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  • 25 gennaio 2013
  • Casale Monferrato

Linda Giordana: «Siamo una squadra operaia e determinata a fare bene!»

La Junior Volley ha chiuso il girone d’andata in cima alla classifica di serie B2 con 36 punti, dopo avere conquistato 12 vittorie, subìto 1 sconfitta, vincendo 37 set e perdendone solo 5. Linda Giordana, casalese classe 1982, è una delle indiscutibili protagoniste della rinascita della JV. In occasione della sosta del campionato di B2 (che riprenderà con la prima di ritorno sabato 2 febbraio), abbiamo intervistato il capitano rossoblu. Linda, partirei dai numeri per definire la tua stagione: 13 presenze su 13 partite, 243 punti (199 in attacco, 22 a muro, 22 aces). Sono dati importanti… «Sì,sono contenta, grazie anche a tutti questi punti siamo dove siamo. Essendo una delle giocatrici più “vecchie”, con esperienze in molte categorie, è giusto che sia così. Segno molto perché il mio ruolo mi porta a giocare più palloni». Cos’hai pensato, durante la scorsa estate, quando la società ti ha chiesto di rientrare in squadra? «Ero molto contenta. La società mi ha sempre chiesto di rientrare: quest’anno c’erano le giuste condizioni. E scendere di categoria non mi ha dato problemi, quella della Junior è stata una buona opportunità che mi ha permesso di ritrovare Michela Trusso, Elisa Deconti e Simona Ferranti. Ero fiduciosa e mi ha fatto piacere tornare nella società da cui sono partita. Sapevo di poter dare un buon contributo alla squadra, dopo due anni disastrosi, e anche all’ambiente pallavolistico casalese. Sono contenta della scelta che ho fatto». Prime in classifica, ma non tranquille… Mondovì è a tre punti e sembra avere tutte le intenzioni di voler fare il colpaccio… «Eh sì! Loro ci pensano dall’inizio dell’anno. Noi siamo partiti con l’idea di fare bene, ora ci crediamo perché ne abbiamo le possibilità. Mondovì è una bella squadra… Ma non è l’unica che può metterci in difficoltà. Tre punti non sono tanti e durante il girone di ritorno non dovremo tenere d’occhio solo le cuneesi». Le prime quattro gare del ritorno saranno decisive, come affrontarle? «Dobbiamo sfruttare al massimo il fattore “casa” al palazzetto di Borgo. La nostra è una tana difficile da espugnare, ma dobbiamo giocarcele tutte, anche fuori dalle mura amiche, al massimo delle nostre possibilità». Proprio nella gara casalinga con Mondovì si sono sfiorati i 500 spettatori. Generalmente avete sempre avuto un buon seguito. Quali erano le tue aspettative? «Molte volte giochiamo in concomitanza con il basket ed è difficile competere. Direi che siamo soddisfatti perché i nostri tifosi ci sono bene o male quasi sempre. Spero che nelle prossime decisive gare, anche altri vengano a sostenerci». Quale è stata, a tuo avviso, la migliore prestazione della Junior in questa prima fase di campionato? «Con Mondovì è stata una buona gara, sapevamo che era una sfida impegnativa. Sinceramente, però, non ricordo una partita in cui abbiamo brillato. Siamo una squadra operaia che tende a mantenere una certa concretezza. Ci adattiamo molto all’avversario ma garantiamo uno standard… abbiamo perso una sola volta». Quale tra le tue compagne ti ha colpito maggiormente in questa prima parte di campionato? «Eleonora Sopranzetti. Serviva un opposto e si è messa a disposizione. E ciò che tutte le volte mi stupisce è la sua età: 16 anni! Prima esperienza in B2 lontano da casa, non una cosa semplice. Bene anche Stefania Guaschino e Giuditta Lualdi. Le più giovani devono solo cercare un po’ più di fiducia in loro stesse». Tu e Simona Ferranti siete le più esperte, siete riuscite ad amalgamare le più giovani con le più “vecchie”… su cosa dovete ancora lavorare? Qual è il punto debole di questa Junior, a parte la “panchina corta”? «Dobbiamo continuare a mantenere la stessa cattiveria e grinta agonistica, senza adagiarsi su quanto fatto fino ad ora, perché quello sarebbe il momento in cui potremmo perdere colpi. Poi sarà normale un calo, anche mentale. Ogni volta che scendiamo in campo siamo sotto pressione: sappiamo che debbiamo vincere. In questo sta il bello, ma anche il pericolo…» E dal punto di vista tecnico? «Spero di trovare una varietà di gioco che possa dare più spazio ad altre mie compagne». Coach Giuseppe Davide Galli ha portato un nuovo clima, come ce lo descrivi? «Non lo conoscevo, anche se ne avevo sentito parlare. Tecnicamente e tatticamente è molto preparato. Ha il suo carattere, come tutti noi. È molto calmo, non l’ho mai visto sbottare. E forse è anche questo aspetto che ci fa lavorare serenamente. Ovviamente pretende molto, perché crede in questa squadra: crede in noi. Insomma, è il capo e va rispetto». Chi vincerà il campionato? «Non te lo dico: sarà una sorpresa!» Alberto Marello (foto Paolo Tavano)

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