“Io parto per la Merica – L’emigrazione alessandrina tra Ottocento e Novecento”
“Io parto per la Merica – L’emigrazione alessandrina tra Ottocento e Novecento” è il titolo della nuova mostra che si inaugura a Conzano, villa Vidua, domenica 28 febbraio, alle ore 16, alla presenza di Maria Grazia Morando, assessore ai Servizi Sociali della Provincia di Alessandria, Emanuele Demaria, sindaco di Conzano, lo storico Franco Scarrone e il vice Ambasciatore australiano in Italia Consigliere Peter Reynar. Nell’occasione verrà anche presentato il saggio di Franco Scarrone “Monferrato emigration to Australia”, il testo, già edito in italiano, viene ora stampato in inglese per consentirne una divulgazione in Australia, dove risiedono moltissimi emigranti provenienti dal Monferrato e i loro discendenti, che hanno sempre manifestato grande interesse per la storia e le tradizioni della loro terra d’origine.
Il fenomeno dell’emigrazione rappresenta un capitolo centrale nella storia dell’Italia post-unitaria, un imponente movimento di donne e di uomini che da tutte le regioni della nostra nazione si volsero verso le terre d’Oltralpe o le più lontane mete al di là degli oceani, in cerca di lavoro e di nuove possibilità di vita per sé e per le proprie famiglie.
Nonostante l’emigrazione dall’area dell’alessandrino sia stata al centro di alcuni importanti studi spesso dedicati a singoli Comuni o a singole vallate, il fenomeno resta ancora da indagare come meriterebbe, considerando che tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento un alessandrino su cinque fu costretto ad emigrare per comprendere l’incidenza del fenomeno sull’intera storia della provincia. Un fenomeno antico dunque, che continua però a riverberarsi sulla contemporaneità. Sono infatti più di 18.000 gli alessandrini iscritti all’Aire, il Registro degli Italiani residenti all’estero: sono l’ultimo nucleo dei 250.000 alessandrini che emigrarono o i loro discendenti, che mantengono intensi rapporti con la loro terra d’origine. L’esigenza di approfondirne la conoscenza e di renderne note le caratteristiche attraverso una comunicazione al tempo stesso divulgativa e rigorosa ha portato alla realizzazione di questa mostra che intende essere uno strumento propedeutico ad una più ampia ricerca che la Provincia di Alessandria in collaborazione con l’Associazione culturale “Musa” intende realizzare sul territorio alessandrino.
La mostra, realizzata in collaborazione con la Regione Piemonte, si articola su due livelli narrativi paralleli: accanto ai risultati di una ricerca statistica sull’emigrazione storica e sulle caratteristiche sociobiografiche degli iscritti all’Aire, trovano posto nei pannelli una serie di testimonianze raccolte dalla viva voce di emigranti o di loro parenti e un originale repertorio di fotografie d’epoca messo spesso a disposizione dalle stesse persone intervistate nel corso della ricerca. Attraverso il dato numerico la mostra restituisce la dimensione del fenomeno e le sue varie articolazioni, mentre le testimonianze orali e le immagini fotografiche ci portano all’interno di una storia complessa e di vicende individuali e collettive assai suggestive; una storia che incise in maniera determinante sulla vita, gli usi e la mentalità delle comunità contadine da cui proveniva la parte più consistente del flusso migratorio, ma che ebbe anche ripercussioni significative sulla storia e sullo sviluppo delle nostre città e dei luoghi scelti come meta d’arrivo dai nostri emigranti.
“La Provincia di Alessandria – sostengono Paolo Filippi e Maria Grazia Morando - è da anni estremamente attenta ai problemi dei nostri connazionali residenti all’estero e ai temi dell’emigrazione. Basterà ricordare che due anni orsono proprio la Provincia di Alessandria ha ospitato l’incontro periodico dei Piemontesi nel Mondo, e le numerose iniziative che da quell’occasione sono scaturite, o ancora il vasto tessuto di rapporti economici e commerciali che grazie anche al contributo degli alessandrini residenti all’estero abbiamo intrecciato con molte Nazioni europee ed extraeuropee. Il nostro lavoro prosegue con questa mostra che inizia a colmare un vuoto di conoscenze storiche ma anche politiche: per la prima volta ci troviamo infatti di fronte alle cifre complessive del grande esodo che interessò centinaia di migliaia di alessandrini tra ottocento e Novecento. Sono numeri impressionanti che, da soli, impongono a tutti di riflettere sia sul nostro passato che sul nostro presente, caratterizzato dal fenomeno contrario, quello dell’immigrazione extracomunitaria nelle nostre città. Con questo lavoro vogliamo rendere omaggio a tutti i nostri connazionali che hanno dovuto intraprendere la via dell’emigrazione, per ricordarne i sacrifici e la forza di volontà. Ma questa mostra ha anche un altro valore: ci auguriamo infatti che essa possa essere utile a tutti noi per non dimenticare mai di essere stati, sino a non pochi anni fa, un popolo di emigranti”.
Il pomeriggio si concluderà con uno spettacolo di musica e canti dell’emigrazione e della tradizione piemontese interpretati dal gruppo Calagiubella.
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