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Confindustria
«Un momento di incertezza ma c’è fiducia per il futuro»
Il presidente Gian Paolo Aschero ha illustrato i risultati dell’indagine congiunturale
Il trimestre di primavera si apre ancora all’insegna dell’incertezza per l’economia, influenzata dalle crisi geopolitiche. I principali indici che registrano lo sbilancio fra ottimisti e pessimisti segnalano andamenti nel complesso migliori rispetto al precedente trimestre, mentre sono peggiori rispetto all’indagine di un anno fa. Questi i risultati dell’Indagine Congiunturale Trimestrale di Confindustria Alessandria che rileva le previsioni di attività delle imprese associate per il trimestre aprile-giugno 2026: sono stati illustrati ieri, lunedì, da Gian Paolo Aschero, presidente di Confindustria Alessandria, e dal direttore, Renzo Gatti.
I principali indici SOP sono in rialzo e sono positivi per l’occupazione; si mantengono negativi anche se risalgono gli indicatori della produzione, degli ordini totali ed export; la previsione di ricorso alla cassa integrazione resta bassa ed è in calo. La rilevazione che riguarda i prezzi evidenzia decisi incrementi a confronto con il precedente trimestre: il 76% delle imprese prevede un aumento dei prezzi delle materie prime (era il 36% in gennaio), il 90% prevede aumenti per quelli dell’energia (era il 38%) e l’85% per i costi della logistica (era il 46% nella precedente indagine). Previsioni al rialzo che si registrano anche a livello nazionale e regionale. In dettaglio: la previsione dell’occupazione è a +3 (era –6 nell’ultimo trimestre), quella della produzione a –4 (era –12), quella degli ordini totali a –3 (era –17), quella degli ordini export a –5 (era –12). Sempre negativa la previsione sulla redditività che scende a –16 (era –9). La previsione di ricorso alla cassa integrazione è sempre bassa ed è formulata dal 4% degli imprenditori intervistati (era il 6%) e sono sempre in maggioranza al 79% (era il 64%), quelli che prevedono invariata l’occupazione. Sempre elevata la propensione ad investire, che segnala investimenti significativi o marginali dal 75% degli intervistati (era il 70%), e anche il tasso di utilizzo degli impianti è stabile al 77% della capacità. Ha lavoro per più di un mese l’80% degli intervistati (era il 77%).
I principali settori produttivi hanno andamenti altalenanti, in linea con l’indagine complessiva: il metalmeccanico con indici positivi e in crescita in particolare per produzione e ordini totali, la chimica, gomma e plastica ha indici negativi tranne l’occupazione, e sono sempre positivi gli indicatori dell’alimentare, comparto influenzato dalla stagionalità. Riscontri peggiorativi, invece, per il settore del terziario con i servizi alla produzione: occupazione a zero (era +8), il livello di attività a –9 (era +8), gli ordini interni scendono a –9 (erano +4), la redditività si fissa a –9. E il calo degli indicatori medi del terziario è rilevato anche dall’indagine regionale.
«Questa nuova indagine dà numerosi segnali, indubbiamente rilevanti, e non del tutto attesi» ha spiegato Aschero. «Per la prima volta, dopo la pandemia, si accorciano le distanze tra manifatturiero e terziario. Infatti, mentre l’industria mantiene un andamento costante, il terziario registra un calo degli indicatori medi. Certo, è da sottolineare che, nonostante scenari che cambiano di continuo e diffuse preoccupazioni sul futuro globale, non si avverte uno shock paragonabile a quello derivato dalla pandemia.Rileviamo che i diversi settori manifatturieri, pur nelle oscillazioni che confermano l’incertezza dello scenario danno, specie per metalmeccanico e alimentare, riscontri interessanti e che gli imprenditori continuano a segnalare buona propensione agli investimenti e un grado costante di utilizzo degli impianti. Il dato più critico oggi riguarda senz’altro le previsioni sui prezzi che sono, per la stragrande maggioranza degli imprenditori, di aumenti non solo per l’energia ma anche per le materie prime e la logistica di movimentazione delle merci. I risultati della nostra indagine ci dicono che, anche in una situazione di indubbia incertezza, i nostri imprenditori continuano a mantenere il loro sguardo verso il futuro».
Le previsioni
L’indice di previsione dell’occupazione risale a +3 (era –6 lo scorso trimestre), quello della produzione a –4 (era –12), gli ordini totali a –3 (erano –17), gli ordini export a –5 (erano –12). La redditività scende a –16 (era –9). La propensione ad investire cresce ed è indicata dal 75% degli intervistati (era 70%), il grado di utilizzo degli impianti al 77% della capacità (era 77%). La previsione di ricorso alla cassa integrazione scende ed è segnalata dal 4% del campione (era il 6%). Ha lavoro per più di un mese l’80% degli intervistati (era 77%).
Rilevazione prezzi: il 76% delle imprese prevede un aumento dei prezzi delle materie prime (era il 36% lo scorso trimestre); il 90% prevede aumenti per quelli dell’energia (era il 38%); l’85% per i costi della logistica (era il 46%).
I settori produttivi
Metalmeccanico: la previsione dell’occupazione risale a zero (era –10), la produzione positiva a +12 (era –9), gli ordini totali a +27 (erano –5), gli ordini export a zero (erano –26). Chimica-Gomma-Plastica: l’occupazione a zero (era –17), la produzione a –15 (era –24), gli ordini totali a –7 (era –24), gli ordini export a –24 (erano +8). Alimentare: occupazione a +9 (era +25), la produzione a +9 (era +13), gli ordini totali a +9 (erano +13), gli ordini export positivi a +30 (erano –29).
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