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  • 10 novembre 2011
  • Valenza

Valenza: allerta meteo-podistico per il 2012

Il titolo e la foto di copertina (“Alborella” ultima edizione) vanno al capoluogo orafo perché è da lì che viene la notizia della settimana, molto più interessante di quanto non possa sembrare ad una prima lettura. Ciò mentre ci apprestiamo all’ultima prova di campionato AICS in una località che per metà evoca attuali ansietà (Alluvioni) ma poi lascia spazio ad un beneaugurante Cambiò, strettamente legato a concetti che si andranno qui ad esporre. Quindi, diamo un po’ di numeri come sovente ci capita (non sempre voluto, ma almeno per oggi con le dovute garanzie). CLASSIFICA AICS E ULTIMA PROVA – E’ giunta alla 26ma edizione questa gara che, manco a farlo apposta, si svolge sugli argini del Po. E’ anche l’unica corsa in programma in provincia e potrebbe esserci il pienone, stando anche al meteo che promette un weekend soleggiato ma con l’incognita podistica torinese. Il via alle 9,15. Non siamo lontani da Tortona e ci sono buone speranze di vedere anche gli atleti del Derthona e, in special modo, quelle Bernardelli e Silvani che hanno ben figurato alla maratona di New York. 3h08’58” il tempo di Federica e 3h17’55” quello di Elehanna. In questo fine settimana si è corsa una gara CSI (con non poco coraggio) a Bistagno, 9 km e mezzo, dove si è imposto Edmil Albertone in 33’ netti danti a Gabriele Poggi e Angelo Panucci. In campo femminile Ilaria Bergaglio su Alina Roman e Concetta Graci. Tornando all’AICS, quest’ultima prova deve emettere un paio di verdetti, di cui uno tutto casalese. La vittoria nella categoria C se la giocano due dell’Avis. In realtà pare che Floriano Peruccio, che conduce, dovrà dare forfait. I punti in palio ci dovrebbero essere, con l’affluenza. Ecco allora che Chiaffredo Spinoglio, sotto di 5, dovrà incamerare più di 40 punti (ha un 36 da abbattere) per mettere la freccia del sorpasso allo sprint. Nella B è duello Novese tra Dalia e Scabbio; 4 il vantaggio del primo – al netto - in quanto hanno entrambi un abbattimento da 31. Nelle altre categorie, Zarrillo è sicuro nella D, mentre Grosso (A) e Menegaldo (E) potrebbero rischiare solo sulla carta. Si conta su una bella partecipazione per far “passerella finale”. LE CLASSIFICHE DI QUANTITA’ – Sono quelle che pubblichiamo vicino alla classifica ufficiale, qui a fianco. Come al solito, è opportuno specificare che non hanno nulla di alternativo alle altre, che non vogliono dimostrare un bel niente. Semplicemente si sono fatti altri calcoli, portando alla ribalta gli “stakanovisti” dell’anno, sia per numero di gare di campionato che va a concludersi (voglia l’AICS considerarli dei “fedelissimi”) sia per il numero di punti raggranellati che la regola del 15 su 50 ha reso vani (regola che qui, si prenda ben nota, non stiamo contestando). Le gare disputate sono un aspetto puramente quantitativo. I punti effettivi il risultato quantità + qualità. Per la sola qualità ci sono già le classifiche ufficiali. L’apparente contraddizione emergerà tra qualche riga, allorchè a qualcuno potranno suonare come un “elogio alla qualità”. Però, se abbiamo appena assistito ad un torneo che ricerca la qualità nella classifica atleti ma la quantità nelle gare in calendario, la contraddizione è da cercare nel regolamento e un riconoscimento a chi ha portato “più carbone degli altri” non ci pare per nulla stonato. La prima colonna non riporta volutamente una posizione (chi vuole conta le righe…) ma si è mantenuta la posizione di classifica ufficiale. Giusto per vedere la differenza. Le gare disputate sono quelle effettive e le eccedenze a 15 sono evidenziate. Abbiamo poi optato per riportare i due criteri anche all’interno di ciascuna squadra, pur se le società non hanno certo bisogno di questo ma ognuno ha il proprio modo di “tirare i conti”. Lo stesso valga per ogni singolo atleta; l’unico, se sincero con se stesso, in grado di valutare appieno la propria stagione. Qui niente nomi, largo alle