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Lotta alle zanzare: «Dopo venti anni ancora nulla di efficace»

Lo scorso mese di dicembre 41 Comuni del Monferrato Casalese, con Casale capofila, per un totale di 76.000 cittadini, avevano aderito al progetto di lotta integrata alle zanzare 2018, ovvero del piano che prevede un cofinanziamento regionale pari al 50% della spesa complessiva. La gran parte dei Comuni dunque, ma non tutti.

Tra coloro che non hanno partecipato è presente il Comune di Camino. Abbiamo sentito, in merito a tale decisione, il sindaco Giorgio Rondano. «Dopo oltre 20 anni dall’inizio della lotta alle zanzare - ci ha comunicato - anche quest’anno arriverà puntuale la maledizione di questi insetti, come puntuale tutti gli anni arriva la richiesta ai Comuni di partecipazione economica per la lotta alle zanzare. Ancora una volta mi trovo a dover ribadire ciò che dissi già 7 anni fa».

Ossia? «A Camino la lotta alle zanzare non dà il ben che minimo risultato. Non voglio dilungarmi sulle motivazioni o sul fatto che chi deve intervenire non ha potuto, non ha voluto, non è riuscito o non gli è stato consentito di farlo. Resta la constatazione che a Camino, alla sera, non si può stare fuori casa, malgrado la lotta effettuata negli anni».

Un’azione dunque inefficace? «Dopo oltre 20 anni e milioni di euro spesi, tutti presi dalle tasche dei contribuenti, siamo ancora qui a prenderci a schiaffi cercando, almeno noi, di ammazzarne qualcuna. Questo flagello, che sta seriamente compromettendo lo sviluppo turistico del Monferrato, mette in serio pericolo la qualità della vita e la salute pubblica. Se dopo anni di sperimentazione non siamo ancora riusciti a capire come risolvere questo problema, vuol sicuramente significare che qualcosa si sta sbagliando, mettendo in discussione l’intero progetto, tenendo in seria considerazione l’impegno di tante risorse in un periodo in cui, per le pubbliche amministrazioni, risparmiare 1 centesimo di euro è fondamentale per il bilancio».

Qual è dunque la tua visione del problema, ovvero la possibile risoluzione? «Chi, come me, vive in campagna sa, perché lo vede tutti i giorni, quali quantità di anticrittogamici e insetticidi vengono usati in agricoltura, trattamenti ai quali i cittadini vengono esposti sicuramente contro la loro volontà. Ciò nonostante ci fermiamo davanti a trattamenti anti-zanzare sicuramente meno nocivi di quelli citati in precedenza».

Senza un po’ di chimico dunque, a tuo avviso, nessuna possibilità e altri soldi buttati? «La lotta alle zanzare non può prescindere dell’applicazione di una serie di interventi di contrasto utilizzando metodiche efficaci, siano esse agronomiche, meccaniche e/o chimiche. Diversi anni di studi e di ricerca scientifica portano alla consapevolezza che le diverse metodologie, applicate in modo isolato, hanno come limite la conseguenza di benefici nulli o di poca rilevanza.  Se l’ottenimento di buoni risultati deve passare da interventi fatti sulla totalità del territorio infestato dalle zanzare, si faccia una legge che obblighi tutte le amministrazioni interessate ad intervenire».

Cosa chiede agli enti superiori dunque? «Chiedo a chi sta lavorando al “progetto zanzare” sul nostro territorio di essere chiaro nei confronti degli amministratori e della popolazione. Se con le zanzare dovremmo convivere per il resto della nostra vita, almeno evitiamo di sperperare il denaro dei contribuenti e rassegniamoci a sopportare tale flagello. I soldi che la Regione Piemonte ha investito in questi ultimi anni, sono serviti per la maggior parte ai trattamenti degli aeroporti e nelle grandi città, mentre ai piccoli Comuni come Camino, non rimane che la quota di € 1,50 da pagare per ogni abitante residente».

Analoga posizione anche per Serralunga di Crea guidata dal sindaco Giancarlo Berto che ribadisce: «Negli anni tanti soldi spesi senza aver alcun risultato. Ci chiedono di essere Comuni virtuosi e risparmiare. Io scelgo di risparmiare sui costi che non danno risultati».  In conclusione? «Il Comune di Camino non è più disposto a contribuire, con le proprie risorse, a finanziare un progetto di lotta alle zanzare, in cui il ritorno sul proprio territorio è praticamente impercettibile» esprimono unanimi di due sindaci. L’alternativa? «Basterebbe prendere ad esempio le azioni adoperate in Camargue o nei Lidi Ferraresi tra gli altri».


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