Trentanove anni di reclusione alla banda dei moldavi
di b.c.
Una banda di razziatori che per mesi aveva scorrazzato per il Nord Italia, rubando di tutto, prendendo di mira imprese edili, agricole e di altri settori, esercizi commerciali, abitazioni private, officine meccaniche, concessionarie d’auto e di moto, magazzini e depositi.
Protagonisti un gruppo di moldavi - dieci per l’esattezza - finiti in carcere dopo una lunga indagine dei Carabinieri di Casale e che martedì sono comparsi in Tribunale dove sono stati giudicati con rito abbreviato e condannati a pene variabili da 2 anni e 8 mesi a 6 anni, per complessivi 38 anni e 10 mesi di reclusione.
Per portare a termine quella che era stata ribattezzata “Operazione Hammer” e fare irruzione nell’alloggio dove erano nascosti alcuni componenti della banda, i militari della Compagnia Casale si erano serviti anche dell’autoscala dei Vigili del Fuoco.
In manette erano finiti Mihail Ursu, 34 anni, l’unico che risultava avere un domicilio, a Cesano Boscone in via Leopardi; Alexandru Strat, 22 anni; Mihail Andronache, 23 anni; Ion Chitoroaga, 36 anni; Andrei Chitoroaga, 33 anni; Eduard Catarau, 26 anni; Alexandru Rotaru, 24 anni; Titu Petruleac, 41 anni; Alexandru Rurac, 25 anni. I primi tre erano stati bloccati nell’alloggio di Cesano Boscone, gli altri erano nascosti in un appartamento a Milano, nella zona di Gratosolio. Alla cattura era sfuggito Serghei Melnic, 33 anni, arrestato pochi giorni dopo alla stazione di una cittadina lombarda dove aveva un appuntamento con un connazionale che probabilmente doveva aiutarlo a nascondersi.
L’indagine era partita agli inizi di settembre dopo che nella nostra zona erano stati messi a segno una serie di furti ai danni di imprese edili, in particolare di Ticineto, e di un esercizio commerciale di Pontestura. Erano stati razziati soprattutto attrezzi meccanici da lavoro: pale, escavatori, martelli pneumatici, trapani, gomme di scorta e altro ancora.
I ladri avevano “visitato” più volte la stessa ditta, a distanza di pochi giorni. Presi particolarmente di mira tre imprese edili di Ticineto che avevano il materiale e i mezzi custoditi in capannoni alle porte del paese. Nell’occasione i malviventi avevano approfittato anche per razziare anche altri magazzini adiacenti gli stessi capannoni.
La stessa banda aveva messo a segno una serie incredibile di furti anche in altre zone del Nord; dalla Lombardia al Veneto, all’Emilia Romagna, sempre di notte, sempre con la stessa tecnica arraffando di tutto: autocarri, motociclette, pezzi di ricambio, pneumatici, elettrodomestici, attrezzatura da lavoro, carburanti, lubrificanti per un valore complessivo di alcuni milioni di euro.
Dopo l’arresto, i componenti della banda erano stati rinchiusi in carcere: chi a Novara, chi a Vercelli, Alessandria, Biella, Ivrea. Il collegio dei difensori - gli avvocati Giulia Boccassi e Alexia Cellerino di Alessandria, Eugenio Pio Pomponio e Giuseppe De Carlo di Milano, Massimo Lovati di Vigevano - avevano già avanzato richiesta di giudizio immediato con la formula del rito abbreviato che consente, lo ricordiamo, uno sconto di un terzo della pena.
Così martedì mattina tutti i componenti dell’organizzazione, a bordo di tre cellulari e scortati da une ventina di agenti della Polizia Penitenziaria, sono ricomparsi in Tribunale, davanti al gip Leonardo Bianco - magistrato di Asti applicato per l’occasione a Casale - e al p.m. Roberta Brera. Trenta i capi d’imputazione dei quali erano chiamati a rispondere, tutti accomunati dall’associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato.
La pena maggiore, 6 anni di reclusione e 3mila euro di multa, è stata inflitta ad Alexandru Rotaru, considerato la mente dell’organizzazione. Gli altri sono stati condannati: Mihail Andronache 4 anni 8 mesi di reclusione e 1800 euro di multa; Alexandru Strat 4 anni 6 mesi di reclusione e 1800 euro di multa; Mihail Ursu 4 anni e 1800 euro di multa; Alexandru Rurac 4 anni di reclusione 1500 euro di multa; Serghei Melnic 3 anni 8 mesi 1300 euro; Andrei Chitoroaga 3 anni 4 mesi di reclusione e 1100 euro di multa; Eduard Catarau 3 anni reclusione e 1800 euro di multa; Titu Petruleac 3 anni e 900 euro; Ion Chitoroaga 2 anni 8 mesi di reclusione e 700 euro di multa.