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«La pianura dei tumori». Nella Bassa vercellese si rischia il cancro il 45% in più. Allarme per le malattie perinatali: tre volte più frequenti

TRINO - L'Associazione Culturale Gruppo Senza Sede di Trino, prendendo spunto dallo studio di «Valutazione del rischio ambientale in Provincia di Vercelli» dell'Istituto Superiore di Sanità, promosso dalla Provincia di Vercelli e realizzato nel 2005, ha predisposto un proprio opuscolo, con cartine e tabelle statistiche, per mettere in evidenza che esiste un allarme tumori nella pianura Vercellese, con epicentro il triangolo Vercelli-Stroppiana-Trino. «Come associazione ci siamo sempre interessati di salute pubblica - spiegano i Senza Sede - e in tempi non sospetti abbiamo richiesto al Comune di Trino di rendersi protagonista di uno studio epidemiologico. Era il 31 ottobre 2007 quando nel corso di un incontro pubblico sul nucleare, formulavamo la domanda di uno studio epidemiologico sulla mortalità nel comune dal dopoguerra ad oggi, al fine di registrare significative variabili sanitarie». Due ricercatori, il dottor Bagnasco dell'Asl 11 e il dottor Salerno (biologo-epidemiologo) hanno esposto i risultati di uno studio che ha confrontato la mortalità nel periodo 2000-2005 per tutti i tumori nella popolazione dei comuni della cintura Nord di Vercelli (Caresanablot, Borgovercelli, Quinto Vercellese) con quelli della popolazione della cintura Sud (Lignana, Desana, Asigliano, Prarolo, Pezzana) e dallo studio è emerso che a Sud c'è il 45% in più di probabilità di morire di tumore (encefalo, colon, vescica, stomaco, bronchi, polmone, solo per fare alcuni esempi) rispetto alla media piemontese, mentre è più preoccupante il dato riferito alle malattie di origine perinatale (dalla 28a settimana di gestazione al 7° giorno di vita neonatale), con il triplo delle possibilità di ammalarsi rispetto sempre alla media piemontese. Nel maggio 2008, nove sindaci del circondario - Asigliano, Costanzana, Ronsecco, Pertengo, Pezzana, Rive, Lignana, Stroppiana, Caresana - ai quali si è aggiunto, successivamente, Tricerro, hanno lanciato l'allarme sulla situazione dei tumori nei territori di loro competenza. «Noi abbiamo evidenziato quanto era riportato negli studi a cui facevamo riferimento prima, cercando di dare una lettura più semplice dei dati e riteniamo che la situazione sia molto critica. Per questo chiediamo che si completino questi studi. I dati di mortalità presi in considerazione riguardano il ventennio 1981-2000 e chiediamo pertanto che vengano aggiornati fino al 2008; lo stesso dicasi per i dati di dimissioni ospedaliere (1995-2002) che vengano anch'essi aggiornati al dato più recente, così da avere un quadro il più possibile aggiornat, in modo da individuare le cause e poter intraprendere campagne sanitarie di prevenzione e risanamento ambientale della nostra zona». Il Gruppo Senza Sede indica anche come farlo: «Attraverso un accordo di programma tra i vari enti: Provincia di Vercelli, Asl di riferimento, Arpa, individuando un soggetto tecnico che completi lo studio dell'Istituto Superiore di Sanità». Per quanto invece riguarda l'eventuale finanziamento «attraverso i fondi del decreto legislativo ex Scanzano - dicono ancora i Senza Sede - con enti finanziatori la Provincia di Vercelli, il Comune di Trino e il Comune di Saluggia, che ha già manifestato l'intenzione di farlo autonomamente. Per quanto riguarda Trino, il completamento dello studio sulle cause di morte a suo tempo pubblicato dal Comune di Trino, periodo 1948-1978, con il successivo trentennio: questo permetterebbe di avere, unico caso in Italia, una situazione sulle cause di morte su un periodo complessivo di sessant'anni. Il nostro è un lavoro che mettiamo a disposizione di tutti, ma adesso è chiaro che bisogna fare qualcosa». Il lavoro del Gruppo Senza Sede si può trovare sul sito: www.grupposenzasede.it

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