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La protesta
"Comitato Stop": l’antenna di Oltreponte è di tipo 5G
All’amministrazione comunale «si chiederanno i dati completi relativi a tutte le antenne della città»
Il Comitato Stop 5G di Casale Monferrato, consultando il sito di ARPA Piemonte, ha scoperto che l’antenna situata a Oltreponte sull’area del deposito AMC, in via Caduti sul Lavoro, è in realtà un’antenna 5G, che emetterà con la nuova frequenza 3,6 GHz e con la tecnologia beamforming (una particolare tecnologia che consente di concentrare il segnale Wifi in una direzione piuttosto che in un’altra). Sull’argomento - di stretta attualità - il Comitato interviene sviluppando numerose tematiche riguardanti il 5G.
I pericoli del 5G
Dicono al Comitato: «Ricordiamo che la comunità scientifica indipendente, seguita da diversi organismi europei (SCHEER, EPRS, APCE, Rapporto “5G Deployment” del Parlamento Europeo) mette in guardia le istituzioni sui potenziali pericoli legati alle nuove frequenze inesplorate del 5G e alla tecnologia beamforming, i cui effetti biologici sono sconosciuti. E la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), in base ai numerosi dati epidemiologici e sperimentali, ha inserito tra le priorità del prossimo periodo (2020-2024) il riesame di tutte le frequenze della telefonia mobile, già classificate come “possibile cancerogeno”».
Inoltre, mentre prima di commercializzare un qualsiasi prodotto vengono fatti test per garantirne l’innocuità, si dà l’avvio in tutto il mondo all’installazione di antenne e alla vendita di smartphone 5G, senza nessuno studio preliminare sull’impatto sociosanitario di tale esposizione. Per di più - sostiene il Comitato Stop 5G - il Ministero della Sanità non è stato coinvolto in nessuna fase dell’implementazione della nuova tecnologia in Italia.
L’induzione di effetti biologici
«Per il 5G, si temono in particolare l’alta variabilità e il forte andamento impulsivo del segnale, che sono dei fattori estremamente importanti nell’induzione di effetti biologici. Ad ogni nuova generazione di telefonia, la quantità di informazioni trasmesse per unità di tempo (trasmissioni vocali, testo, immagini, video, internet, ecc.), aumenta in funzione di una più alta variabilità e complessità del segnale, a cui le cellule e gli organismi sono sempre più incapaci di adattarsi, in particolare gli organismi di bambini, ragazzi, feti, persone anziane o malati».
Aggiunge il Comitato 5G: «Con la tecnologia beamforming, i campi, sebbene siano fortemente focalizzati, variano rapidamente con il tempo e il movimento e quindi sono imprevedibili, determinando anche difficoltà tecniche per il monitoraggio delle esposizioni generate da questa nuova tecnologia. Con il 4G, tra il 2014 e il 2019 il traffico dati mobile globale è decuplicato (Ericsson Mobility Report 2019). Le compagnie telefoniche sono interessate non solo a sostenere questo traffico ma anche ad incrementarlo in modo vertiginoso attraverso la tecnologia 5G. Poiché l’inquinamento elettromagnetico è proporzionale al traffico dati per unità di territorio, il 5G lo aumenterà significativamente. Al contrario, la fibra non comporta inquinamento elettromagnetico, ed è quindi una soluzione decisamente migliore per lo sviluppo digitale delle aziende e i bisogni dei cittadini».
Dati e mappatura completa
Il Comitato Stop 5G, oltre a svolgere un lavoro di approfondimento del tema e di informazione alla popolazione, «intende mappare l’inquinamento elettromagnetico di tutta la città e la sua evoluzione negli ultimi anni, alla luce anche di recenti istallazioni di antenne 4G+, che non richiedono autorizzazione di ARPA ma che saranno utilizzate dagli smartphone 5G, provocando di conseguenza un’impennata delle emissioni prodotte dalle antenne stesse».
Il Comitato quindi richiederà «all’Amministrazione comunale i dati completi relativi a tutte le antenne della città e spera in una risposta rapida e completa, meglio se in via telematica, considerato il volume della documentazione. Saranno analizzati i dati e pubblicate le analisi, comprese quelle sui siti sensibili come le scuole e i luoghi di cura».
A disposizione dei cittadini
Inoltre il Comitato, possedendo una valida strumentazione di misura, si mette gratuitamente a disposizione dei cittadini per consigli personalizzati, misure dell’inquinamento del proprio cellulare, ecc. Se interessati contattare il numero 346 5507721.
Conclude il Comitato Stop 5G di Casale Monferrato: «Il sindaco è il primo responsabile della salute della popolazione del suo territorio: noi speriamo di trovare in lui la dovuta attenzione al benessere dei suoi concittadini e la disponibilità a discutere sulla possibilità di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici».






