Pronto? Chi preferisce tra Marco Felisati, Giovanni Ravasenga e Alessandro Portinaro? La corsa alle elezioni del prossimo 6 e 7 giugno è già iniziata e c’è chi ha già commissionato un sondaggio telefonico - a quanto pare l’on. Roberto Rosso - per capire quali sono le sensazioni dei trinesi, soprattutto alla luce del commissariamento del Comune di Trino. Già nel 2007 era accaduta la stessa cosa, ma adesso non si può certo perdere tempo e per i potenziali candidati è indispensabile scegliere le strategie il prima possibile.
L’opinione di Portinaro
«A giugno ci saranno le elezioni e si dovrà cercare di voltare pagina - spiega Portinaro, esponente del Partito Democratico - adesso bisogna ricominciare e pensare al bene della città, a costruire un futuro di dialogo, di partecipazione e di sviluppo per Trino. Dovremo pensare alle famiglie in difficoltà, alle esigenze dei commercianti e degli artigiani, al rilancio delle attività culturali, alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Insomma, alle piccole cose che sono state trascurate. Il futuro di Trino passa anche dalla chiusura di Terre d’Acqua e dalla possibilità di poter spendere i fondi Scanzano con più libertà. Continueremo il nostro lavoro e agiremo in modo da essere, come sempre, dalla parte dei trinesi».
La posizione della Lega Nord
La caduta della Giunta Ravasenga è stata accolta con sorpresa in casa Lega Nord e il segretario cittadino Renzo Cornetti in questi momenti preferisce non rilasciare commenti in merito. È chiaro che gli esponenti del Carroccio stavano già lavorando per preparare la naturale scadenza elettorale, ma si faranno trovare pronti anche per giugno, valutando eventuali accordi con il centro destra e in maniera molto mirata, puntando a ruoli di rilievo. A Trino la Lega Nord è un movimento in crescita se non troverà l’intesa con altri alleati, potrebbe decidere di correre da sola.
Felisati per i Senza Sede
Secondo il Gruppo Senza Sede «per evitare la riproposizione sulla scena politica pubblica
trinese di personaggi alla Ravasenga e Giolito... occorrerebbe un gruppo civico formato da uomini e donne anche provenienti dai partiti di centro destra e di centrosinistra, nonché dalle associazioni locali, che sapesse garantire, innanzitutto, una attività politico-amministrativa assolutamente serena e libera». Un gruppo «fatto di persone con capacità amministrativa, onestà intellettuale, autonomia di giudizio, senso dello Stato, rispetto delle regole, comportamento democratico, rifiuto dell’ipocrisia, correttezza istituzionale, coerenza civile, passione culturale, lungimiranza sociale, spirito di servizio e, quel che più conta, una autorevolezza fondata sulla giustizia e l’umanità. La scelta dovrebbe cadere quindi su uomini e donne liberi e non condizionabili da chicchessia, se non dalla crisi economica in atto e, quindi, dalle necessità quotidiane dei cittadini trinesi».
Su queste basi «una candidatura a sindaco di Felisati con l’indicazione dei consiglieri comunali da parte del centrodestra, del centrosinistra e del Gruppo senza sede potrebbe rappresentare una buona proposta per sconfiggere l’ormai conosciuto, arrogante potere locale dell’ex sindaco e dell’ex assessore al bilancio e costruire invece i concreti, veri, futuri interessi per Trino e la sua gente».
Le critiche di Ravasenga
Ravasenga però non ci sta: «Mi immagino i propositi di candidature e di programmi elettorali da parte degli ex consiglieri di “maggioranza” firmatari e responsabili della caduta dell’Amministrazione Comunale. Per uno di loro, da tempo aspirante sindaco, se non vuole smentirsi rispetto il suo passato, nel proprio programma ci sarà sicuramente l’impegno di grandissime risorse finanziarie (che abbiamo sempre limitato) da destinare a feste e manifestazioni da lui ritenute il solo motivo di sviluppo per Trino. Ci potrebbe essere anche l’aumento dello “stipendio” degli assessori e adesso mi immagino anche quello del sindaco (sempre rifiutati dal sottoscritto)».
Ravasenga prosegue a ruota libera: «Cosa manca? L’intenzione di candidarsi a Cecolo Broglia? Sarebbe il coronamento di un suo sogno. Per l’altro ex assessore ci sarà certamente la volontà di non destinare alcuna risorsa all’Ipab, probabilmente perché qualcuno gliel’aveva ordinato. Gli altri tre credo non lasceranno traccia, come nelle due trascorse elezioni. Avevo ricevuto solamente la pressante richiesta di una candidata di far parte a tutti i costi della “lista” per avere poi un incarico che forse lei intendeva esclusivamente per i tagli dei nastri inaugurali. Sarebbe semplicemente ridicolo se la motivazione principale per decidere la caduta dell’amministrazione fosse quella del 58° Capitano Cecolo Broglia».