tabelle. Naturalmente la galleria fotografica di oggi fa riferimento a questi dati. VALENZA… SI CAMBIA… – Dati certi, fonte attendibilissima e potremmo dire ufficiale (lasciamo però che le “pratiche” siano completate). Tutto nasce da una squadra che esiste da tempo ma solo da quest’anno avrà tesseramento UISP, Free Runners Valenza, nonché da una “costola” della Cartotecnica, alcuni atleti della quale si sposteranno solo su quel tesseramento mantenendo il marchio FIDAL presso la società alessandrina. Stando ai fatti concreti, tre gare (ma un totale di 5 giorni) sventoleranno bandiera UISP. Si tratta dei “Gelsi”, che sarà allargata mantenendo la matrice FIDAL, nonché della “Camminata dell’Alborella” e la “Zanza” che cambieranno di sponda, uscendo dall’AICS. La Zanza, poi, farà parte di un trittico di altrettante gare che si disputeranno a Pecetto in un weekend d’estate. Dal venerdì alla domenica su tre differenti tracciati, tutti collinari. La tre giorni avrà come contorno una festa ad hoc. Attenzione massima ad una sfumatura non da poco. La festa è costruita intorno alla gara (non si festeggia il Patrono) e non è la gara a far da traino alla festa, cosa cui, l’estate scorsa, ci siamo assuefatti. Inoltre spazio alla tecnologia con l’uso di chip e PC, in stile FIDAL. Più volte abbiamo espresso l’opinione che l’Alborella sia stata una delle più belle gare nel nord provinciale. Sulla Zanza ci siamo schierati con quegli atleti che si sono divertiti, non coi contestatori. Tirando le somme, è chiaro che, a parer nostro, chi si è accaparrato questo blocco di gare, ha fatto un affare. Chi ha perso qualcosa non faccia spallucce e si ponga domande. Partendo dal presupposto che non si tratta di capricci, urge individuare cosa non ha funzionato e porvi rimedio, perché l’effetto “macchia d’olio” si odora nell’aria. COSA CAMBIERA’ ALTROVE ? – E c’è il punto di domanda. Perché, almeno fino a quando non si conosceranno i calendari, neppure minime ipotesi sono formulabili. Speranze (deboli), raccogliendo a due mani il coraggio, forse. Soffermiamoci su un concetto: campionato o Campionato? Torniamo indietro di qualche settimana. Un amico, tipo ancora… “giovane” (aspettate a capirete), dopo la chiusura del GP della Fraschetta ci confidò che temeva di aver sbagliato qualcosa nel regolamento perché non aveva vinto l’atleta donna più forte. Lo rincuorammo (non per bontà ma con senso pratico) con la frase “Fosse il regolamento del campionato simile appena un po’ a quello della Fraschetta ne saremmo tutti felici…”. Ciò a sottolineare che quella mancata vittoria fu ammessa dalla stessa atleta, sorridendo, come una sua leggerezza (saltò una gara per andare a ballare), che quelle gare nella piana alessandrina sono state frutto di un gran lavoro organizzativo; la nostra critica sulla “non cerimonia” di premiazione nasceva solo dalla delusione per la mancata ciliegina sulla torta. Una delle sei gare si rivelò, si, ininfluente per il basso numero di iscritti (Litta Parodi), ma qui l’errore non fu di regolamento bensì di non tener conto che una concomitanza con “Sulle strade di Zunino” era un suicidio premeditato. Ci si ricordi di queste tre righe perché possono essere punto di partenza per sviluppare ben due temi: 1) E’ opportuno in un Campionato (C maiuscola) inserire nuove gare a calendario stilato? – 2) E’ conveniente (ed etico) inserirle a posteriori in concomitanza con una grande classica di una altro EPS? E, in effetti, nella lista dei doni da inviare a Babbo Natale (con le speranze di cui sopra) ci metteremmo un calendario che “così viene emesso e così sarà”, senza toccare più nulla in fatto di date, località, ora d’inizio e lunghezza del tracciato, confidando nella collaborazione di tutte le organizzazioni locali, anche le più… fantasiose (Tanaro e Bormida son defluiti… vero?). Da non inserire nel concetto, invece, la possibilità di tesserare nuovi atleti senza scadenza. Tanto ci può solo rimettere il neo iscritto che avrà gare in meno. Un altro pregio delle gare della Fraschetta è di avere le stesse età