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Favoreggiamento dell'immigrazione irrregolare: arrestato agricoltore di Vignale -Coinvolti anche quattro marocchini fra il paese della danza e Moncalvo

Fra gli otto arrestati dalla Polizia per un'inchiesta sul reato di favorereggiamento dell'immigrazione irregolare c'è anche un noto agricoltore di Vignale, Corrado Robotti, 40 anni, in carcere da mercoledì. Custodia cautelare anche per due marocchini residenti a Moncalvo e a Vignale; altri due abitanti nel paese della danza sono ai domiciliari. Coinvolti altri due marocchini di Alluvioni Cambiò (in carcere) e Villalvernia (domiciliari); obbligo di dimora nel comune di residenza per un calabrese per l'attività di un'azienda agricola di Sale. L'operazione è stata denominata dalla Polizia "Easy Job", lavoro facile. Ma di cosa si tratta? Ecco il testo del lungo comunicato della Questura: "Dal finire dello scorso anno, la Sezione Criminalità Organizzata e Straniera della Squadra Mobile ha intrapreso una complessa e prolungata attività d’indagine, originata dal monitoraggio delle istanze di assunzione dall’estero presentate presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione c/o la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Alessandria. In particolare, nel corso dell’esame delle varie richieste colà inoltrate da datori di lavoro di questa provincia, volte all’assunzione, per lo più “stagionale”, di cittadini stranieri (per la maggior parte marocchini), erano state rilevate alcune anomalie; i funzionari addetti, infatti, avevano riscontrato che, in taluni casi, vi era una palese sperequazione tra l’abnorme numero di istanze presentate e quelle, poi, realmente andate a buon fine, con l’assunzione del lavoratore. L’ufficio interessato, a titolo di esempio, forniva il caso di un’azienda agricola avente sede in Sale, che tra il 2006 ed il 2007 aveva presentato ben 85 istanze di nulla osta all’assunzione (con 69 accoglimenti da parte dei competenti uffici); di tali potenziali lavoratori, secondo quanto verificato dal Centro per l’Impiego di Alessandria; solamente 13 erano poi stati effettivamente assunti. Tali primi iniziali spunti investigativi sono stati ben presto suffragati dalle formali dichiarazioni rese ai poliziotti della Squadra Mobile da numerosi cittadini marocchini, facenti parte dell’incredibile elenco di lavoratori di quella nazionalità, fatti convenire in Italia mediante una regolare pratica di “assunzione dall’estero” ma, poi, di fatto, abbandonati al loro destino sul territorio nazionale. I racconti esposti dagli intervenuti hanno descritto, in maniera univoca e concordante, un modus operandi, consolidatosi nel tempo, finalizzato al conseguimento di illeciti guadagni, ottenuti speculando sulla considerevole “domanda di lavoro” proveniente dai paesi maghrebini ed in particolare dal Marocco. Il tutto può essere così riassunto: alcuni cittadini marocchini, in genere titolari di regolare permesso di soggiorno in Italia, si recavano in madre-patria in alcuni periodi dell’anno (verosimilmente in coincidenza con il periodo di apertura dei cosidetti “flussi”, in cui i datori di lavori italiani possono presentare le istanze di assunzione stagionale) ed essendo conosciuti come dei veri e propri “mediatori”, riescono a contattare le famiglie di coloro che intendono emigrare per procacciarsi un posto di lavoro ed a pianificare con gli interessati un vero e proprio contratto, ancorché verbale. In pratica, il “mediatore”, dietro il versamento di una ingente somma di denaro (in genere 7.000 o 8.000 euro), garantiva l’ottenimento del visto d’ingresso per l’Italia e una regolare assunzione, apparentemente ben retribuita. In realtà, come riscontrato, l’instaurazione della pratica di assunzione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione avveniva realmente e, in caso di accoglimento dell’istanza, l’emigrante otteneva effettivamente, dalla rappresentanza diplomatica italiana in Marocco, il visto d’ingresso per motivi di lavoro; da quel momento in poi, però, veniva messo in atto un vero e proprio raggiro ai danni dell’aspirante lavoratore. Infatti: in alcuni casi, è stato fatto credere all’interessato che il visto d’ingresso era valido per tutti i paesi Schengen e per qualsiasi genere di lavoro: in ragione di ciò, alcuni marocchini non erano neppure entrati in Italia, preferendo recarsi, per esempio, in Francia ove, magari, risiedevano dei parenti; in altri casi, sono stati forniti all’emigrante dei recapiti sbagliati (indirizzi, numeri telefonici e quant’altro), tanto che gli interessati, una volta giunti in Italia, non sono riusciti a contattare il loro datore di lavoro e, pertanto, a regolarizzare la loro posizione; in altri casi ancora, i più risoluti sono riusciti a pervenire presso i loro datori di lavoro, ma, o ne sono stati brutalmente “scaricati”, oppure, nei casi dei soggetti più risoluti, questi hanno ottenuto la stipula del contratto di lavoro, necessario per conseguire il permesso di soggiorno, senza che, però, vi sia stato un effettivo impiego lavorativo. In ogni caso, nella quasi totalità dei casi, l’esito ultimo della vicenda è stato il medesimo, visto che gli stranieri coinvolti (ai quali, secondo la normativa vigente, doveva essere garantita, unitamente ad un’effettiva attività lavorativa, anche la sistemazione alloggiativa) divengono ben presto dei clandestini. L’attività d’indagine, svolta anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, è risultata foriera di ampie conferme dell’attività illecita e si è conclusa, con l’emissione, da parte della locale Autorità Giudiziaria, delle sottoindicate misure cautelari, eseguita in data 22 luglio dalla Squadra Mobile CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE ROBOTTI Corrado, di anni 40, nato ad Asti, residente a Vignale Monferrato (AL); KHOUNE Allal, di anni 42, nato a Khemisset (Marocco), residente ad Alluvioni Cambiò (AL); KERROUMI Mohamed, di anni 32, nato ad Ouled M’Hamed (Marocco), residente a Moncalvo (AT), cittadino italiano: EL HOUARI Said, detto “Said”, di anni 31, nato ad Ouled Amrane (Marocco), residente a Vignale Monferrato (AL). ARRESTI DOMICILIARI EL OUAKILI Said, di anni 38, nato ad Old Hammad (Marocco), residente a Villalvernia (AL), cittadino marocchino; TALDAOUI Mohammed, detto “Mohamed”, di anni 47, nato a El Fokra (Marocco) e residente a Vignale Monferrato (AL); LAARABAT Bouazza, detto “Tino”, di anni 35, nato in Marocco e residente a Vignale Monferrato (AL) . OBBLIGO DI DIMORA NEL COMUNE DI RESIDENZA CERAVOLO Massimo, di anni 30, nato a Locri (RC), anagraficamente residente a San Luca (RC).

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Miryam Belfiore

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