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Missionaria casalese Donna dell'Anno a Neuquen, in Patagonia

Venerdì 7 marzo, in Patagonia, in occasione della celebrazione della Giornata internazionale della donna, la Municipalità di Neuquen, presso il suo Auditorium, alle ore 19, ha consegnato alla casalese Mariuccia Deambrogio della comunità Rayito de Sol il Premio quale "Donna dell'anno" per i meriti acquisiti durante tutta la sua vita missionaria a favore dei bambini abbandonati, della mamme sole, delle donne offese fisicamente e moralmente, per il suo continuo impegno nel salvare vite di bimbi altrimenti destinati all'aborto ed anche per essere un modello di virtù civili e morali per tutta la società neuquina. Sulla figura di Mariuccia Deambrogio pubblichiamo un profilo scritto da Silvana e Roberto Barberis, coniugi di San Salvatore che qualche anno fa hanno trascorso un lungo periodo nella comunità di Neuquen. *** La missionaria premiata (a Neuquen da tutti è conosciuta come la Hermanita Mariuccia) è originaria di Ozzano, entrò in gioventù nel Gruppo di Missionarie fondato da mons. Vittorio Moietta. Si dedicò a Genova e poi in Calabria ad aiutare i più bisognosi, specie bambini, mamme, prostitute, poi nel 1967 con un piccolo gruppo di sacerdoti missionari della Diocesi di Casale Monferrato si trasferì a Neuquen per iniziare con padre Italo Varvello una grande opera parrocchiale di aiuto a tutti coloro che sono in difficoltà. Neuquen, capoluogo dell'omonima provincia grande come tutta l'Italia settentrionale, conta oggi più di 300.000 abitanti (Alessandria ne ha 91.000): è una città giovane, ha solo cento anni, però dagli anni settanta è cresciuta a dismisura a causa dell'inurbamento di tante famiglie provenienti dall'interior in cerca di migliori condizioni di vita; anche le attività di ricerca ed estrazione del petrolio hanno contribuito ad attirare tante persone. Il continuo afflusso di famiglie alla città di Neuquen ha fatto sì che venissero a crearsi molti quartieri (barrios) con costruzioni fatiscenti, privi dei più elementari servizi e sovente con la presenza della malavita: in questo triste scenario sono le donne ed i bambini a trovarsi nelle condizioni peggiori, di grande sofferenza, se poi si aggiungono alcool, droga e violenza famigliare si ha il quadro completo dell'ambiente in cui la missionaria Mariuccia opera in collaborazione con padre Italo Varvello e i volontari della Parrocchia Nostra Signora di Lourdes per portare un po' di aiuto e conforto. In quasi mezzo secolo, passo dopo passo, affrontando ogni giorno difficoltà e sacrifici, con il conforto della preghiera e dell'adorazione eucaristica quotidiana, con l'aiuto della diocesi di Casale, di tanti amici, casalesi e non, è sorto un grande centro di carità a lato della Parrocchia. Sono ormai centinaia e centinaia le persone, specie donne e bambini, che a Rayito de Sol hanno trovato un rifugio sicuro, un sorriso materno, un po' di calore, una guida amichevole e discreta per portare avanti una vita a volte tanto disumana e triste. In un tempo in cui i valori più nobili ed alti sono derisi, ignorati o appena tollerati, una piccola-grande Donna del nostro Monferrato da circa mezzo secolo ha portato e porta una luce che illumina e riscalda tanti cuori e tante anime in un paese così lontano da noi, ma così vicino per gli affetti e la sua stessa storia. L'hermanita Mariuccia ha dichiarato di trovarsi in grande imbarazzo a causa di questo premio, non ama nessun tipo di esposizione mediatica, è per lei un grande sacrificio sentirsi al centro dell'attenzione, sia pure per un riconoscimento ufficiale, ma lo fa offrendo al Signore Gesù tutto secondo l'insegnamento di Madre Teresa di Calcutta alla quale ispira la sua azione e dalla quale trae tanto conforto spirituale. Grazie, hermanita Mariuccia, per l'esempio e la testimonianza che ci dai: in un tempo ed in una società come la nostra in cui conta solo apparire, sempre e comunque, a qualunque costo, mentre la festa della donna si riduce spesso a consumismo e celebrazioni vuote, tu ci insegni con modestia ed umiltà quanto e come una "Donna" può essere veramente grande. Silvana e Roberto Barberis

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Barbara Marini

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