«Serve subito il progetto per il ponte sul Po tra Trino e Camino»
di Pier Luigi Buscaiolo
L’ex sindaco di Trino, Giovanni Ravasenga ha inviato una lettera all’assessore all’Ambiente, Massimo Negri (e anche a Regione, Autorità di Bacino, Prefettura, Province di Vercelli e Alessandria e Comuni di Casale e Camino) sulla questione del progetto di allargamento del ponte tra Trino e Camino. Ravasenga “bacchetta” sia Negri che i sindaci per la disinformazione emersa nelle varie dichiarazioni rilasciate ai giornali: «Si ignora, e non si menziona, che lo Studio di Fattibilità dell’ampliamento del ponte sul Po di Trino e opere connesse, approvato dalla Provincia di Vercelli comprende la costruzione delle difese spondali dei versanti collinari in destra di Po esattamente come previsto dal Protocollo di Intesa sottoscritto il 12 febbraio 2009».
Il “primo gradino”
Secondo Ravasenga «il progetto preliminare è il “primo gradino” per avviare un iter particolarmente impegnativo. Realizzarlo urgentemente è una precisa responsabilità del soggetto attuatore e cioè della Provincia di Vercelli alla quale compete anche, come previsto dal Protocollo di Intesa sottoscritto, l’anticipazione delle risorse finanziarie necessarie. Senza il progetto preliminare non è possibile avviare alcun iter procedurale per accedere al finanziamento delle opere. È importante ribadire che sono ormai trascorsi 22 mesi dalla sottoscrizione del Protocollo di Intesa (12.02.2009) senza che il progetto preliminare sia stato realizzato».
Nell’atto della Provincia di Vercelli «di approvazione dello Studio di Fattibilità è confermato che la copertura finanziaria della progettazione preliminare è iscritta al Cap. P.E.G. 6160/02-residuo anno 2008. E poiché non sono intervenute modificazioni rispetto i deliberati del Protocollo di Intesa 12 febbraio 2009, è da ritenersi quindi del tutto fuori luogo la richiesta della Provincia di Vercelli inoltrata alla Regione Piemonte per la conferma sull’iter finanziario del P.S.S. Valle del Fiume Po. Trattasi invece di una ulteriore e “insostenibile lungaggine burocratica”».
Un procedimento necessario
In questo contesto, secondo l’ex sindaco, «va richiamata la Provincia di Vercelli affinchè urgentemente adempia a quanto previsto dal Protocollo di Intesa 12.02.2009. Inoltre suggerisco propositivamente all’assessore Negri sul quale ricade la responsabilità e il dovere di contribuire, con proprie iniziative, affinchè prioritariamente la Provincia di Vercelli completi in tempi brevissimi la progettazione preliminare delle opere da realizzare».
In conclusione, «non si può che ribadire gli impegni e le azioni che concorrono e consentano di avviare il procedimento necessario per finanziare e attuare le opere da realizzare che, va ricordato, sono previste nel Progetto di Variante del Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico. Non realizzarle significa essere inadempienti e assumersi le responsabilità derivanti, tra le quali quella del danno presunto nella eventualità del ripetersi di una ulteriore esondazione».