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Comunità in festa

L'abbraccio di Pontestura al nuovo parroco don Francesco Garis

L'ingresso del sacerdote nel capoluogo e a Quarti

L'ingresso di don Francesco Garis come parroco di Pontestura

Grande partecipazione di gioia e di consenso domenica 13 giugno, a Pontestura, in occasione dell’inizio ministero da parroco di don Francesco Garis nelle parrocchiali di Sant’Agata nel capoluogo e della della Natività di Maria Vergine in frazione Quarti. 

Ai Quarti, don Francesco ha officiato la Santa Messa in mattinata e, dopo i saluti del vicesindaco Massimo Coppo, la piccola comunità gli ha fatto omaggio di uno zaino e di un copri breviario. A Pontestura, invece, l’ingresso si è tenuto nel pomeriggio, alla presenza del Cancelliere Vescovile don Davide Mussone e dei confratelli don Claudio Cipriani, don Giorgio Bertola, don Marco Durando, don Claudy’s Larose, don Armand Amuaku, don Emile Hien e don Silvano Lo Presti. Alla Santa Messa, oltre ad una nutrita rappresentanza della popolazione e a tanti giovani, hanno altresì preso parte il sindaco Franco Berra, con il collega di Camino Giorgio Rondano e l’assessore di Solonghello Paolo Zavattaro, Paola Berra del Consiglio Pastorale e il capogruppo degli Alpini in congedo Luciano Brosio. A don Francesco, sono stati donati: una torta, una casula rosacea, una busta contenente offerte, un orologio e un gagliardetto.

Così, nel suo saluto, il giovane sacerdote: “Grazie per il bene con cui mi avete accolto. Mi sento davvero a casa, in famiglia qui a Pontestura, e in ogni paese che il Signore mi ha affidato. Sono contento di essere qui con voi: luoghi e volti diventati tanto cari. Grazie a don Davide e agli altri confratelli presenti oggi; grazie al Sindaco e all’Amministrazione Comunale, con la quale continuiamo a collaborare per il bene del paese; grazie ai sindaci e ai parrocchiani di Camino e Solonghello: ogni paese, ogni frazione, ognuno di voi ha un posto nel mio cuore; grazie a tutti voi che aiutate in parrocchia, in oratorio, nella carità: senza il vostro aiuto non farei nulla; grazie al coro e ai gruppi presenti (Alpini, Protezione Civile, Croce Rossa), con i quali lavoriamo insieme, per il bene di tutti e in particolare dei più deboli della società… pregate per me, perché possa essere davvero un pastore secondo il cuore di Dio”.

Così, nel suo intervento, Paola Berra: “In paese, sei arrivato anni fa come seminarista per affiancare don Renzo Monti e hai fatto tutto con delicatezza, umiltà e in punta di piedi, com’è nel tuo stile. Con i ragazzi e i bambini hai subito instaurato un rapporto gioioso, ma fermo nelle regole. Ti sei speso moltissimo (e tuttora lo fai) per tenere vivo un punto di riferimento fondamentale per il paese qual è l’oratorio. La dolcezza e la capacità di ascolto hanno colpito tutti, dai bambini agli anziani. Sappiamo che la tua vocazione è maturata e cresciuta soprattutto con spirito missionario; infatti, le tue esperienze in Perù sono state fondamentali. Anche qui, troverai terra di missione. Abbiamo bisogno di sentirci comunità, di sentirci uniti, disponibili e accoglienti gli uni verso gli altri e, in questo sforzo, siamo sicuri che tu ci aiuterai. È un bagaglio importante quello che don Giampio ti ha lasciato, magari un po' pesante, ma il Signore non ti lascerà solo e anche noi non ti lasceremo solo”.

Le note e le parole più gioiose, intonate dai giovani nel canto “È più bello insieme”, hanno concluso la sentita funzione coronando un nuovo inizio per don Francesco.


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Silvia Sassone

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