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Anniversario
Festeggiati i 50 anni dei Silenziosi Operai della Croce a Casale
Messa e incontro alla Cascina Serniola
Cinquant’anni di presenza dei Silenziosi Operai della Croce a Casale. I figli spirituali del beato della nostra città, monsignor Luigi Novarese, hanno celebrato con una messa e un incontro, prima di Natale, presso la Cascina Serniola, sulla collina sant’Anna, la loro presenza in diocesi.
«Il nostro padre fondatore nato a Casale il 29 luglio 1914, ha sempre portato nel suo cuore un grande amore per la sua città e per la sua diocesi di origine – ha ricordato durante la messa don Giovan Giuseppe Torre, sacerdote dei Silenziosi -. In questa terra è venuta alla luce la sua vita e la sua educazione alla fede. Qui ha vissuto il lungo viaggio nella malattia e nella sofferenza e ha maturato la sua vocazione sacerdotale».
A Casale, Novarese pregava nella chiesa del Valentino e si affidò a Maria Ausiliatrice per guarire dalla tubercolosi. La diocesi l’ha accolto e l’ha accompagnato nel suo percorso educativo anche se il luogo di formazione fu Roma. L’incardinazione in diocesi lo tenne sempre legato ai vescovi, mons. Pella, Angrisani e Cavalla i quali seguirono lo sviluppo dell’opera da lui fondata condividendone la missione.
Nell’estate del 1972 il beato Novarese fu lieto di annunciare sulla rivista associativa “L’Ancora” che si profilava l’idea di una casa a Casale per i suoi figli spirituali. Il progetto della diocesi andò in porto nel periodo natalizio di quell’anno e fu siglato un comodato d’uso dello stabile situato nella salita Sant’Anna, comunemente chiamato Centro Finestre e ribattezzato Villa "Regina Apostolorum" in cui venivano accolti i sacerdoti ammalati e anziani.
Da quel momento i Silenziosi proseguono la loro opera a fianco degli ammalati guidati da Novarese in Italia e all’estero. Nel 1994 dalle Cento Finestre la comunità casalese si sposta alla Cascina Serniola, casa natale del beato, ricomprata e ristrutturata nel 1988 per farne ricovero dei sacerdoti infermi e anziani e che oggi ospita il museo dedicato al beato.
«Anni di intensa attività con i sacerdoti, con le parrocchie, con le associazioni, con la collaborazione di tanti volontari chierici e laici che con le loro abilità e la loro solidarietà hanno permesso l’estensione dell’Amore di Dio in questa terra, e soprattutto nel diffondere la promozione integrale della persona sofferente – conclude sorella Eleonora Cocca, responsabile della comunità casalese -. E ancora oggi alla Serniola, la nostra piccola Betlemme, continuiamo a promuovere il carisma del nostro padre fondatore che ha al centro la persona sofferente».
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