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Emergenza
Coronavirus: Santuario Mariano aperto; Sacro Monte chiuso
L’accesso alle Cappelle è interdetto
Santuario Mariano aperto; Sacro Monte chiuso. Anche Crea si è adeguata alle nuove disposizioni del Decreto sull'emergenza. Fino a nuova disposizione non sarà possibile salire il Sacro Monte: l’accesso alle Cappelle è interdetto. Aperto, invece, il Santuario della Madonna per quanti desiderano pregare ai suoi piedi, previa l’osservanza delle misure previste. Tutti giorni, sacerdote e monache celebrano la Santa Messa e recitano le Ore, a porte chiuse, nella Sacrestia, pregando per le persone in sofferenza. Il sabato pomeriggio, alle ore 16, su Facebook Santuario Madonna di Crea Official viene offerta una breve riflessione del Vangelo, seguita dalla recita del rosario. Le confessioni vengono garantite grazie al tavolo distanziatore posto tra sacerdote e fedele. Ricorrendo ai DPI vengono, altresì, garantite eucarestia e unzione dei malati.
Anche il Santuario è così diventato più social per stare vicino ai fedeli e alle comunità, in questo momento di emergenza nazionale. “I social sono utili, ma attenzione alla sovraesposizione mediatica” commenta il Rettore del Santuario don Francesco Mancinelli. “La chiesa deve essere presenza vera, senza esporsi eccessivamente. E’ nel nascondimento e nella solitudine della preghiera che l’intera comunità può crescere”.
Questa pandemia è da intendersi come un segno? “Può essere un segno rispetto all’eccessiva superficialità e all’abitudinarietà nel modo di vivere e praticare la vita e la fede cristiana. Se la vediamo in questi termini, può essere anche un’occasione rigenerante”. Qualcuno parla di punizione divina. “L’uomo è talmente bravo a punirsi da solo, che Dio non ha bisogno di farlo. C’è un Salmo che recita: ‘quando Dio vuole punire, lascia il suo popolo a se stesso’. Normalmente, il Signore rispetta pienamente la libertà umana. In questo momento emerge la religiosità antica rispetto la quale, l’uomo in difficoltà è solito rivolgersi al Divino. Il Cristianesimo si manifesta attraverso la relazione personale con Gesù Cristo, diventando uno stile di vita”.
Cosa ci insegna tutto questo? “Ci riconduce alla centralità dell’uomo. Il Santo Padre ci invita a vivere in famiglia e a condividere riflessioni e preghiere. Sarà d’aiuto prendere in mano il Vangelo, in questa Quaresima di digiuno eucaristico. La vera Pasqua arriverà quando potremo ricelebrare con la comunità. Nel frattempo, tutto potrà anche risultare pedagogico e potrà far maturare all’uomo nuove consapevolezze”. Cosa cambierà? “La storia insegna che, purtroppo, a cose finite, spesso si dimentica. Non credo che, radicalmente, cambierà qualcosa. Il mio desiderio profondo è che gli aspetti di solidarietà e di vicinato riscoprano rinnovate opportunità di relazione. Che si passi dall’anonimato alla vita di relazione”.
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