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Sul caso AstraZeneca

La fiducia nella scienza e il diritto alla verità

La precauzione e la preoccupazione nella campagna vaccinale

Caro direttore, alcune riflessioni sulla vicenda del vaccino AstraZeneca, frutto anche del lavoro con i presidi sull’aggiornamento degli insegnanti. Una ondata di panico si sta generando nella popolazione dopo l’annuncio dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) di sospensione sul territorio nazionale dell’uso del vaccino AstraZeneca a seguito di gravi reazioni avverse (tre decessi in Sicilia, uno in Piemonte).

Tali decisioni fanno seguito a quelle già prese da alcuni Governi europei di sospensione precauzionale del suo utilizzo, mentre altri hanno bloccato solo i lotti sospetti.

L’AIFA ha precisato che il divieto di utilizzo, d’intesa con EMA (Agenzia Europea del Farmaco), è precauzionale in attesa delle verifiche del caso non essendo emerso nessun nesso di causalità. Oltre all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) personalità scientifiche autorevolissime si sono già espresse a favore dell’efficacia e della sicurezza di AstraZeneca: fra i tanti il presidente di AIFA Palù, l’epidemiologo piemontese Vineis, il direttore scientifico di ‘Humanitas’ Mantovani, l’ex direttore del ‘Mario Negri’ Garattini (inflessibile accusatore nel passato delle multinazionali del farmaco).

Certamente l’Italia sconta la mancanza di cultura scientifica, la diffusione mediatica di notizie sensazionalistiche e l’errore di non aver avviato una campagna informativa sugli effetti collaterali dei vaccini. Non ha certamente giovato il racconto “terroristico” dei primi giorni con l’iper-rassicurazione di oggi, che rischia di non convincere e confondere. I cittadini hanno il diritto sacrosanto di pretendere verità e chiarezza, per poter decidere consapevolmente. Si ricordi che:

1) in Europa 17 milioni di persone sono state vaccinate con AstraZeneca, con 15 eventi di trombosi venosa profonda e 22 di embolia polmonare (dati più bassi rispetto agli eventi naturali attesi in una popolazione della stessa dimensione ). I dati generali sono rassicuranti, bisognerà verificare se nei casi segnalati vi sia una predisposizione genetica alla formazione di trombi;

2) Il sistema di farmacosorveglianza AIFA ha registrato 700 reazioni avverse ( 94% non gravi ) ogni 100.000 dosi inoculate;

3) i risultati della vaccinazione in Inghilterra (25 milioni vaccinati, 37% della popolazione, di cui 11 con Astrazeneca ) sono stupefacenti con un calo di contagi, ricoveri e letalità tali da indurre il Governo a riaprire tutto.

I cittadini non devono perdere la fiducia nella scienza, che con i vaccini ha salvato l’umanità da malattie spaventose come il vaiolo e la poliomielite. Si devono fugare i dubbi affinché il nostro Paese devastato raggiunga l’obiettivo del 60-70% di vaccinati per salvarsi. Con una scomoda verità: ricondurre il virus a una condizione di marginalità (con vaccinazioni e comportamenti), significherà per i prossimi anni sviluppare la capacità intelligente di convivere con il virus.


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Barbara Corino

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