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  • 02 luglio 2022
  • Casale Monferrato

Esami

Orali al via: ecco i primi “maturi”. Il loro futuro? Sarà in Italia

Complessivamente buono il giudizio degli studenti sulla Maturità post-pandemia

Possono finalmente tirare un respiro di sollievo i maturandi, tra i primi, ad aver sostenuto l’audizione orale. Complessivamente buono il loro giudizio sul format d’esame proposto dal Ministro Patrizio Bianchi per il “post pandemia”. 

Tuttavia, al Ministro, non mancano di sollecitare un concreto rinnovamento del sistema scolastico, che tenga maggiormente conto dell’evoluzione dei tempi, dei modelli internazionali e, ultimo ma non ultimo, anche del parere degli studenti.

«Il Liceo mi mancherà»

Isabella Bazzan (Liceo Linguistico, Istituto Balbo), commenta così le sue prove con uno sguardo già proiettato al futuro: «Nella prima prova scritta ho scelto la traccia sulla potenza della musica; per l’orale, sono partita dalle alienazioni del filosofo Feuerbach, collegando: “X Agosto” di Pascoli, “Waiting for Godot” di Beckett e “The Waste Land” di Eliot, “Barbarà” di Prevert e “La peste” di Camus, Trümmerliteratur e lo sport durante il periodo del fascismo. Sono soddisfatta; confido di uscire con un voto dall’80 in su. L’anno prossimo frequenterò il Campus Einaudi Unito a Torino (corso di Mediazione Linguistica), per poter lavorare nel settore del turismo o in quello linguistico in generale. Il mio futuro lo vedo in Italia, ma vorrei comunque girare il mondo e visitare più Paesi possibile. Il Liceo mi mancherà, ma sono pronta ad affrontare un nuovo capitolo di vita con lo stesso entusiasmo di questi ultimi cinque anni».

«Migliorare la scuola»

Giulia Pisanu (Liceo delle Scienze Umane, Istituto Balbo), per la prima prova scritta ha scelto “Nedda” di Verga, per quella orale, invece, è partita da un testo di Kierkegaard sui diversi stadi della vita. «Parlando di omologazione, mi sono collegata alla società di massa e alla globalizzazione ricorrendo a Pier Paolo Pasolini come punto di riferimento. Complessivamente, mi aspetto un ottimo risultato essendo entrata all’esame con il massimo dei crediti e avendo conseguito le prove scritte con la massima valutazione. A partire da settembre, inizierò a frequentare la Facoltà di Giurisprudenza all’Upo. Il mio futuro lo vedo in Italia. Al Ministro Bianchi chiederei di migliorare la scuola per valorizzare ogni singolo studente, in modo tale che tutti possano avere una bellissima esperienza indipendentemente dalla valutazione finale». 

«Soddisfatta al di là del voto»

Chiara De Carlo (AFM, Istituto Leardi) ha scelto il tema di attualità sul web e sui social «perché è una realtà che noi giovani viviamo quotidianamente e a cui diamo poca importanza dal punto di vista della reputazione. All’orale, invece, sono partita dalla scritta “War is Peace”. Ho così creato un legame col romanzo 1984 di Orwell, per poi discutere dei diritti delle donne, in particolare di Coco Chanel, Marie Curie e Simone Veil. Poi, richiamando l’idea del Golden Circle di Simon Sinek, ho riportato l’esempio della Ferrero. Personalmente, ho sempre puntato al massimo e adesso, che la Maturità è conclusa, ritengo che il risultato più grande sia stato quello di aver potuto concludere l’anno al meglio, superando me stessa. Non c’è voto che possa eguagliare la mia soddisfazione. Ora, sono pronta per iscrivermi a Scienze Politiche. Il mio futuro sarà in Italia: amo la mia nazione e, un giorno, vorrò prendermene cura, per un maggior riconoscimento dei diritti umani».

«Più dialogo con gli studenti»

Anche Alice Barile (Grafica, Istituto Leardi), ha scelto la traccia sulla musicofilia, mentre per l’orale è partita da una fotografia sul marketing mix, collegandosi alla sovrapproduzione delle aziende durante la crisi del ‘29 negli Stati Uniti e, conseguentemente, alla nascita del regime nazista: «Ora sono in graduatoria per la Facoltà di Design al Politecnico di Torino e a quello di Milano - aggiunge - Ho intenzione di iscrivermi anche al test di ammissione del corso di Architettura per la Comunità alla Federico II di Napoli. Non so cosa mi riserverà il futuro; l’unica certezza che posseggo è che non sarà una passeggiata e, pertanto, dovrò da subito rimboccarmi le maniche, per proseguire al meglio, in Italia o all’estero, il mio percorso di studi universitari e professionale.  Al Ministro Bianchi chiederei di rinnovare il sistema scolastico, che ritengo ormai poco al passo con quello che succede intorno a noi, cercando di creare maggior dialogo con gli alunni, in modo da renderli più partecipi e interessati».


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