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A giorni l’inizio dei lavori a Palazzo Callori. Gli arredi saranno conservati a Torino

Si sta completando in questi giorni lo svuotamento completo di Palazzo Callori a Vignale di tutti i mobili, le attrezzature, gli archivi, per consentire alle imprese appaltatrici di avviare i lavori di ristrutturazione finanziati dalla Regione Piemonte. “Il movimento dei camion ha creato un po’ di allarme in paese e qualche buontempone ha messo in giro voci di smantellamento definitivo dell’Enoteca – spiega Franco Pagliano, il Presidente dell’Enoteca Regionale del Monferrato, che è il principale inquilino del palazzo, oltre al Teatro Nuovo e, dopo la ristrutturazione, il Comune di Vignale. – Chiariamo che lo svuotamento del palazzo è purtroppo necessario perché la ristrutturazione interesserà l’intero edificio. Tra l’altro il nuovo impianto di riscaldamento sarà realizzato con pannelli radianti, quindi anche i pavimenti saranno rimossi e questo spiega perché la Regione deve consegnare alle imprese il palazzo completamente vuoto, in quanto non è stato possibile individuare locali non interessati dai lavori dove creare un magazzino temporaneo”. Tutto il materiale, in massima parte di proprietà della Regione, verrà quindi conservato in un magazzino della regione stessa, che sta provvedendo direttamente al trasloco, fino alla fine dei lavori. “Solo una parte degli arredi e delle attrezzature è stata trasferita al punto vendita di Casale, dove abbiamo realizzato nuove strutture espositive ad hoc – prosegue il presidente - . Si vedrà in seguito, dopo il ritorno a Vignale, se mantenere un presidio permanente anche a Casale. L’idea sarebbe quella, anche perché il negozio sta andando bene e il fatturato è in crescita. In questo momento il problema più serio riguarda i contributi regionali per l’attività ordinaria, che non dipendono dall’Assessorato al Patrimonio, finanziatore della ristrutturazione, ma da quello all’Agricoltura, che è in grave difficoltà per carenza di risorse. Speriamo di superare anche questo momento. Non siamo mai riusciti in passato a contenere le spese e aumentare i ricavi come abbiamo fatto quest’anno, e non abbiamo mai sentito come oggi il consenso e la volontà collaborativa dei produttori: è un peccato quindi che proprio nel momento in cui si realizza il massimo dell’efficienza la regione ci penalizzi. Per questo abbiamo chiesto un incontro con gli assessori regionali al Patrimonio e all’Agricoltura. Frattanto ci auguriamo che i lavori partano rapidamente e proseguano senza alcuna interruzione fino alla fine, perché si è già perso troppo tempo”.

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Federico Nardi

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