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Indagine 2022 - Laboratorio Adolescenza
«Mangioni e insoddisfatti del proprio aspetto fisico»
I giovani sono in balia di una estetica dettata da influencer e fashion blogger
«Preoccupati e disillusi riguardo al futuro e consapevoli che il Covid ha in parte compromesso irreversibilmente la loro formazione scolastica. Molto meno propensi, rispetto al recente passato, a intraprendere gli studi universitari. Mangioni e sedentari, insoddisfatti del proprio aspetto fisico e in balia di una estetica dettata da influencer e fashion blogger. Sempre più “connessi” e con un lento ma costante peggioramento dei rapporti in famiglia e con il gruppo dei pari. Il desiderio diffuso, fortemente accresciuto rispetto al passato, tanto da aver quasi il sapore di “voglia di fuga”, è quello di viaggiare».
È la sintesi dell’indagine 2022 sugli stili di vita degli adolescenti realizzata dalla associazione no-profit Laboratorio Adolescenza e dall’Istituto di ricerca Iard su un campione di 5.600 studenti della fascia di età 13-19 anni.
Tra i problemi maggiori la difficoltà a riprendere la socialità in balìa dei modelli “social”: «Il 58% degli adolescenti (69,4% delle femmine) sostiene che nei due anni di pandemia ha mangiato in modo inappropriato (troppo, troppo poco, in modo sregolato…) e il 37% lamenta di essere aumentato di peso. Ma al di là di questo aspetto in qualche modo oggettivo, il 27% (35,4% delle femmine) “si vede” più grasso della media dei suoi amici. E, soprattutto, il 50,5% (60,7%) delle ragazze non è soddisfatto del proprio aspetto fisico in generale. Ma, soprattutto, ad influenzare il rapporto con il proprio fisico, e quindi anche con il cibo, risulta importantissimo il ruolo di influencer, fashion blogger, moda, pubblicità. Vale per il 59,1% dei maschi e, addirittura, per il 77,6% delle ragazze. E il condizionamento aumenta con l’età passando dal 63,5% tra gli studenti delle scuole medie inferiori al 70,1% delle superiori. Un’evidenza che preoccupa ma non può sorprendere se consideriamo che il 76,1% afferma di aver trascorso su social molto più tempo rispetto agli anni passati».
Poca attività sportiva
L’insoddisfacente percezione del proprio aspetto fisico è certamente aggravata dalla sedentarietà diffusa, essendo ulteriormente peggiorato il feeling, già non esaltante, fra adolescenti italiani e attività sportiva: «Confrontando i dati 2022 con quelli del 2020 (prima della pandemia), la percentuale di chi ha smesso di fare attività sportiva (che in passato aveva praticato) è passata dal 20,1% (2020) al 32,4% (2022), ma anche tra chi ancora pratica sport al di fuori della scuola la percentuale di chi pratica almeno due ore settimanali è scesa dal 62,4% (2020) al 49,5% (2022). E il dato che riguarda le ragazze, specie relativo al non praticare sport in modo assoluto, è ancora più allarmante. Risulta evidente che, dallo stop imposto dalla pandemia nel 2021, molti non hanno più ripreso a fare sport».
Viaggiare? Molto!
Viaggiare interessa “molto” al 77,4% delle ragazze e al 57,7% dei ragazzi. Solo il 6% è poco o per nulla interessato a farlo: «E tra i viaggiatori appena un quarto (25,8%) ha come obiettivo del viaggio il divertimento. La larga maggioranza desidera conoscere posti nuovi (46%), ma anche entrare in contatto con nuove persone e conoscere culture diverse (27,3%). Ma è importante osservare che per il 57,8% (65,5% delle femmine) rispetto agli anni passati il desiderio di viaggiare è molto aumentato e meno del 10% si fa ancora condizionare dal Covid (e forse dalla guerra in corso) e afferma di avere più timore rispetto al passato».
Rapporti sociali e familiari
Il rapporto degli adolescenti con i genitori e con gli amici è e resta sostanzialmente buono: «Una larga maggioranza considera la vita in famiglia piacevole o tranquilla, e i rapporti con gli amici ottimi o soddisfacenti. Ma, proprio per non trovarsi sempre impreparati quando le cose smettono di funzionare, è importante porre attenzione a qualche campanello di allarme».
Covid & Guerra
Se gli adolescenti ancora faticano a ritrovare la serenità perduta a causa del Covid «e solo poco più di un terzo del campione intervistato (35%) ritiene che si sta uscendo definitivamente dall’emergenza – mentre il 63,6% (70,8% delle femmine) teme future recrudescenze –, lo scoppio della guerra in Ucraina ha ulteriormente minato il loro senso di fiducia verso il futuro».
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