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Emergenza

Coronavirus: Giuseppe Parovina spiega come si sta riorganizzando il Santo Spirito per fronteggiare l'emergenza sanitaria

Una situazione difficile quella del nosocomio casalese. Racconta Parovina: «In quarant’anni di servizio, mai ho visto ventidue bare allineate in Camera Mortuaria»

«In quarant’anni di servizio, mai ho visto ventidue bare allineate in Camera Mortuaria». Esordisce così Giuseppe Parovina, Dirigente Medico della Direzione Sanitaria del presidio casalese, nel riportarci la situazione a ieri, lunedì 23 marzo. «Certo, le salme non sono tutte da Covid19 ma, certamente, così tanti decedutii tutti insieme e in poco tempo, sono impressionanti».
Tra i morti allineati nella Mortuaria, anche quelli in coda per raggiungere il Forno Crematorio di Valenza presso il quale, al momento, ci sono circa 7 gironi di attesa.

Salgono, invece, a 88 i pazienti ricoverati, di cui 60 positivi, 20 in attesa di esito da tampone e 8 intubati. Al 70% sono uomini e l’età media, nel 95% dei casi, è over 70, ma si registrano anche le età meno fragili. Il restante 5%, infatti, interessa la fascia d’età adulta. Ai degenti ricoverati al Santo Spirito, si aggiungono quelli trasferiti presso l’ospedale Covid di Tortona.

Tra i reparti dedicati, negli ultimi giorni è stato allestito anche quello di Neurologia con 20 posti letto. Complessivamente, al nosocomio casalese, risultano attualmente garantiti 89 posti letto, così suddivisi: 20 presso l’Area Medica 2 (ex Malattie Infettive), 28 in Ortopedia, 13 in Otorino e 6 in Rianimazione. A questi, si aggiungono le due sale operatorie allestite per le terapie intensive. Alla luce dei conti, risulterebbe un unico letto libero.
«Stiamo organizzando ulteriori 20 letti per Covid in Medicina - rassicura Parovina - poi, valuteremo la situazione man mano, nei giorni a venire. Purtroppo, non siamo ancora arrivati al picco, anche se confidiamo sia vicino». Dall’Unità di Crisi sono state disposte ulteriori manovre per fronteggiare il picco. Quali? «Si tratta di incrementare la ricettività in rianimazione: non parliamo solo di letti, ma anche attrezzature, al momento mancanti».
«Altra possibilità al vaglio - fa sapere il sindaco Federico Riboldi, - è la requisizione di Case di Riposo abbandonate».

In parallelo all’incremento dei casi positivi da Coronavirus, rispetto ai giorni scorsi, sale leggermente la situazione medici e infermieri assenti per malattia: una ventina tra positivi e sintomatici. «Per il momento riusciamo ancora a contare sullo spostamento interno del personale, ma i margini si stanno stringendo». A favorire la facoltà di contare sugli spostamenti interni è certamente la sospensione degli interventi programmati; in queste settimane vengono, infatti, garantiti solo gli interventi salvavita e le prestazioni ambulatoriali con carattere d’urgenza.
Rispetto alle dotazioni dei Dispositivi di Protezione Individuale, infine, ulteriori mascherine FFP3 sono giunte sabato scorso; a scarseggiare, ora, sarebbero le mascherine chirurgiche.

E se da un canto aumentano i casi da Covid19, dall’altro si sono ridotti drasticamente numerosi altri casi. «Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, - pone in evidenza Parovina - in Pronto Soccorso sono andati azzerandosi i casi di Codice Bianco (accessi impropri) e si sono azzerati quelli di alcolemia, droghe e incidenti stradali. Continuano, invece, gli ingressi per fratture, in particolar modo degli anziani».


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