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Saldi

Saldi invernali, inizia la vendita dei capi scontati

Secondo le previsioni la spesa per famiglia è quantificata in 324 euro

Si apre la stagione dei saldi invernali. Sono tanti che attendono questo momento: famiglie, anziani, spesso chi deve sbarcare il lunario con uno solo stipendio o una pensione minima e non è in grado di acquistare tutto in un solo colpo. Da sabato 4 gennaio si apre dunque la caccia al capo di abbigliamento scontato. Ma l’acquirente deve stare attento. Il primo consiglio è quello di diffidare dei ‘temporary store’, vale a dire di quei negozi che aprono giusto per il periodo dei saldi e poi chiudono. «Tali esercizi dicono all’Associazione nazionale Consumatori vanno completamente contro quello che è lo spirito dei saldi che sono principalmente quelli di esitare a riguardo delle merci di rimanenza della stagione corrente, a volte disassortita nelle taglie, se si parla di abbigliamento, ma cercano di procurarsi merce al solo scopo di raggranellare un po’ di denaro alle spalle degli ignari consumatori».
Tempo di saldi dunque, ormai per i consumatori inizia il conto alla rovescia ma occhio ai ‘bidoni’.
La caccia al prezzo stracciato, all’affare può riservare delle cattive sorprese.
I consumatori possono trovare nei negozi occasioni vere, con un buon rapporto qualità-prezzo, correttezza da parte dei negozianti e chiarezza dei prezzi.
Gli esercizi commerciali, dovranno impegnarsi ad operare nel pieno rispetto della normativa della Regione e delle disposizioni comunali.
Ecco alcune delle regole da seguire:
1) Conservare sempre lo scontrino. Non è vero che i capi in svendita non possono essere sostituiti;2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione, la merce che viene messa in saldo dovrà essere davvero quella di fine stagione e non fondi di magazzino;
3) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistaremerce della quale si conosce già il prezzo e la qualità

Secondo le previsioni la spesa a famiglia dovrebbe essere di circa 324 euro. I saldi invernali restano quindi una grande attrattiva per 15 milioni di fami-glie italiane che faranno girare nelle prossime settimane 5,1 milioni di euro. Il web non dovrebbe farla da padrone, solo il 17% si affiderà al web per i propri acquisti.Il 33% della spesa totale avverrà infatti in una grande catena o in negozi brandizzati, il 28% dei clienti si recherà in negozi indipendenti, e il 22% sceglierà l’outlet.
Sono soprattutto le regioni del Sud ad aspettare con maggiore interesse l’inizio dei saldi. Il 46% degli intervistati ha infatti confessato di voler rinnovare il proprio guardaroba proprio in occasione dei prossimi sconti stagionali.
La percentuale cala al Centro, andando a toccare il 41%, fino a raggiungere il 38% al Nord. Molti dei consumatori, dal 37 al 41%, sceglierà in base alle offerte viste sul luogo, senza programmare acquisti specifici.
Confcommercio ha voluto ricordare le regole fondamentali da seguire per non incorrere in truffe. Innanzitutto i cambi degli articoli acquistati restano a discrezione dell’esercente. Tranne nei casi in cui il prodotto mostri difetti o non sia conforme, nei quali il commerciante deve provvedere alla sostituzione o alla riparazione. Nel caso in cui nessuna delle due proposte sia attuabile, il commerciante dovrà provvedere alla diminuzione del prezzo o alla restituzione totale dei soldi spesi. Non vi è l’obbligo di far provare un capo prima dell’acquisto. Anche in questo caso può decidere l’esercente.
Per quanto riguarda i pagamenti, le carte di credito e i bancomat devono per legge essere accettati nei negozi. I prodotti in saldo devono essere di carattere stagionale e avere un buono sconto. Non è comunque vietato proporre capi degli anni passati. Non si transige invece sull’indicazione del prezzo e dello sconto effettuato. Il negoziante ha infatti l’obbligo di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
Fissata anche la data d’inizio dei saldi estivi: la vendita promozionale avrà inizio il 4 luglio.

 

 

 - immagine di repertorio 


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Marinella Miceli

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