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Sentieri escursionistici

I cammini di Don Bosco arrivano anche nel Monferrato

Il progetto promosso dal GAL - Basso Astigiano

La riunione dei sindaci che si è tenuta a Colle Don Bosco

Ci sono anche numerose municipalità monferrine tra i numerosi Comuni interessati dal nuovo progetto sui Cammini di Don Bosco nel Monferrato, promosso dal Gal Basso Astigiano Monferrato, dal Cai di Asti e da don Egidio Deiana, presentato mercoledì scorso al Colle Don Bosco.  

Il progetto, nato dal desiderio di ripercorrere le celebri passeggiate di Don Bosco che, in pieno risorgimento, assunsero anche carattere liberatorio e di allegria, verrà presto proposto col coinvolgimento del territorio monferrino. Le prime gite giovanili organizzate da don Bosco insieme alla mamma Margherita risalgono agli anni 1845-1847 divenendo, nel tempo, sempre più frequentate ed estese. Tra le prime mete, dunque, il Monferrato del casalese con Lu e Mirabello (luogo della prima casa fuori Torino). L’esperienza culturale e formativa aveva il filone religioso della spiritualità mariana (feste, visite, celebrazioni in chiese dedicate alla Madonna), perno della pedagogia spirituale di don Bosco. La preparazione trasformava l’Oratorio in un grande laboratorio di allestimenti, tra teatranti di testi, musici di voce e di banda, scelta dei repertori tenendo presenti programmi da eseguire all’entrata e all’uscita dai paesi, nelle soste e nelle feste di piazza in sintonia con la gente del posto. Fu in quegli anni che si formò un fermento straordinario foriero della relazione tra don Bosco e il Monferrato.

“Leggendo il racconto di queste celebri passeggiate autunnali nel Monferrato, - spiegano gli organizzatori, - si viene contagiati dall’allegria, dalla festa e dalla fede vissute nei paesi al passaggio della simpatica comitiva giovanile. In quegli anni furono numerosi i ragazzi che, affascinati da Don Bosco, lo seguirono a Torino tant’è che tanti Salesiani della prima ora furono originari proprio del Monferrato. Tra questi: Luigi Lasagna di Montemagno, Evasio Rabagliati di Occimiano, Giovanni Balzola di Villamiroglio. Una terra generosa e leale, di grande tradizione cristiana, dove la Provvidenza era di casa e dove le famiglie erano orgogliose di regalare i propri figli al Signore e a Don Bosco. Solo a Lu Monferrato sorsero oltre 300 vocazioni religiose e sacerdotali. Tra gli altri, il Beato Filippo Rinaldi (terzo successore di Don Bosco), la pioniera missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice Angela Vallese (partita per l’Argentina a 24 anni, con un drappello di coraggiose consorelle, ricche di fede profonda, di carità senza limiti e di fiducia tenace in Don Bosco) e Madre Mazzarello”.      

Queste, le tappe delle passeggiate monferrine di don Bosco che si intende recuperare nel Cammino a lui dedicato: Alfiano Natta, Castelletto Merli, Ponzano Monferrato, Crea, Ozzano Monferrato, Casale Monferrato, Mirabello Monferrato, Lu Monferrato, Occimiano, Valenza e San Salvatore. Tappe che don Bosco percorse per la prima volta nel 1861, per un totale di 132 chilometri a piedi e 102 in treno suddivisi in 16 giorni con 25 parrocchie visitate. A seguire, dal 1862, si aggiunsero anche Vignale Monferrato, Casorzo, Camagna Monferrato.

Queste le occasioni della nuova programmazione: natura, bellezza, essenzialità, libertà, arte, storia, rispetto, ospitalità, celebrazioni, servizio, orizzonti più vasti, missione, responsabilità e preghiera.


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Miryam Belfiore

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