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"Bacco & Bach": si è concluso al castello di Uviglie

Conclusione di Bacco & Bach domenica nel tardo pomeriggio ad’Uviglie di Rosignano. Il Festival era iniziato dieci giorni prima in S. Caterina col il grande violinista Markov. Uviglie: una location di alto livello in un castello (e parco secolare) portato a nuova vita (lo ricorderemo sempre) dalla appassionata opera del geom. Gigi Ganora continuata dalla figlia Marina, in un paesaggio unico: i colli monferrini che arrivano fino alle Alpi da una parte egli Appennini dall’altra. Tra il pubblico domenica Audrey Vardanega, giovane ma già affermata concertista Usa, di Oakland, San Francisco (vedi google...) ospite di una famiglia casalese. Quindi lo scopo ‘‘turistico-culturale’’ in questa maratona è stato raggiunto con relativo merito delle organizzatrici Ima Ganora e Valentina Fichelett de Le Muse, Accademia Europea d’Arte. A Uviglie, sotto austeri quadri, due gli esecutori Daniele Fradkin e Yury Martynov, fortepiano e violino, in Sonate di Mozart e Beethoven. Vino sposato alla musica: Brachetto d’Acqui della casa vinicola Marenco presentato dalla produttrice. Buona l’idea della esposizione delle opere, prima nelle vaste cantine poi nel cortile d’onore, di Serena Giribuola e Nicola Ballarini. ALLA LOCANDA DELL'ARTE Serata interamente dedicata a Bach giovedì scorso a Solonghello alla cantina-galleria de La Locanda dell’Arte. Il Festival “Bacco&Bach” è stato presentato con una combinata accattivante di Monemvasia (antica malvasia greca) dell’Azienda Agricola Casalone. A fare gli onori di casa la itolare della locanda Maria Sormani che si è detta “felice di ospitare e sostenere un abbinamentoche è ideale per questi luoghi”. Magistrale esecuzione delle opere del musicista tedesco Johann Sebastian Bach, da parte di artisti provenienti da tre diversi continenti: italiani, russi e israeliani, in grado di riscattare degnamente la complessità strutturale e le difficoltà dell’opera del grande “maestro” che, nel periodo barocco, erano appannaggio dei soli musicisti più dotati dell’epoca. Clavicembalo, flauto dolce, violino, viola e violoncello gli eccelsi strumenti la cui migliore espressione musicale è stata trasmessa dalle musiciste russe Alekandra Koreneva (clavicembalo), Hila Lifshitz (violino) e Anna Kondrashina (flauto, con i suoi soli 21 anni è la più giovane musicista del Festival edizione 2011), dall’artista Lydia Cevidalli (violino), affermatasi nella musica da camera barocca, dell’italiano Gabriele Fioritti (violoncello) con Daniel Fradkin (violino) accanto al direttore artistico israeliano Daniel Tanchelson (viola). In sala sono risuonate per oltre un’ora di brillante esecuzione, le note di “Concerto Italiano”, “Sonata per flauto e basso continuo”, “Trio-sonata per due violini e basso continuo” e “Concerto brandeburghese n. 5”, forse il più celebre concerto con strumenti tutto basato su un dialogo tra clavicembalo e flauto con l’accompagnamento di viola, violoncello e violino. TENAGLIA: PER LA CAPPELLA III La Notte Bianca 2011 alla Tenuta La Tenaglia di Crea ha ospitato per la prima volta la musica classica e lo ha fatto con le Nuove Scuole Strumentali, esecuzione con strumenti d’epoca, ricreando un evento nell’evento. Bacco & Bach e Notte Bianca sono così diventati un tutt’uno per generare un’originale proposta commista di esecuzioni musicali di alto livello, mostra di strumenti d’epoca, nettare degli dei e solidarietà. Protagonisti assoluti della serata, i Festival Quartet (l’americano Daniel Fradkin con la russa Hila Lifshitz al violino, l’israeliano Daniel Tanchelson alla viola e l’astigiano Gabriele Fioritti al violoncello) con la partecipazione straordinaria del lombardo Rocco Carbonara e del monferrino Massimiliano Limonetti. Ad impreziosire l’esecuzione, l’utilizzo di strumenti originali quali il clarinetto in do Baumann (Parigi 1800 ca.) ed il clarinetto in sib Sautermeister (Lione 1810) oltre alla copia Tutz del corno di bassetto Grenser (Dresda 1800). La proposta che ha disegnato il repertorio, ha contemplato il “Quartetto in do minore op. 4 per clarinetto e trio d’archi” di Crusell, passato alla storia per la qualità d’interpretazione, il “Quartetto in fa maggiore per corno di bassetto e trio d’archi” di Druschetzky e poi ancora brani di Stravinsky, Boccherini e Mozart. Il corno di bassetto Grenser copia Tutz utilizzato da Limonetti, è uno strumento che prene la bizzarra forma spezzata nel 1770, dall’intento di ricercare suoni più bassi e più gravi secondo la meccanica possibile in quell’epoca. Uno strumento che raggiunse il massimo successo negli ultimi 20 anni del ‘700 ed i primi dell’800 malgrado la notevole difficoltà nell’utilizzo. Il programma della serata “molto particolare e divertente” così come definito da Ima Ganora (Le Muse), è stato accompagnato dall’ultima proposta enologica della cantina, “Cappella III del Sacro Monte di Crea” Barbera del Monferrato Doc, “una barbera immediata nella quale sono stati privilegiati i profumi molto fruttati e morbidi”. La partecipazione alla serata è stata altresì occasione per sostenere l’iniziativa di solidarietà della Tenuta pro restauro della cappella III dedicata a Maria Prefigurata e Profetata che versa in una grave situazione, bisognosa di interventi urgenti di restauro così come illustrata dal consigliere dell’Ente Parco Carlo Torretta. Chicca della serata, l’opportunità di visitare la mostra di clarinetti d’epoca gentilmente concessa da Limonetti. Quattrocento anni di storia del clarinetto nelle diverse forme ed espressioni che hanno segnato le mode e la meccanica dei periodi nei secoli. Soddisfazione per Sabine Ehrmann, sostenuta da tutto lo -staff della Tenuta, per aver continuato l’opera benefica intrapresa dal servente maggiore Giorgio Tenaglia nel ‘600 e per aver ospitato un’iniziativa di grande pregio artistico-culturale.

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Mauro Bardella

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