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Dal 4 dicembre
La stazione di Casale perde la biglietteria
Per il Pd cittadino è un «segnale negativo»
La stazione ferroviaria di Casale, dal 4 dicembre, “saluta” la biglietteria. È la denuncia del circolo e gruppo consiliare del Pd cittadino.
«Era il giugno del 2012 quando vennero sospese le linee Casale-Vercelli e Casale-Mortara», sottolineano i dem capeggiati in Consiglio da Luca Gioanola, che ricordano anche quanto operato durante i loro mandati: «Nel 2014, dal cambio delle Amministrazioni, locale e regionale, con fatica, ma con piccoli passi, tra il 2014 e il 2019 sono stati aperti i tavoli di discussione a livello locale, provinciale, regionale e ai livelli intercomunali, interprovinciali e interregionali e si è arrivati a firmare il 10 gennaio del 2018 il protocollo di intesa tra Regione Piemonte, Regione Lombardia, Agenzia della Mobilità Piemontese, Provincia di Alessandria, Provincia di Pavia, Provincia di Vercelli, Comune di Casale, Comune di Mortara, Comune di Vercelli, per la riapertura delle linee e la gestione coordinata del servizio ferroviario. Infine, con RFI è partito il ripristino della infrastruttura della tratta Casale-Mortara».
Si poteva fare di più? «Può darsi - risponde il Pd - è sempre possibile fare meglio. Del resto, a smantellare, come fece la Giunta regionale di centrodestra guidata da Cota, si fa in fretta, ma ripartire è decisamente più complicato». Detto questo, per il Pd il centrodestra cittadino non è esente da responsabilità: «Lettere, comunicati, dichiarazioni, attacchi alle Amministrazioni precedenti per poi risentire, a settembre, l’assessore regionale Gabusi tornare sull’argomento della Casale-Mortara per dire che al momento, non c’erano novità. E da allora, più nulla». La chiusura della biglietteria, infine, «è un segnale negativo per tutti i Comuni e cittadini del territorio, che in un anno e mezzo non sono stati coinvolti, sul tema dei trasporti, come su svariati altri temi che abbiamo già segnalato. È un segnale negativo per chi crede nello sviluppo del nostro territorio. Non è più tempo di annunci, serve qualche passo avanti concreto, evitando il gioco dello scaricabarile. Se tra il 2014 e la primavera del 2019 si sarebbe potuto fare anche di più, difficilmente dal giugno 2020 si sarebbe potuto fare peggio di così».
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