Perché “Fare... in Monferrato”? Incontro con Zerbinati, Mazzetti e Gaudio
di Pier Luigi Buscaiolo
Perché “Fare... in Monferrato”? Perché una serie di incontri su temi diversi che sono le realtà più importanti del nostro territorio? Domande semplici che chiedono risposte semplici. Vogliamo ancora una volta rimarcare che il Monferrato è un territorio su cui scommettere, nonostante la crisi, i problemi occupazionali, il taglio dei servizi. La nostra area, come più volte abbiamo sottolineato, è quella che ha la disoccupazione maggiore rispetto ad altre zone del Piemonte.
L’anno scorso quando chiuse la Bauli-Bistefani quello che ci colpì maggiormente oltre alla perdita dei posti di lavoro (tanti, troppi), fu la scarsa capacità di trovare una ricollocazione. Più volte abbiamo sentito questi ragionamenti: «Accettiamo la proposta di Bauli. Andiamo a lavorare in Veneto. Anche se fra un anno perderemo il posto di lavoro, lo troveremo sicuramente prima che in Monferrato». Una doppia sconfitta: perdere azienda e occupazione, perdere chi nel Monferrato ci aveva vissuto e creduto. Non stiamo parlando di grandi numeri (non sono molti i lavoratori che si sono trasferiti) ma di un pensiero comune, diffuso: meglio trovare posto altrove che rimanere in questa terra che offre poche occasioni. Noi, invece, siamo qui e ci crediamo fortemente. Ed ecco perché promuovere “Fare... in Monferrato”.
Tre incontri, a partire da questa sera, venerdì 31 marzo alle ore 21,15 al Labirinto di via Benvenuto Sangiorgio. Abbiamo pensato di partire dal “food”, il “cibo”, dai produttori, in quanto è il settore dell’economia che più ha tenuto nei momenti di crisi e che si rivela di anno in anno un traino per il territorio. “Food” significa soprattutto agricoltura: dalla terra noi vogliamo iniziare questo cammino per raccontare, comunicare, discutere far sapere che qualcuno ce la sta facendo, che ha successo e che i margini di miglioramento possono esserci, non solo per loro ma anche per le giovani generazioni. Ecco perché abbiamo chiesto a Beatrice Gaudio, Silvia Belvedere Mazzetti e Simone Zerbinati di raccontarci la loro realtà, il loro mestiere, le loro possibilità. “Fare... in Monferrato” parla al presente pensando al futuro, provando a disegnare una prospettiva per chi crede che il Monferrato non sia una terra da cui scappare ma su cui scommettere. Un esempio? L’arrivo di Bulgari a Valenza.
Questo ci lancia un messaggio preciso: un’azienda mondiale che investe nel nostro territorio con la richiesta di centinaia di posti di lavoro. E il territorio sa rispondere a questa offerta? Certo che se Casale potesse contare su un Liceo Artistico con una scuola di Arti e Mestieri (che si vorrebbe realizzare una volta spostata la Trevigi al Cova), l’offerta di figure professionali sarebbe garantita.
Il servizio su Il Monferrato di venerdì 31 marzo 2017