Piantagione di canapa sulle sponde del Po
Operaio casalese denunciato dalla Polizia
di b.c.
Quando si è accorto che un ispettore della squadra investigativa del Commissariato lo stava attentamente osservando mentre lui bagnava le piante di canapa indiana, sconsolato ha posato l'annaffiatoio e, lasciando cadere le braccia, ha esclamato: «No, non è possibile, mi avete beccato anche qui».
Il soggetto in questione è un operaio già noto alle forze dell'ordine per piccoli reati legati al mondo della droga, del quale sono state rese note sole le iniziali, R.B., 34 anni, residente in città, denunciato a piede libero per coltivazione illegale di piante destinate alla produzione di sostanze stupefacenti. R.B. un lavoro ce l'ha come dipendente di un consorzio locale. Tuttavia come tanti giovani aveva deciso di arrotondare lo stipendio mettendo a dimora alcune piante di canapa indiana che una volta cresciute a dovere gli avrebbero fornito una certa quantità di marijuana. Ma è stato scoperto dagli uomini delle squadre investigativa e anticrimine della Polizia, impegnati in questo periodo nel monitoraggio del territorio finalizzato a contrastare queste piccole «attività imprenditoriali» illegali, ai quali molti giovani della zona si stanno attivamente dedicando. Così alcuni mesi fa R.B. aveva trapiantato quattro piante di canapa lungo le sponde del Po, in una collinetta nel tratto compreso tra la Motonautica e il territorio di Coniolo. Aveva scelto la vegetazione rigogliosa che formava una sorta di tunnel nel quale le piantine trovavano il giusto mix di umidità e luce per crescere rigogliose, passando inosservate all'occhio inesperto, ben nascoste tra il verde circostante. Per evitare che le piante venissero danneggiate dagli animali, l'operaio dal «pollice verde» aveva creato una barriera di protezione cintandole con delle rete plastificata. Ogni giorno le innaffiava con cura, concimandole con un apposito fertilizzante a base di sangue di bue. Così le piante avevano già raggiunto l'altezza di circa un metro e mezzo quando i poliziotti le hanno individuate. Una volta giunte al massimo della maturazione si sarebbe potuto ricavare circa un chilogrammo di materiale secco per ognuna di esse. Ma l'intervento degli agenti ha mandato all'aria i progetti di R.B., che oltre a vedersi sequestrata la sua piccola piantagione è stato segnalato in stato di libertà alla Procura della Repubblica che ora procederà nei suoi confronti.