Un tempietto della Mater Iside a Montiglio scoperta una nuova iscrizione romana - Gli ex voto
Sono venuta recentemente in possesso della foto di una iscrizione romana trovata a Montiglio Monferrato e utilizzata come reimpiego per la scalinata del locale castello. Il testo non è ancora stato pubblicato in sede scientifica e necessita in ogni caso dell’autopsia.
Purtroppo l’epigrafe è molto danneggiata e mutila; si leggono del testo solo alcune lettere delle ultime due linee. Nella penultima sono leggibili una M ed una V e nella riga finale le lettere : …. L · M, che consentono di comprendere che siamo di fronte all’abbreviazione di una formula dedicatoria comune, che si scioglie: .. libens merito (sc. solvit). La formula completa avrebbe potuto essere VSLM (votum solvit libens merito).
Si tratta dunque di un ex voto, paleograficamente assegnabile alla prima metà del II secolo d.C., posto ad una divinità per grazia ricevuta.
Da Montiglio, ricordo, proviene un’altra iscrizione ritrovata nel secolo XIX in un vigneto a Roico (CIL V, 7463) e descritta per la prima volta nel 1877 da Giuseppe Niccolini: ne ho parlato dal canto mio in “Prometheus” 23, 1997, 165-170. Anch’essa, datata alla fine del II secolo d.C., rappresenta il ringraziamento di quattro fratelli della famiglia dei Marii per essere stati salvati forse da una pestilenza, nota come la “peste antonina”, che aveva imperversato non solo nella zona, ma anche in tutta Italia. In un saggio del 1994, Giovanni Mennella (Marte per quattro fratelli, in Mélanges d’épigraphie Marcel Le Glay, Bruxelles, 598-602) ha proposto di identificare nel dio Marte la divinità salutare cui è dedicata l’epigrafe; nella ultima linea di essa infatti lo studioso interpreta : MA V S L L, cioè Ma(rti?) votum solverunt libentes laeti = adempirono volentieri e lieti il voto a Marte.
Entrambi i testi montigliesi rappresentano dunque degli ex voto; un motivo di più per confermare la mia vecchia ipotesi dell’esistenza nella zona (in Montiglio stessa o dove oggi sorge la bella chiesa romanica di S.Lorenzo) di un tempietto pagano di età romana.
L’identità della divinità cui era intitolato il sacello e venivano dedicati gli ex voto rimane al momento dubbia; l’ipotesi del Mennella che si tratti del Marte celtico, ossia di un dio salutare legato alla tradizione religiosa locale e non della interpretatio romana di divinità della guerra, mi sembra incerta, alla luce soprattutto di una terza iscrizione, questa volta una sepolcrale, trovata a Grazzano Badoglio (CIL V, 7454) e della quale ha trattato Olimpio Musso in un articolo comparso su “ZPE” 120, 1998, 35-38 (LA SFINGE DI MESOMEDE ALLA LUCE DI UN MOSAICO DEL MONFERRATO).
Il Musso rileva come la Mater menzionata nell’epigrafe (Mater genuit, Materque recepit) come patrona del profumiere (seplasiarius, nel testo) defunto, sia da mettere in relazione con la “Madre” Iside venerata nei templi ritrovati a Monteu da Po (l’antica Industria), che le erano intitolati, assieme al suo paredro Serapide.
Fra gli autori antichi anche Apuleio, ne l’Asino d’oro, chiama più volte Iside “Mater”. Ci domandiamo allora se anche l’iscrizione di Roico non fosse anch’essa dedicata alla Ma(ter ) Iside, considerando anche il dato, proposto nel 1994 da Cresci Marrone, Mennella e Zanda (Regio IX. Liguria. Industria, Supplementa Italica, n.s. 12, 1994, 38-40) che Montiglio in antico facesse parte del territorio di Industria e non di quello di Vardagate (oggi Casale Monferrato), come invece aveva a suo tempo sostenuto Teodoro Mommsen (CIL V, 2, s.v. Vardacate).
Ci auguriamo che altri dati archeologici e/o epigrafici possano in futuro suffragare questa nostra ipotesi di una Montiglio romana devota ad una Mater, che con tutta probabilità dovrebbe essere identificata con Iside.
Anna Cafissi
FOTO. Il castello di Montiglio e l'interno della chiesa di San Lorenzo (f. Angelino)