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  • 28 maggio 2013
  • Casale Monferrato

Casale in festa con i campioni del Kitambo City Trail, tra sport e solidarietà

E’ la grande novità dell’anno per la città di Casale Monferrato ma è anche il primo trail (almeno di un certo livello) a svolgersi partendo dal centro cittadino e svilupparsi sulle colline che si ergono in sponda destra, a monte, lungo il fiume Po. Una zona che, oltre ad offrire scorci tra i più suggestivi del Basso Monferrato, racchiude un immenso patrimonio storico, specie di archeologia industriale. Sotto i piedi gli atleti avranno centinaia e centinaia di chilometri, sviluppati su piani, anche a profondità notevolissime, di gallerie abbandonate, testimonianza di un passato glorioso in cui si estraeva la marna, materia prima che ha fatto di Casale una delle capitali del cemento (a scanso d’equivoci, neanche lontano parente dell’amianto e di quanto ad esso collegato). Nell’omonima scheda pdf (pagina storica – le altre sono dedicate agli atleti, all’ambiente e alla tabella dei passaggi) sono le foto del compianto fotografo Alberto Fioretta a narrarci quella grama vita, spesso lì lasciata, di piccoli grandi eroi che col loro sudore hanno scritto una pagina importante della storia di queste colline. Lungo il percorso (quello lungo) sono ancora visibili in superficie le testimonianze di quei tempi, come i pochi tralicci teleferici ancora in piedi (Rolasco) o i “castelli”, pozzoni minerari unici nel loro genere, nel fondo valle interno al giro Ozzano-Quarti-Vialarda, le cui torri sono la sommità degli ascensori che portavano minatori e carrelli a centinaia di metri sotto, nella gallerie più profonde. Oltre il fiume la Pianura Padana che, causa la stagione in ritardo, apparirà ancora allagata nei terreni coltivati a risaia. Qui, nel secolo scorso, erano presenti ancora molti pioppeti, specialmente in prossimità di Morano Po e, più ad est, di Terranova. Ora gli spazi verdi seguono soprattutto il corso del Po e, lanciando lo sguardo in direzione della Serra d’Ivrea (si potrebbe anche dire “quelle due torri della centrale”, ma non suona bene), è inconfondibile l’enorme Bosco della Partecipanza di Trino che, non a caso, è definito “una zattera sulle risaie”. Ma è lo stesso fiume Po l’incontrastato protagonista. Separa la collina dalla pianura e riporta alla mente i tempi in cui dava lavoro ai pescatori e ai traghetti (da Fontanetto a Frassineto) e in cui i barcè, tipiche imbarcazioni a fondo piatto, solcavano ancora le sue correnti. Se rimaniamo in tema di sport questa fu la zona dei grandi raduni internazionali di motonautica, dell’autodromo, del motocross ad alto livello. Ma ambiente e storia al Kitambo avranno come filo d’unione lo sport abbinato alla solidarietà. Organizzato da A.s.d. Runners Italia (a Casale presso Oratorio del Valentino) con la partnership di Salomon Agisko (quotato team che agisce a livello internazionale ma con sede a Casale Monferrato), è inserito nell’ambito dell’omonima manifestazione di sabato 1 giugno che raccoglie fondi per il Congo, al mercato Pavia. Toccherà, oltre a Casale, i comuni di San Giorgio, Ozzano, Pontestura e Coniolo. Il Kitambo City Trail è composto di due gare. La 35 km (800m D+) e la 15 km (400m D+). Hanno in comune il primo e l’ultimo tratto. La partenza alle 14 nello spazio tra il castello e il mercato Pavia. Via Saffi, via Roma, piazza Martiri e viale Marchino il tratto cittadino. Strada San Giorgio Miglietta conduce poi fino alla zona industriale Pasigliano. Da qui, su sterrato, ci si inerpica fino alla “costa” di San Giorgio, primo punto ad elevata spettacolarità. E le gare si dividono. Per comodità illustriamo prima la “corta” che punta a destra, verso Casale-S.Anna per virare, non molto dopo, su per la cascina Migliavacca. Da qui si gode una veduta unica su Casale (con i due ponti perfettamente allineati) spaziando sulla pianura, dalle Alpi agli Appennini, con un angolo di circa 300 gradi. Attraverso il passaggio a zig zag tra i campi si scende dal versante Nord. Ripidissima discesa su asfalto fino alla provinciale Casale-Coniolo, dove si ricongiunge la gara “lunga”. Immediato risalire la collina su carrozzabile e, circa a metà, nuova discesa ripidissima, stavolta su sentiero, che prosegue dopo il riattraversamento della provinciale e va a superare il canale Lanza poco a valle dell’omonima diga sul Po. Giunti alla suddetta briglia, giù in golena per affrontare il bosco su un sentiero che fa molto cross. Si risale sull’argine nei pressi della pista ciclabile e da lì si è in vista del traguardo, posto all’ingresso del Lungo Po pedonale, zona Canottieri, per evitare l’attraversamento della circonvallazione. Chi invece opta per la 35 km, alla “costa” di San Giorgio affronta in discesa sterrata un ambiente già più