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Emergenza
«Per i pubblici esercizi gli ultimi 14 mesi sono stati i peggiori dal Dopoguerra ad oggi»
Interviene la Fipe-Confcommercio di Casale Monferrato
«Per i pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, pub, locali di intrattenimento) gli ultimi 14 mesi sono stati i peggiori dal Dopoguerra ad oggi: per trovare un anno peggiore del 2020 bisogna andare indietro fino al 1944».
È l'amaro commento della Fipe-Confcommercio di Casale Monferrato: «E la categoria è una delle poche a non aver alcun beneficio neppure dal passaggio della nostra regione in zona arancione: per i pubblici esercizi, infatti, nulla cambia dal rosso all’arancione, i clienti restano sempre fuori e l’unico modo per vendere è l’asporto (o la consegna a domicilio)».
Se una data per la ripartenza, infatti, «sembra essere stata data (26 aprile, ndr) l’idea di concedere il servizio al tavolo solo all’aperto e dunque ai quali locali che hanno un dehors oltre a non risiedere su alcuna solida base scientifica, è anche fortemente discriminatoria: e chi un dehors non ce l’ha e non può, per ragioni logistiche, averlo? E tutti gli esercizi commerciali ubicati al nord e nelle zone montane, in cui le temperature non consentono di cenare (e forse nemmeno di pranzare) all’aperto? E quando piove? Come si può programmare una ripresa (che è fatta di organizzazione del lavoro e del personale e di acquisto di materie prime che sono, per definizioni, deperibili in quanto derrate alimentari) appesi alle previsioni del tempo?».
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