Quindici anni sono trascorsi da una accorata supplica di aiuto che il Castello di Casale Monferrato inviò per iscritto a tutti i lettori de “Il Monferrato”...
Dall’oblio della dimenticanza poco alla volta egli è risorto… molto si è fatto per lui, ma molto ci sarà ancora da fare; ma ciò che oggi è necessario veramente per il nostro Castello e che gli si porti rispetto, non mettiamolo in disparte, non consideriamolo un gravoso peso aggiunto alla città, rendiamogli l’importanza che merita, solo così si potrà continuare nella sua vera e sincera valorizzazione.
Nelle Calende di maggio in occasione della ricostruzione medievale per la manifestazione di “Riso e Rose” è stata per me un enorme soddisfazione esser riuscito a far risuonare ancora una volta il rullo dei tamburi ed il suono delle chiarine all’interno del Castello, nel suo cortile, nella corte dei valorosi Signori Marchesi di Monferrato.
Tutte le vibrazioni che hanno avvolto nelle tre giornate di festa la fortezza Casalese, hanno certamente risvegliato gli spiriti di tutti i nobili personaggi che qui dimorarono nel tempo e tutti coloro che con gran fatiche e sofferenze più di 650 anni fa posarono mattone su mattone convinti fermamente nell’opera difensiva che stavano costruendo.
Ancora una volta in queste giornate del terzo millennio, Cavalieri si sono rivestiti delle loro armature all’interno della sala d’armi, ed hanno camminato lungo le sale, il cortile e gli spalti del castello, respirando di quell’antica storia che in questo luogo trasuda copiosamente.
I cittadini e tutti i turisti presenti hanno scrutato con reverenziale ammirazione i falchi volare liberi nel cielo, volteggiando sopra le mura e i torrioni; con attenta curiosità, hanno osservato gli artigiani e il campo medievale allestito con le sue tende a ridosso del fossato nei giardini della difesa.
Ancora una volta dall’antico Castello un corteo in festa è partito alla volta della città e dei suoi abitanti per poi farne ritorno con sommo onore e soddisfazione.
Sono fiero di essere riuscito a rincuorare il nostro Castello del Monferrato, ma ancor di più sono fiero di tutti i casalesi che in questi giorni con la loro massiccia presenza hanno commosso il loro vecchio amico sincero della nostra amata Casale…si gridi: Vittoria ! la vittoria del Castello e della sua città.
Da oggi in poi dovremmo tutti insieme uniti continuare a valorizzarlo affinché il Castello del Monferrato nuovamente ritornato protagonista, nella difesa non più bellica, ma delle tradizioni e della storia di Casale capitale del Monferrato.
Sia per noi tutti il Castello, nostro vessillo di battaglia contro la guerra all’indifferenza; sia per noi tutti l’amico, la sentinella sempre attento verso la sua città e pronto nell’ora del bisogno.
Noi tutti impegniamoci a rendergli tutti gli onori che esso merita, restiamoli vicino e non dimentichiamolo, egli saprà ricompensarci degnamente come già fece tanti e tanti anni orsono.
“Campo di Maggio”, il titolo della giornata del 3 maggio ha un senso storico, non è un titolo casuale per la ricostruzione medievale svoltasi, la storia racconta che era consuetudine già nel VI e VII secolo nella Gallia franca che i sovrani convocassero all’inizio del nuovo anno i guerrieri per decidere le sorti del regno; le località venivano scelte di anno in anno, il periodo non era di certo il rigido inverno dei mesi di gennaio o febbraio, ma una stagione più clemente…la primavera. Così queste imponenti adunate furono chiamate “Campi di Marzo”.
Anche in epoca Carolingia e nel corso del medioevo proseguì questa antica tradizione, anche se il mese di marzo divenne inadeguato per le migliaia di persone che si incontravano per l’assemblea, in quanto i luoghi di ritrovo normalmente campagne limitrofe a feudi amici, in marzo erano ancora carenti della principale fonte di sostentamento per le moltitudini di cavalli ed animali presenti con gli eserciti…il foraggio !
Perciò si convenne che le giornate migliori in cui trovare l’erba già alta nei prati fossero, come scrisse il trovatore Raimbault de Vaqueiras nel suo componimento “Calenda Maia”, le calende di maggio, il mese del rifiorire…la rinascita vera del nuovo anno, il rifiorire delle avventure Cavalleresche, così fu chiamato “Campo di Maggio”.
Ritengo che per la nostra Casale Monferrato il 2009 segni l’anno del rifiorire del suo castello…il Castello del Monferrato; per questo mi piace immaginare insieme a Voi che il Marchese di Monferrato con gioia nelle giornate del 1-2-3 maggio abbia indetto il Campo di Maggio nella sua capitale…alle calende di maggio, celebrando degnamente con una grande adunata di donne e uomini, casalesi e forestieri, tutti uniti in una grande festa in onore a Casale, al Marchesato e al suo poderoso invincibile Castello.
“Monferrat et Lyon !” Monferrato è il leone !
Stefano Fracchia
“Stefano di Monferrato”
(Ordine della Lancia)
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