selvaggio, che prima scende quasi alla statale per Asti (galleria ferroviaria di Ozzano) senza immettersi e poi risale fino alla strada che congiunge l’abitato ozzanese a quello di Rolasco. Prima della frazione casalese, al trivio, si svolta a sinistra per la strada detta “dell’osservatorio astronomico”, toccato dalla gara. Prima di entrare a Quarti di Pontestura, giù su erboso in regione Piccaluga fino alla fontana solforosa, quindi si scende sotto l’asfaltata per Vialarda, nei boschi, per risalire a questo abitato e puntare al fondo valle di Coniolo, dove si rientra tra i campi. E proprio Coniolo è l’ultimo passaggio (bricco e poi basso) prima di affrontare la zona più ostile, non lontana dal Po e che termina a Villa Sordi, fincheggiando il campo di golf. Non c’è tempo per rifiatare e già attende la salita più dura, dalla chiesetta diroccata del Torcello fino a Rolasco. Passaggio in paese e quindi giù, sul versante “minerario” più casalese, zona Claretta. Sembra finita quando si rientra, alla Motonautica, sulla provinciale Casale-Coniolo, ma qui attende una bella salita asfaltata, al termine della quale ci si ricongiunge con la 15 km per il tratto finale già descritto. Cartina e tabella presenti nel pdf indicano un’orario approssimativo del passaggio del primo atleta in alcune zone, per chi vuol seguire la gara sul territorio. Sono calcolate su una tabella di marcia di 4 minuti al km. Specialmente nella 15 km, se dovesse iscriversi qualche atleta di buon livello, il ritmo potrebbe essere superiore, quindi il passaggio anticipato. Come logica, i numeri dei pettorali delle due gare saranno leggermente differenziati. I PROTAGONISTI – Tra atleti già iscritti e chi ha assicurato la presenza, il livello tecnico è decisamente alto. Potrà sembrare un’eresia, ma al momento la grande favorita della 35 km è una donna, Stevie Kremer, americana ma nata in Germania. Per puro caso (hanno corso a Giarole e lei ha pure vinto) gli italo-argentini Virginia Oliveri e Paolo Barnès li abbiamo già visti all’opera in zona. Quindi Sergio Vallosio e Paolo Ansaldo, per stare tra gli italiani. La Kremer, punta di diamante del team Salomon Agisko, con sede in Casale Monferrato, domenica ha conquistato il bronzo femminile alla tradizionale maratona alpina 'Zegama Aizkorri', in Spagna, primo appuntamento di Coppa del Mondo, dopo essere stata prima per buona parte del percorso. I tempi: Forsberg a 4h48'12'', Picas 4h49'55'' e Kremer a 4h49'58''. Tra i più quotati atleti monferrini di trail ci saranno Benny Chiereghin, Paolo Bertaia, Enzo Brusasca, Maurizio Di Pietro ed Alessandra “Danda” Pagliano. Chi non sarà in gara? Paolo Secco, Elena Patrucco (probabile “scopa”) e Maria Rita Torino, impegnati nell’organizzazione. A Paolo, poi, un microfono in mano. Tutta piazza Castello è avvertita. Prima le donne e i bambini (in salvo). Naturalmente da qui alla chiusura delle iscrizioni on line (http://www.Kitambo.it/k-citytrail.php), possibili fino al giorno precedente, passano ancora giorni. Inoltre, è possibile iscriversi anche a Casale (GSport, via Roma) e sul posto, la mattina della gara. A tal proposito, è indispensabile precisare che nel trail i requisiti richiesti, ai fini assicurativi, sono differenti da quelli delle corse su strada (sul sito si trova il regolamento). Non è necessario essere iscritti ad una squadra; bisogna presentare il certificato medico agonistico (non un generico certificato del medico di base). La tessera FIDAL è accettata in sostituzione del medesimo, mentre quelle degli EPS (UISP, AICS, CSI, ecc.) non fanno testo in quanto gestite a livello di sedi provinciali, spesso divergenti tra loro. In tal caso, se per ottenere questa tessera (come nella nostra provincia) si è presentato il cerificato richiesto alla propria società, recuperarlo e quel giorno e presentarlo all’iscrizione. Il Kitambo, per l’evento sportivo e per il resto della manifestazione, dispone di medico ed ambulanza con defibrillatore. Chi corre abitualmente su strada, ponga molta attenzione alla segnaletica che, trattandosi di ambiente trail, sarà tipica di questa disciplina. Le indicazioni non vanno cercate per terra ma nella presenza delle balise (termine francese traducibile con “segnale”), le fettucce bianco-rosse tipiche di cantieri e delimitazioni provvisorie; posso trovarsi appese a rami, pali, staccionate, e stanno ad indicare un punto di svolta del tracciato. Inoltre, personale su entrambi i percorsi e collegamento costante con il campo base (piazza Castello) assicurato da cinque postazioni radioamatoriali. Una seconda ragione per non cercare indicazioni a terra sta nel fatto che questa zona è terreno di gara per altri sport, e le frecce disegnate a vernice (rossa o bianca) si sprecano. Ignorarle, per non sbagliare percorso.

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