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Si pensa a una soluzione

Una “agriscuola” potrebbe salvare il plesso di Santa Maria del Tempio?

Mancano i numeri per sopravvivere, ma il Comune è deciso a non mollare

L’Amministrazione comunale, con il sindaco Federico Riboldi, il vice Emanuele Capra e l’assessore alla Pubblica Istruzione Gigliola Fracchia, ha voluto incontrare, sabato, i cittadini di Santa Maria del Tempio per discutere della questione delle scuole della frazione.

In Consiglio comunale, infatti, a seguito di un ordine del giorno di Giorgio Demezzi (Ritrovare Casale) approvato all’unanimità, la Giunta si era impegnata a «mantenere attivi i punti di erogazione nei plessi di San Germano e Santa Maria del Tempio con interventi appropriati e comunque trovare soluzioni che tutelino l’identità della comunità frazionale; coinvolgere i sindaci e le istituzioni scolastiche del territorio per individuare eventuali interventi che garantiscano la sopravvivenza di questi importanti presidi del territorio».

L’ultimo dimensionamento delle autonomie scolastiche della città e del territorio, infatti, risale al 2011 (Giunta Demezzi). Oggi, a distanza di oltre 10 anni, la popolazione scolastica si è modificata: nello specifico, la Scuola dell’Infanzia di Santa Maria ha 11 iscritti su 20 necessari per il mantenimento del punto di erogazione del servizio mentre la Primaria ne ha 11 in pluriclasse (il minimo sarebbe 8), ma a fronte di 35 alunni necessari dalla classe 1ª alla classe 5ª per il mantenimento del plesso.

L’incontro ha fatto seguito a un precedente summit al quale ha partecipato anche il dirigente scolastico Pierpaolo Capello al quale diversi i genitori hanno fatto notare come, al momento delle iscrizioni dei figli, si sarebbero trovati di fronte a una sorta di “dissuasione” all’iscrizione in quanto plesso prossimo a chiudere.

Ciò che è emerso all’incontro è che, al momento, le scuole di Santa Maria non hanno i numeri per sopravvivere. È stata chiesta una deroga, ma, come ci confidano dal Comune, pare che quest’anno il Provveditorato abbia posto una stretta sulla concessione di tali deroghe.

E allora, che fare? Il vicesindaco Capra spiega: «Da parte del Comune c’è la massima disponibilità a garantire sforzi per il mantenimento dei servizi: se dipendesse esclusivamente da noi le scuole di Santa Maria rimarrebbero senz’altro aperte».

La proposta avanzata è quella di creare un team di lavoro con referenti delle famiglie, dell’Istituto Comprensivo e dell’Amministrazione per definire una caratterizzazione delle scuole frazionali: «L’idea - prosegue Capra - potrebbe essere quella di un agriasilo o un’agriscuola, visto che a Santa Maria ci sono spasi esterni enormi, e la relativa promozione: una caratterizzazione, diciamo, “naturistica” potrebbe essere una soluzione per incentivare le iscrizioni e far sì che quella scuola venga scelta proprio perché garantisce qualcosa di esclusivo».


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