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Maltempo: a Casale fioccano le polemiche sulla chiusura. Le critiche dei cittadini, le spiegazioni del sindaco Palazzetti e gli attacchi di Riboldi

La decisione di chiudere la scuole a Casale Monferrato solo questa mattina ha fatto imbufalire tantissimi genitori: «Ma è possibile che decida alle 7,30 del mattino di chiudere le scuole per la nevicata? Non poteva deciderlo il giorno prima, viste le previsioni? Ma cosa crede, che i genitori si possano organizzare con baby all’ultimo minuto?  Quanti come me hanno dovuto prendere un giorno di ferie per questa sua bella trovata? Grazie, sindaco, un bell’esempio di programmazione!» ci scrive un genitore.

Intanto il sindaco Titti Palazzetti ha diramato questo comunicato per spiegare la scelta: «Come Amministrazione abbiamo preso una decisione intempestiva ma dettata dalla nostra massima attenzione nei confronti della scuola e dell’importanza della continuità del servizio che fornisce. Ieri la Protezione Civile ha diramato per il casalese un’allerta gialla, cioè criticità ordinaria e possibili disagi. Pertanto, a fronte delle telefonate di genitori che chiedevano che le scuole rimanessero aperte, consapevoli del ruolo della scuola come servizio pubblico che non si può interrompere senza gravi motivi, nonostante le sollecitazioni di altri sindaci, abbiamo deciso di non interrompere il servizio».

«Sono stata sveglia tutta la notte per monitorare la situazione. Verso le 23 ho visto che l’allerta è diventata arancione. Quando, alle 6,30, ho ricevuto telefonate che mi hanno comunicato che alcuni pullman non sarebbero potuti partire per la neve copiosa, abbiamo deciso di chiudere le scuole, naturalmente raccomandando ai presidi di ospitare comunque gli alunni giunti negli istituti».

«Sarebbe stato meglio, visto l’evolversi della situazione attuale, confermare la nostra decisione iniziale. Ci scusiamo per i disagi ma non accettiamo che ci si dica che “L’Amministrazione se ne frega della scuola”perché, come dimostrano i fatti, è sempre al centro degli interessi di questa Amministrazione».

Prende le distanze e critica la decisione il vice presidente della Provincia di Alessandria, Federico Riboldi: «A Casale Monferrato il sindaco Titti Palazzetti decide di chiudere le scuole alle 7.30 del mattino quando la maggior parte degli studenti sono già in viaggio o giunti presso gli edifici scolastici o, peggio, mandando via chi era già negli edifici. Le scuole erano da chiudere ieri in preallerta. Oggi è stata una decisione avventata e imprudente anche alla luce della situazione effettiva. Riteniamo si tratti dell’ennesimo atto superficiale che denota la consueta improvvisazione e inadeguatezza che ha contraddistinto questa Amministrazione per cinque anni. Nella nostra nuova idea di Città una situazione del genere non è neppure concepibile».

«Ieri ho avvisato il sindaco, nel mio ruolo di vicepresidente della Provincia, circa la necessità di emettere un’ordinanza di chiusura in tempi corretti, come le altre città del territorio si apprestavano a fare. Purtroppo sono rimasto inascoltato. Da una Giunta con così tanti membri provenienti dal mondo della Scuola, mi aspettavo più sensibilità nell’affrontare questo tipo di problema».

Sulla questione interviene anche il Patto con i Cittadini: «Lo definiremmo l’ennesimo errore dell’amministrazione Palazzetti, la chiusura delle scuole stamattina alle 7.20 che ovviamente ha provocato disagi ad alunni, genitori ed insegnanti. Un annuncio tardivo soprattutto per chi proviene da fuori Casale e che spesso a quell’ora è già in viaggio. Oltretutto la maggior parte degli alunni già giunta a scuola non poteva certo rimanere all’interno dei locali dato che un’ordinanza di chiusura presuppone il divieto di permanenza all’interno degli stessi, così molti alunni si sono trovati sotto la neve a dover aspettare genitori e mezzi pubblici, magari anche per tutta la mattina. Da sottolineare che, nella serata di giovedì, gli assessorati preposti, interrogati tramite social network da alcuni rappresentanti degli studenti ribadivano che le scuole oggi sarebbero state aperte. Riteniamo, questa, una decisione grave che ha creato forti disagi alle famiglie e ai dirigenti scolastici».


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