Ponte sul Po: via al progetto ma mancano i fondi; servono 16 milioni di euro
di Anna Maria Bruno e Maurizio Inguaggiato
Sedici milioni di euro sarà il costo complessivo per i lavori di adeguamento del ponte sul fiume Po come è stato illustrato nella conferenza stampa, svoltasi in Provincia di Vercelli, alla presenza del commissario straordinario Leonardo Cerenzia,dell’architetto Caterina Silva, dirigente del settore viabilità difesa suolo e protezione civile, del sindaco Marco Felisati, dell’assessore alla Protezione Civile Massimo Negri e dell’assessore ai Lavori Pubblici Mario Burrone.
Un nuovo passo del progetto Valli del Po è compiuto: il 15 febbraio si è approvato il bando per il servizio di progettazione preliminare, indispensabile per accedere al finanziamento CIPE.
Felisati ha ricordato come «il tema della sicurezza del territorio stia a cuore all’amministrazione comunale, il progetto è d’importanza storica, ma a i soldi al momento non ci sono». Infatti compare nella lista dei progetti che la Regione Piemonte ha inviato al Governo per la richiesta di finanziamento con i fondi Fas, ma al momento non è finanziato. È stato quindi deciso di portare avanti il progetto preliminare, condizione per poter avere accesso ai finanziamenti.
Il progetto Valli del Po prevede di allargare l’alveo del fiume per abbassarne il livello. Sono previste anche opere di consolidamento per la difesa collinare della sponda posta all’altezza di Rocca delle Donne, in Comune di Camino, e appena a valle del ponte stesso. Con l’allargamento del ponte si avrà quale beneficio l’alleggerimento della spinta meccanica dell’acqua sul fronte collinare.
Tutto pronto a settembre
L’azione successiva al bando di gara per il progetto preliminare sarà l’aggiudicazione e da maggio s’inizierà a progettare: due i mesi di tempo per concludere questo compito. Verosimilmente dunque a settembre il progetto preliminare sarà pronto per l’approvazione e il successivo invio.
«Un altro tassello – ha spiegato l’assessore Negri – è il progetto dello scolmatore che ha subito un arresto per motivi burocratici. Oggi (giovedì pomeriggio n.d.r.) incontreremo l’assessore regionale all’Ambiente e Difesa del suolo, Roberto Ravello, per fare un sopralluogo nelle zone interessate dallo scolmatore». Si tratta di riuscire a superare i problemi che riguardano l’idrografia minore: per fa confluire le acque nel corso del fiume Po, quando è in piena, oggi è necessario l’ausilio di pompe elettriche, dunque si dovranno “condurre” le acque sino al punto in cui la pendenza naturale del terreno le incanala: «L’Amministrazione comunale sta lavorando in silenzio, ma tenacemente, per applicare una strategia di difesa e sicurezza che segue tutti i punti vulnerabili dal punto di vista idrogeologico di Trino, città posta su un vero e proprio nodo idrografico».
La minoranza è critica
Intanto con una lettera aperta indirizzata all’assessore all’Ambiente Massimo Negri, nei giorni scorsi i consiglieri comunali Giovanni Ravasenga e Alessandro Giolito sono tornati a focalizzare l’attenzione sulle questioni che riguardano la sicurezza idraulica del nostro territorio: «Non sta in piedi sostenere che deve intervenire la Regione sullo scolmatore: lei ha a disposizione 5.200.000 euro per provvedere alla costruzione di un primo lotto, dopodichè si potrà completare l’opera quando ci saranno altre risorse. Per quanto riguarda il ponte purtroppo non vediamo alcuna prospettiva e traspare nitida la sensazione che lei non sappia da dove iniziare. Trino non ha nè il tempo nè la voglia di attendere altre esitazioni. Anche in questo caso, la mancanza di fondi e di risorse non sta in piedi».
Come viene sostenuto dai due consiglieri di minoranza della lista “Io amo Trino” in materia di sicurezza idraulica tutto sarebbe dunque fermo: «Tutto hanno compreso l’inefficacia del suo operato - concludono Ravasenga e Giolito rivolgendosi all’assessore all’ambiente - i temi in questione sono molto difficili e impegnativi, ma si ricordi che è stata una sua scelta precisa quella di amministrare Trino».
In questo sento la riunione che si è svolta in Provincia è stata già una prima risposta alle lettera dei due consiglieri di minoranza.