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Primi bilanci
Trino e l’emergenza Covid. Il sindaco Pane: «Tutti uniti si vince»
Il Comune è stato uno dei primi a ripartire con gli eventi
«Siamo stati precursori su tante iniziative e rifarei tutto ciò che ho fatto per la mia città durante il periodo più difficile dell’emergenza coronavirus». Il sindaco Daniele Pane va fiero di quanto fatto con l’unità di crisi durante la chiusura per il Covid-19 e, a situazione più tranquilla, traccia un bilancio.
Sindaco, l’emergenza ha messo a dura prova un po’ tutti e vi ha costretti a decisioni difficili: oggi farebbe scelte diverse? «No, rifarei tutto quello che ho fatto, la nostra strategia ha dimostrato che uniti si vince. Abbiamo fatto rete con gli altri comuni, come con Casale Monferrato e Moncalvo. È stato un periodo duro, mi sono confrontato con gli altri sindaci del vercellese per avere un’utile ed univoca voce comune su come agire. Tante teste e tante idee, ma tutto è funzionato al meglio».
Cosa è stato molto utile per le sue decisioni? «Lo stretto rapporto collaborativo con i medici di famiglia trinesi e il pediatra. Ci ha permesso di essere avanti nelle decisioni, tanto da anticipare spesso le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Istituto superiore di sanità. I medici trinesi mi hanno fatto capire come ci fossero tante similitudini con l’influenza “Spagnola” di circa cento anni fa e pertanto grazie ai loro consigli abbiamo agito di conseguenza. Tante scelte nazionali sono state condizionate dalla mancanza iniziale dei dispositivi di protezione individuale, che noi, con Casale e Moncalvo, abbiamo recuperato in fretta in Svizzera».
Come ha svolto il suo lavoro l’unità di crisi? «Direi davvero molto bene. Ho visto con piacere tanti ragazzi nuovi venire a darci una mano, tante associazioni, molte aziende e privati donare fondi per l’emergenza. La donazione della Alien Tech di Fabio Vogliotti ha aperto la strada incoraggiando altre attività a donare. Trino, come sempre, ha risposto alla grande. Siamo più allenati di altri ad affrontare le emergenze, l’aiuto reciproco è stato spontaneo».
Quale ruolo svolge oggi l’unità di crisi? «Si riunisce per affrontare la ripartenza, per confrontarsi con chiunque abbia delle proposte e per riprendere con gli eventi per dare un segnale di ripresa alla città. Con “Trino in piazza” siamo stati tra i primi a rilanciare gli eventi, in sicurezza, e con la serenità di poterlo fare perché la gente trinese durante il periodo più duro si è comportata molto bene, salvo pochissime eccezioni. Per far capire quanto i trinesi siano ligi alle regole, ancora oggi all’aperto, al mercato, anche se non c’è più l’obbligo, la gente indossa la mascherina».
Quali sono le vostre dotazioni attuali? «Abbiamo ancora 10.000 mascherine ffp2, ho convinto Enel a donarle alla nostra città. Abbiamo parecchio gel igienizzante, e in generale siamo pronti a ogni evenienza. Voglio farmi trovare pronto a tutto. Se non saranno più necessarie, mascherine e gel saranno a disposizione di casa di riposo e degli studi medici».
Quali sono le attuali preoccupazioni? «La chiave di volta è la scuola, a livello nazionale il ministro Azzolina è in ritardo, a luglio non è bello scaricare le responsabilità sui dirigenti scolastici con delle linee guida di quaranta pagine che non fanno altro che ribadire i rapporti tra scuole ed enti locali. Il Governo ha messo a disposizione del Comune di Trino 28.000 euro per sistemare le scuole in sicurezza, ma solo alla fine sapremo se saranno sufficienti. Lo dico portando un esempio: il Governo ha dato a Trino 8.000 euro per le sanificazioni dei locali, ne abbiamo spesi 20.000. I fondi per l’emergenza alimentare: se non avessimo aggiunto noi 10.000 euro e il Gruppo Alpini e altre associazioni non avessero contribuito, non avremmo accontentato tutti coloro che necessitavano. E lo facciamo ancora perché c’è gente che attende la cassa integrazione».
Sulla casa di riposo ci sono novità? «Sono ripartiti gli incontri con i parenti, per i soggetti meno fragili all’aperto con le precauzioni, mentre per gli ospiti più fragili il saluto si fa a distanza dal terrazzo. Alla casa di riposo abbiamo fornito 50 test sierologici capillari per affrontare il rientro dalle ferie dei dipendenti. Ringrazio Filippi, Ferraris e Croce che all’ex Ipab hanno svolto un lavoro lungimirante, sin da febbraio, bloccando le visite, decisione che ho appoggiato e che ha portato me e loro a subire tante lamentele dai parenti. È una scelta che appoggerei sempre, la nostra casa di riposo non ha avuto nessun contagio, grazie pure alla scelta di evitare le visite di controllo in ospedale per i nostri degenti, se non per delle emergenze. » stata la salvezza dei nostri ospiti».
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