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Amianto
La prestazione per le vittime ambientali viene strutturata e consolidata
Un emendamento dell'on. Fornaro pone rimedio alla conclusione della fase sperimentale
La Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla legge di Bilancio a firma dell’on. Federico Fornaro, capogruppo di LeU, per rifinanziare il Fondo Vittime Amianto per 39 milioni di euro per il 2021 e in crescita per gli anni a venire fino a 51 milioni annui.
«A partire dal primo gennaio 2021 - spiega il parlamentare eletto nella nostra Circoscrizione - le rendite riconosciute alle vittime dell’amianto saranno aumentate del 15%, mentre ai malati di mesotelioma sarà riconosciuto una prestazione di importo fisso pari a 10mila euro da corrispondere in un’unica soluzione su istanza dell’interessato o degli eredi in caso di decesso. L’istanza deve essere presentata a pena di decadenza entro tre anni dalla data dell’accertamento della malattia». L’aumento a 10mila euro, da 5600, del contributo “una tantum” per le vittime civili, vale a dire per gli esposti ambientali non professionali, risale allo scorso febbraio.
Soddisfazione viene espressa da Nicola Pondrano, storico presidente del Fondo Vittime Amianto: «Questo emendamento pone rimedio a una fase sperimentale che si sarebbe conclusa il 31 dicembre 2020. Finora, la prestazione per le vittime ambientali era determinata in virtù di economie degli anni precedenti: c’era, dunque, la necessità di garantire e strutturare questa prestazione per gli anni a venire». Riguardo il futuro, Pondrano precisa che «l’obiettivo è addivenire a una riforma del Fondo che garantisca alle vittime ambientali un contributo ancora più strutturato, un po’ sul modello francese».
A fianco alla positività di vedere finalmente consolidata la prestazione, per Pondrano c’è però una nota dolente: nel testo, infatti, si legge che dal 1o gennaio «non si applica l’addizionale a carico delle imprese». «Le aziende – spiega Pondrano – dunque sono sollevate dal pagamento della loro addizionale a favore delle vittime. Non condivido assolutamente questa concessione alle imprese perché manca di senso logico e di prospettiva: ora è un costo che ricade sulla collettività e non sulle aziende che lavoravano l’amianto e per le quali le persone si sono ammalate. Non solo: ritengo che quando andremo in Parlamento per riformare il Fondo, dopo questa concessione, saremo più deboli… come faremo, sollevandole ora dal pagamento, chiedere, un domani, di pagare l’addizionale?».
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