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Coronavirus

I peptidi per via nasale, il gabesato e l'eparina: la ricerca per individuare un farmaco efficace nel contrastare il CoVID-19 continua

Il punto sui protocolli farmacologici e sulle ultime scoperte nella lotta al Coronavirus

Per curare il Covid-19 servirebbe un farmaco nuovo, efficace e disponibile al più presto. Aspetti però difficili da conciliare considerati i tempi necessari per la sperimentazione, prima animale e poi sull’uomo. La ricerca si sofferma in questi giorni su tre prodotti che vanno ad aggiungersi alla clorochina già utilizzata su larga scala in base ai protocolli medici: un farmaco somministrabile per via nasale, il Peptide, il gabesato e l’Eparina. 

 

Il peptide per via nasale

Secondo Gennaro Ciliberto, presidente della Federazione Italiana Scienze della Vita che raggruppa 16 società scientifiche e direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena di Roma e Antonello Pessi, membro onorario della Società Italiana Peptidi,  uno  studio  pubblicato da poco sulla rivista Cell Research potrebbe risolvere il dilemma.  «I ricercatori cinesi - spiegano i due scienziati italiani - hanno sintetizzato peptidi inibitori della fusione disegnati sulla sequenza del virus responsabile della pandemia, li hanno coniugati con il colesterolo e hanno dimostrato che uno in particolare, che hanno chiamato Ek1c4, è molto efficace nel bloccare la replicazione del virus in provetta».  Il meccanismo in realtà non è nuovo. Già nel 2009 Pessi aveva dimostrato che se al peptide inibitore viene legata una molecola di colesterolo, il peptide diventa molto più efficace e anche più stabile per l’uso terapeutico, e in un studio del 2015 aveva proposto questa strategia come possibile risposta rapida a pandemie causate da virus emergenti. La novità del farmaco proposto ora dai cinesi, è che non è riciclato, ma è specifico nei confronti del virus Sars-Cov-2, utilizzando un meccanismo generale di tutti i virus molto noto: ossia la fusione della membrana con quella della cellula. 

Per poter ottenere un farmaco di questo genere i tempi di sviluppo sono molto brevi. Innanzitutto perché la sintesi di questa molecola è chimica, quindi molto facile da realizzare, e poi è poco costosa. La via di somministrazione del nuovo farmaco sarebbe intra-nasale. 

 

Il gabesato antinfiammatorio

C’è una novità molto interessante per quanto riguarda la cura dei pazienti con forme gravi di Covid-19 ed è stata annunciata dalla  Società  Italiana  di  Farmacologia (SIF). Una molecola già nota è in grado di esercitare contemporaneamente tre attività fondamentali per il trattamento dell’infezione e delle sue complicanze.  Ha  infatti  proprietà  antinfiammatorie, anticoagulanti e antivirali. Si tratta del gabesato, utilizzato per il trattamento della pancreatite, e come anticoagulante nell’emodialisi dalla marcata attività antinfiammatoria (riduce la produzione di citochine, come per esempio il fattore di necrosi tumorale alfa). Infine, importantissimo, possiede attività antiaggregante e anticoagulante.

 

Eparina: la sperimentazione

Al via in Italia in 14 centri uno studio sull’eparina a basso peso molecolare contro covid-19 che coinvolgerà 300 pazienti. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato l’avvio dello studio multicentrico  Inhixacovid19,  che prevede l’impiego del biosimilare di enoxaparina sodica nel trattamento dei pazienti con quadro clinico moderato o severo. 

La sperimentazione valuterà la sicurezza e l’efficacia dell’anticoagulante, somministrato a diversi dosaggi, nel migliorare il decorso della malattia.


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Barbara Corino

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