Qualcuno ha definito la Piazza di un centro storico italiano, un mondo speciale. Qualcosa che si rinnova continuamente e che ha una sua intrinseca compiutezza. Questo spazio pubblico, circoscritto spesso da eleganti edifici e strade, può avere una pavimentazione in asfalto, porfido, acciottolato o essere attraversato dalla bellezza e unicità delle antiche lose. Una piazza spesso diventa poi un contenitore di arte contemporanea grazie alle frequenti installazioni di opere e sculture o più semplicemente di fontane. Un mondo comunque sempre aperto, nuovo e vario a seconda delle stagioni, delle ore, di chi l'attraversa o vi lavora; sempre accogliente e capace di dare ospitalità a incontri di persone o gruppi. Luogo principe della città pubblica, profondamente radicata nella nostra memoria e nelle nostre abitudini, la piazza in Italia ha sempre avuto un ruolo importante per le tante funzioni che vi si svolgono, da quelle civili a quelle politiche, dalle religiose a quelle culturali e commerciali. Il centro insomma della città. Salvaguardare questi luoghi vuol dire renderli pedonali, più moderni, con più servizi e i giusti interventi che privilegiano la loro conservazione. Queste piazze, dalle precise connotazioni architettoniche e urbanistiche nonchè luoghi di socialità, diventano spesso simbolo della stessa città, risultando così arricchite e rese suggestive oltre che dalla bellezza degli edifici che le abbracciano, anche dalle tante funzioni che vi si svolgono. Sulla fascinosità di questi luoghi carichi di senso civico è stato pubblicato a cura della Regione Piemonte per conto della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, il volume "La bellezza del Piemonte attraverso le sue piazze" una lettura delle piazze il cui incipit recita: "Perchè un libro sulle piazze di piccole città del Piemonte? Perchè le piazze sono il cuore delle città". Delle trenta piazze proposte, per la Provincia di Asti, oltre i comuni di Roccaverano e San Marzano Oliveto, sono state scelte Moncalvo e Montemagno. Quest'ultimo con la piazza San Martino e la bella parrocchiale dell'Assunta con la Confraternita di San Michele e vista sul castello Calvi di Bergolo. Moncalvo è rappresentata invece con : "La piazza Garibaldi, già ed in precedenza , che si trova nella parte più elevata della città. La sua organizzazione planimetrica è di tipo irregolare, la pavimentazione lapidea ne definisce la superfice con una parte decorata centralmente. La pedonalizzazione della piazza ha favorito la diffusione di una serie di caffè con dehorhs facendone luogo privilegiato di incontro. La piazza è circondata da una serie di edifici tra i quali la "Casa Demaria", in stile gotico con interessanti elementi in cotto, tradizionalmente indicata quale residenza dei marchesi del Monferrato. Dal lato opposto si trova un complesso edilizio in cui è inserito il teatro comunale, nato sull'area dell'antico corpo di guardia. Dove era situato il castello dei Paleologi si apre la contigua piazza Carlo Alberto, naturale proseguimento di piazza Garibaldi, con un antico portico che definisce un intero prospetto della piazza, culminando in una sota di Belvedere. Piazza Carlo Alberto, dove si affaccia anche l'antica Sinagoga, nella quale si riuniva la fiorente comunità israelitica, è sede del mercato e della celebre Fiera del Bue Grasso, oltre che di attività musicali". Della piazza moncalvese, baricentro ricco anche della storia che ivi si è susseguita lungo i secoli, è una piacevole sorpresa la scelta della sovracopertina del libro che con l'immagine della piazza dedicata all'
Eroe dei Due Mondi sa catturare ed introdurre alla bellezza evocativa delle piazze piemontesi.
Annalisa Cerruti Prosio