Banda del trapano: condannati due albanesi arrestati a Mirabello
di b.c.
Era stata un’indagine vecchio stile quella che aveva portato all’arresto da parte dei Carabinieri di due componenti della «banda del trapano». Bloccati a Mirabello con l’accusa di furto aggravato e possesso di oggetti atti allo scasso, erano finiti in manette gli albanesi Aleksander Tomaj, 37 anni, residente a Mombercelli (Asti) e Gezim Hasani, 36 anni, domiciliato a Montegrosso d’Asti, entrambi noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio.
Martedì hanno patteggiato la pena nell’udienza preliminare: Aleksander Tomaj è stato condannato a 4 anni 2 mesi di reclusione e 1600 euro di multa; Gezim Hasani a 3 anni e 1600 euro di multa.
Erano stati fermati all’alba di un sabato del febbraio scorso mentre stavano caricando su di un furgone - rubato alcuni mesi prima a San Giorgio - elettrodomestici, generi alimentari, abbigliamento, televisori lcd, attrezzatura per il fitness, asportati da alcune abitazioni del paese. All’interno del mezzo, inoltre, erano stati ritrovati attrezzi da scasso e trapani a mano impiegati per i furti. La successiva perquisizione delle rispettive abitazioni aveva portato al recupero di altra refurtiva, provento di colpi commessi altrove.
A tradire i due albanesi era stato il Fiat Doblò rosso che usavano per le scorribande. Il veicolo era già stato segnalato in precedenti furti: la notte dei colpi a Mirabello, l’avevano parcheggiato appena fuori il paese, sulla strada per Lu. Quindi a piedi avevano raggiunto l’abitato dove, tra le 3 e le 5,30, avevano “visitato” tre case mentre i padroni dormivano tranquillamente, impossessandosi di 800 euro in contanti, carte di credito, alcuni giacconi, un computer portatile, cibarie tra cui pezzi di coniglio, pomodori, bottiglie di vino e di birra. Ed anche alcuni televisori al plasma, che avevano nascosto lungo il tragitto con l’intento di recuperarli successivamente. Quella notte gli investigatori dell’Arma li avevano attesi per ore nei pressi del furgone; quando i malviventi aveva cercato di metterlo in moto, li avevano bloccati.
In uno zainetto avevano, oltre a parte della refurtiva, cacciaviti, torce, forbici, trapani e grimaldelli speciali. La perquisizione delle loro case aveva portato al recupero di altra refurtiva: televisori, navigatori satellitari, cellulari, ricetrasmittenti, play-station. Dichiarati in arresto, erano stati condotti in caserma e poi in carcere. I successivi accertamenti avevano indotto gli inquirenti a contestare ai due arrestati - oltre a quelli messi a segno a Mirabello - diversi altri colpi commessi, tra il giugno 2009 e il febbraio 2010, in diverse abitazioni del Monferrato Casalese: San Giorgio, Giarole, Pomaro, Villabella, Rosignano. Due-tre furti per notte nello stesso paese, mentre i padroni di casa dormivano.
Sempre uguale la tecnica usata per entrare nelle case. Con un trapano a mano veniva praticato un foro nel telaio dell’infisso, fosse questo una finestra o una porta balcone; quindi attraverso il buco si introduceva un ferro appositamente modellato con il quale veniva esercitata pressione sulla maniglia fino a far scattare il meccanismo di apertura.