Capitale della cultura, le città di Casale e Asti e il Monferrato candidati per il 2020
di Alberto Angelino
Dopo essere stato nominato Comunità Europea dello Sport il Monferrato alza l’asticella e si candida per diventare Capitale Italiana della Cultura nel 2020. L’idea è stata un po’ il gran finale della Cavalcata Intellettuale Aleramica che si è svolta al polo universitario di Asti dal 26 al 28 gennaio. Tre giorni ci sono voluti 1050 anni fa ad Aleramo per descrivere il territorio del Monferrato dalla Liguria fino al Po e per tre giorni 190 partecipanti tra istituzioni, studiosi, imprenditori e attori del territorio si sono incontrati per mettere sul tavolo idee e progetti per celebrare degnamente questo anniversario e guardare al futuro del Monferrato.
Sotto l’egida del comitato promotore Monferrato 1050, guidato da Erminio Renato Goria, Presidente della Camera di Commercio di Asti, sono stati raccolti ben 81 contributi che saranno valutati a fondo nel mese di febbraio. Anche se la ciliegina sulla torta, annunciata dall’Assessore alla Cultura di Asti Andrea Cerrato, potrebbe arrivare tra tre anni e riguardare più direttamente anche il Casalese.
Insomma il Monferrato, quello di Aleramo e dell’Unesco sempre più uniti, senza campanilismi, verso obiettivi ambiziosi per promuoversi all’esterno e diventare un brand unico capace di essere identificato facilmente dal mercato turistico.
Uno slancio ulteriore rispetto a quello visto alla firma del protocollo di intesa firmato alla Camera di Commercio a settembre 2016 e capace di originare progetti molto interessanti tra cui appunto la bandiera della UE sugli impianti sportivi monferrini.
Il percorso però ha avuto origine già l’anno precedente, come spiega lo stesso Cerrato: “E’ un’esperienza di promozione comune cominciata con EXPO 2015 e continuata fino alla Cavalcata. Ci siamo dati uno sguardo intorno per capire come continuare e tra le proposte quella per la Capitale Italiana della Cultura ci è sembrata la più interessante. Per il 2018 il titolo è stato dato a Palermo, per il 2019 Matera è già designata a livello europeo, per il 2020 la gara deve ancora aprirsi e vogliamo essere in lizza”.
La sfida è di quelle impegnative: Cuneo ha già manifestato apertamente la sua volontà di concorrere.
C’è però un distinguo importante: a differenza della candidatura a Comunità Europea dello Sport stavolta il bando chiede di indicare una città non un territorio.
“Per la precisione il bando parla di una città e dei comuni limitrofi – continua Cerrato - ma che il capofila sia Asti o Casale non è importante. E’ importante invece che il brand con cui ci presentiamo sia Monferrato, continuando così il percorso comune intrapreso negli ultimi 3 anni, per poi decidere, al momento di presentare ufficialmente la candidatura tra due anni, la città più rappresentativa per l’offerta culturale”.
Anche Daria Carmi, Assessore controparte del Comune di Casale, è d’accordo: “È molto positivo che ci siano queste energie sul territorio e che la cultura sia un motore di sviluppo, ora dobbiamo lavorare insieme perché l’idea si trasformi in un progetto”.
Nessuna lotta tra le due citta dunque, per tutti l’importante è arrivare al traguardo. A decidere è il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali: dalle candidature si arriverà a 5 finalisti. Per la città scelta ci sono finanziamenti da impiegare in iniziative culturali che comunque, se vincerà il Monferrato, avranno ricadute positive dal Tanaro al Po.