di categoria del campionato (non avete idea di che confusione ci sia in merito…). Invece, paese che vai, categorie che trovi. Non bene. Ci sarebbe poi un punto difficilissimo da trattare. Si potrebbe abbreviare in EPS – EPS = EPS (“Enti di Promozione Sportiva” meno “Enti di Promozione Sagre” uguale “E Possiamo Sperare…”). Lasciato così, lo ammettiamo, suona maledettamente bene ma qualcuno si sarà già irrigidito. Tranquilli. Abbiamo visto troppe gare subordinate alla grande alla festa del luogo, dove avevi più che l’impressione che a nessuno importasse granchè della corsa ma la stessa fosse in subordine al portare utenza alla sagra. Senza ciò, però, ne salterebbero probabilmente tante (gare). Evitiamo di fare di tutta l’erba un fascio e ammettiamo che connubi felici possono esistere. Però non devono avere la stessa rilevanza di una classica o di un evento che nasce per essere sportivo. E andiamo a parare al punto C. C come campionato o Campionato. I signori EPS hanno chiaro di come lo vogliono il loro torneo maggiore (che tale dovrebbe essere)? Vogliono pescare nel sacco il più possibile (c minuscola = prevale la quantità) o farne una competizione ambita (C maiuscola = prevale la qualità)? Quest’anno, e sono i numeri a dirlo, la “c” è stata molto minuscola. I vincitori, grazie a quel 15, sono credibili, ma lo stesso risultato si poteva ottenere con molte, molte gare in meno, oculatamente scelte. Sappiamo che in una recente riunione è stato proposto di alzare la soglia d’abbattimento al cinquanta per cento delle gare. Ma su quante? 50 e anche più? Vogliaiddiochenò. Non crediamo sia l’esatto modo di affrontare la questione perché il problema non è alzare il 15, che può benissimo rimanere com’è, ma di abbassare le gare di Campionato. A 30 le proposte si incontrerebbero solo all’apparenza; da parte nostra, si esageri con l’utopia e si proponga 15 su 20. E qui ci avviciniamo già alla Fraschetta (5 su 6). E alla credibilità. Si cominci a fare delle scelte in base a criteri trasparenti (se gli EPS allegassero ai calendari le “linee guida” che hanno adottato sarebbe il massimo… ci arriveremo mai? No). Ci sono classiche riconosciute tali e gare che fanno iscrizioni doppie delle altre. Volendo la scelta si fa, eccome. Tutti gli altri non verrebbero tagliati fuori. Basta valutare i migliori raggruppamenti possibili per dei mini tornei, chiaramente di livello inferiore, dove starà alla creatività locale creare i presupposti per una buona partecipazione. Anche i “non big” pagano e hanno diritto a una chance. I raggruppamenti potrebbero tener conto sia della tipologia (gare piane o di collina) oppure, meglio, della zona. Abbiamo appurato in estate che le grandi migrazioni, in una grande concentrazione di gare, non esistono. Sempre come alla Fraschetta queste classifiche siano aperte a tutti per favorire l’adesione dei fuori provincia e regione. Chiusura: Campionati (“C” maiuscola) con più qualità con meno quantità (di gare) per ritrovare credibilità. E gli EPS facciano uno sforzo collettivo per non far entrare in concomitanza l’èlite delle loro gare. I tornei minori, è chiaro, troveranno lo spazio che troveranno. La coperta è corta… Siamo italiani. Ingegnarsi… EPS che hanno forse l’ultima occasione di far largo ai “giovani” (ecco il termine di ritorno) a livello organizzativo mettendo i soffitta certi criteri ed abitudini che stanno diventando ingombranti. Non le persone, che possono e debbono essere affiancate da chi sa innovare. Innovazione e creatività, perché il podismo non deve tornare monopolio ma nemmeno essere svilito, e con esso gli atleti. Su un unico punto, quello dei vincitori a un terzo di campionato, non possiamo dire nulla (o alla prossima?). Sparare a Daniele e Ilaria… no, non è etico neppure questo. E poi in foto vengono bene. Se qualcuno è in grado di convincere quell’altra gente “che va”, e che tutti conosciamo, a regalarsi una tessera EPS per farci divertire… santo subito! Abbiamo scherzato su quasi tutto… o no?

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