Tre anni e 3 mesi di reclusione. È la pena inflitta al 33enne Massimiliano Bonfiglio, residente a Casale in via Donizetti, finito in carcere in estate con l’accusa di spaccio di stupefacenti, processato la scorsa settimana nell’udienza preliminare davanti al gup Enrica Bertolotto con rito abbreviato. Era stato arrestato agli inizi di luglio dai poliziotti della squadra investigativa del Commissariato. Secondo gli inquirenti Massimiliano Bonfiglio - considerato uno specialista nello spaccio di eroina - aveva escogitato un sistema per anticipare le mosse della Polizia ed evitare di venire colto in flagranza mentre cedeva la droga ai suoi clienti. In pratica aveva piazzato un paio di vedette ai lati di piazza San Francesco, dove esercitava il commercio di stupefacenti, che lo avvisavano quando erano in arrivo agenti del Commissariato, fossero questi in divisa o in borghese. Inoltre, nel momento in cui avveniva il passaggio della bustina, attorno a lui si creava una sorta di barriera di protezione, formata dai suoi potenziali clienti che impedivano sguardi indiscreti. Pratica e manovre che nella settimana precedente l’arresto erano state tutte dettagliatamente filmate, con dovizia di particolari. Poi il 7 luglio, a metà mattinata, era scattato il blitz. Per sfruttare il fattore sorpresa, gli agenti della Polizia erano arrivati in moto. Vestiti con abiti borghesi, caschi in testa e in sella agli scooter, i «falchi» casalesi - alla pari dei colleghi che operano in alcuni zone calde di Napoli - avevano colto di sorpresa vedette, spacciatore e clienti.
Secondo gli inquirenti il giro dello spaccio di eroina, proveniente dal mercato milanese, fruttava a Bonfiglio circa 400 euro al giorno, più della metà dei quali erano di guadagno. Dopo la sentenza di condanna Massimiliano Bonfiglio è stato ricondotto in carcere a Vercelli dove sconterà la pena.