La storia recente della nostra terra di Monferrato è certamente legata a filo doppio con il cemento e con la marna di cui il sottosuolo monferrino abbondava.
Per ricordare queste risorse, ma anche il lavoro ed il sacrificio di tanti uomini e donne impegnati nell’estrazione della marna e nella lavorazione del cemento, è stato realizzato un percorso di archeologia industriale, il cui “primo giorno” si è celebrato domenica 25 settembre, a Ozzano con la presenza del presidente della provincia Paolo Filippi, del “padrone di casa”, il sindaco di Ozzano Davide Fabbri e del sindaco di Coniolo Giovanni Spinoglio, nonché dell’assessore di Casale Federico Riboldi, del presidente di Mon.D.O Alessandro Lanteri e della responsabile per la soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici Alessandra Gallo Orsi. Numerosi i partecipanti, invogliati dalla bella giornata e dalla voglia di cimentarsi in una passeggiata di circa quattro ore per i camminatori più allenati, mentre gli altri potevano scegliere percorsi più facili ed approfittare dei numerosi pullman navetta a disposizione che, con destinazioni diverse, hanno offerto una visione completa del percorso.
Ideatrici e anime de “Il Mondo delle Miniere”, questo infatti il nome del percorso, due associazioni: l’associazione OperO, di Ozzano, che da anni si pone l’obiettivo di far conoscere e preservare la realtà dell’estrazione della marna da cemento e la successiva lavorazione nel paese monferrino e l’associazione “il Cemento nell’identità del Monferrato Casalese”, rappresentata da Consolata Buzzi. Nel prendere la parola al Largo Artigianato, vicino alla cementeria ex Milanese & Azzi, ora proprietà di Italcementi, è il sindaco Fabbri che ha spiegato il senso della manifestazione: «È fondamentale che venga alla luce l’importanza storica di questi edifici, che hanno rappresentato un pezzo di storia del territorio, ma anche l’economia, la nostra tradizione e la nostra cultura».
Il progetto del percorso archologico industriale coinvolge il comune di Camino, di Coniolo, di Ozzano, di Casale con la frazione Vialarda, di Pontestura con in particolare la zona di Quarti, di San Giorgio e di Trino: in pratica tutti quei territori che sono stati toccati, a partire dagli ultimi anni del diciannovesimo secolo, dalla estrazione e dalla lavorazione industriale del cemento. Le curiosità e le proposte culturali del percorso, spiegate in questa prima giornata dai ragazzi dell’Istituto Leardi e dai volontari delle associazioni, sono veramente tante e tutte interessanti, spaziando dalle teleferiche che attraversano gran parte del nostro Monferrato Casalese e che spesso vediamo senza ricordarne la funzione, alle cave, alle miniere ed ai pozzoni (quello detto Cavallera il più rappresentativo, coi suoi 25 metri di altezza e 101 di profondità). Un certo fascino lo riservano le grandi ciminiere in mattone dei forni, simbolo di una storia industriale e lavorativa tenace, e di cui le sei svettanti proprio ad Ozzano sono un esempio unico in Italia. A guidare i prossimi fruitori di questo bel percorso saranno i totem informativi, realizzati dallo studio Ramello di Torino, collocati nei punti di maggiore interesse (sono presenti anche a Casale), con basamenti, naturamente, in cemento.