piaceva, avevo anche iniziato ad avere le prime richieste di pubblicazione. Ho lavorato on line con la mia 'Innamorata' (alias 'la Milanese', alias Martina Dirce Carcano, scenografa de La Scala e illustratrice) per un progetto legato ai sogni che le persone fanno durante il lockdown, scoprendo che tutti abbiamo cominciato a sognare cose estremamente banali perchè erano quelle che ci mancano di più. Poi due settimane fa a Melbourne i casi sono risaliti a 400 al giorno e la zona è stata di nuovo messa in lockdown per sei settimane. Tutti i progetti si sono fermati”.

Un colpo di scena che serva di lezione a chi si lamenta perchè quest'anno gli è saltata la gara di ballo country alla sagra dello spiedino. Non è tutto: da qui la storia prosegue in bianco e nero, come un filmone anni trenta. Titolo: Nicola e la sua 'Innamorata'. Pronti con i fazzoletti? In Australia è pure inverno e piove. “Lei vive a Milano e non la vedo dal 12 Gennaio. Si sarebbe dovuta trasferire qui ad agosto, ma Melbourne è isolata a tempo indefinito. Io non posso venire in Italia perchè non potrei lasciare il paese senza perdere il visto visto temporaneo che ho impiegato mesi per ottenere. Per di più non sono incluso in nessun tipo di programma di assistenza dell'Australia che invece è molto premurosa con i suoi cittadini: ogni 15 giorni ricevono l'equivalente della nostra cassa integrazione direttamente sul loro conto corrente. Anche per questo nessuno ha fretta di tornare alla vita normale, tranne appunto quelli che non sono cittadini australiani, nonostante come me paghino le tasse e lavorino qui. Una situazione che sta diventando sempre più pesante anche psicologicamente”.

Confesso abbiamo calcato un po' la mano, non state troppo a preoccuparvi che questa “Macchina di entusiasmo e di energia alimentata dalle persone” – parole sue per definirsi – possa scaricarsi. Nicola si tiene occupato: sta spendendo molte energie su un podcast che si chiama "Power Pizza" con SIO e Lorro (alias lo chef Lorenzo Ciavolari), che insieme sono praticamente l'edizione moderna dei fratelli Marx e che sta andando benissimo. Poi ha sanificato lo studio e riprenderà a scattare a breve.

Ma le ultime parti della storia le dedica anche lui a riflettere su come la pandemia ha cambiato il mondo (“è diventato più piccolo e questo non è un bene”) e soprattutto le persone: “Abbiamo imparato quanto sia importante in una emergenza la rete di supporto formata dai nostri affetti. Come avere delle grandi amicizie o vivere il rapporto a distanza intenso che ho con Martina, anche attraverso il telefono. Ho visto che siamo solidi a sufficienza da passare sette mesi senza vederci”. Già Martina,... anche qui non preoccupatevi: quest'uomo è andato in bici al Circolo Polare Artico. Pensate che non abbia un super piano per incontrare la sua “Innamorata”? Alla fine vedrete che il colore di questa storia sarà il rosa.

Nicola Bernardi, nasce a Casale Monferrato, dopo il diploma al liceo scientifico si laurea in lingue orientali a Venezia nel 2010. Trasferitosi in Giappone si imbatte per caso in fotografia, iniziando a lavorare nel settore per un noto studio di matrimoni per poi continuare come freelance a Sapporo. Nel 2012 è a Roma dove per 2 anni assiste Eolo Perfido e continua la sua carriera da freelance. Nel 2014, inizia il progetto unCOMMON: Wheels, con il fumettista italiano e youtuber Sio (Simone Albrigi): i due pedalano per il Giappone per 79 giorni e 4072 km, ottenendo oltre 8 milioni di visualizzazioni su youtube. Il progetto diventa poi un libro edito da Shockdom. Nel giugno 2014 lavora come primo assistente e specialista in illuminazione del fotografo Steve McCurry per un incarico in Etiopia legato al Calendario Lavazza 2015. Nel luglio 2014 si trasferisce per la prima volta a Melbourne. Nel corso dei tre anni successivi lavora con clienti come L’Oreal, Melbourne Comedy Festival, AirBnb e in numerose campagne commerciali.

Nel 2015 è finalista del più prestigioso festival fotografico australiano: Head on Photo Festival e le sue foto sono esposte a Melbourne, Sydney, Mumbai e New York. È anche finalista dell'"Australia's Top Emerging Photographer" di Capture Magazine. Nel dicembre 2015 torna a Casale Monferrato, per la sua mostra "Humans". Nel 2016 la sua seconda mostra personale a Melbourne "Progetto 24", vede 24 servizi fotografici con 24 persone diverse in 24 ore. Nel 2017 è di nuovo finalista al Head On Photo Festival nella categoria ritratti e ha vinto il 3 ° posto nella categoria Mobile. Nel luglio 2017 si imbarca in un nuovo unCOMMON con Simone Albrigi e Lorenzo Civolari che questa volta pedalano per 1799 km nel circolo polare artico. Nell'ottobre 2017 viene invitato a Palermo per sviluppare il progetto "Giganti Silenziosi" che si conclude con una mostra personale. Nello stesso anno è ospite ufficiale del Lucca Comics and Games Festival. Nel maggio 2019, pubblica per Feltrinelli "Storiemigranti" che raccoglie di storie di richiedenti asilo nei campi profughi italiani attraverso ritratti fotografici e fumetti disegnati da SIO. Il libro ottiene il premio Gran Guinigi 2019. Da luglio del 2019 torna a Melbourne.


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