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Sanità, 300 milioni di tagli ai budget di ASL e ASO

Vertice in Regione - degli amministratori di ASL e ASO - lunedì alle 14,30 per la definizione dei budget da destinare alle aziende sanitarie e ospedaliere. Una riunione che è una implicita risposta alle difficoltà di bilancio che ormai da anni assillano il settore sanitario, con sogni e costi sempre più elevati. E anche i conti del 2011 si prospettano critici, difficili. Difficoltà che investe - di conseguenza - tutto il bilancio regionale visto che la sanità impegna l’80% delle risorse finanziarie dell’Amministrazione pubblica piemontese. Indiscrezioni parlano di 700 milioni di euro, e negli ambienti medici c’è molta preoccupazione per «un anno che si prospetta come il più difficile in assoluto per il Servizio Sanitario Nazionale», dice un medico. I numeri di Botta Marco Botta, consigliere regionale e da pochi giorni deputato, ha ben presente il problema e fa qualche numero: «Il bilancio della sanità piemontese è di circa 8,4 miliardi di euro e deriva dai trasferimenti statali. Un deficit da 700 milioni sul Piemonte comunque non esiste proprio e con le politiche di razionalizzazione della spesa e degli sprechi si prevede un risparmio di 150 milioni di euro suddivisi su personale, logistica e acquisti, farmaci e convenzioni». Per il personale - dice Botta - in Piemonte «si spendono 200 milioni di euro in più di quello che dovremmo secondo i parametri fissati dal Ministero dell’Economia». L’ipotesi di «razionalizzazione» prevede un risparmio di 30-35 milioni di euro e consiste in una cura dimagrante sia per il settore amministrativo sia per quello medico: blocco del turn-over per gli amministrativi e rimpiazzo della metà di quanti cessano la propria attività (per qualsiasi ragione: pensione, trasferimento...) per le professioni sanitarie. Per la logistica e gli acquisti - spiega Botta - il risparmio dovrebbe attuarsi con «una unica centrale degli acquisti e con un controllo serrato sulle gare, per strappare i migliori prezzi» Il risparmio previsto è di 15 milioni di euro che dovrebbero salire a 30 con un «migliore utilizzo dei farmaci generici nelle prescrizioni mediche». Altri risparmi dovrebbero derivare - dice Botta - «da una rimodulazione del rapporto con gli istituti convenzionati per analisi che fatturano circa un miliardo di euro»; in questo caso l’economia dovrebbe essere di circa 40 milioni. Niente tagli ai servizi «Rispetto a questo risparmio vogliamo anche evitare che ci sia un deficit e che si sfori dei soliti 150 milioni di euro il budget che viene dato ad ASL e ASO. «Una manovra da 300 milioni di euro che non diminuisce i servizi ma colpisce gli sprechi», dice Botta. Sarà vero? Lunedì le organizzazioni sindacali hanno convocato presso la camera del lavoro di Casale una conferenza stampa proprio sul tema tagli e sanità, con particolare riguarda all’attività riguardante il settore amianto. Il timore è che il blocco del turn-over porti anche al mancato rinnovo dei contratti a termine (qualche mese fa si era rischiata una forte criticità - per questo motivo - al neonato Hospice Zaccheo). Ma più in generale si teme che non vengano mantenuti gli impegni presi dalla precedente amministrazione sanitaria relativamente ai tanti aspetti della vicenda amianto, dalle bonifiche, ai controlli sulle rimozioni di materiale pericoloso, al rinnovo dei contratti a termine del personale dedicato all’unità di studio del mesotelioma presso l’Oncologia di Casale, che si intreccia con il Centro Regionale Amianto e in particolare con la banca biologica del mesotelioma e il gruppo interdisciplinare che comprende specialisti di Casale e Alessandria. Nel mirino dei tagli pare possa essere anche e proprio il Centro regionale Amianto, istituito ma mai realmente decollato, governato da due comitati strategici ma con risorse e personale in realtà ridotte all’osso. Quasi un esercito... al contrario, con una quarantina di comandanti e senza truppa!

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