Articolo »
Ciclismo
La cerrinese Sabrina Piccaluga è protagonista in Belgio
Terzo posto nella classifica generale assoluta al challenge "LWU Ladies Trophy"
Il ciclismo monferrino sorride ancora, come spesso è capitato negli ultimi anni: questa volta il merito va a Sabrina Piccaluga, atleta di categoria Élite originaria di Cerrina che corre per il Team Women Cycling Project – Superhelp Evileye e ha partecipato al challenge “LWU Ladies Trophy” in Belgio. Una serie di corse attraverso le Fiandre che ha visto Piccaluga gareggiare quasi sempre da protagonista e inanellare una vittoria, due podi e svariati piazzamenti che le hanno consentito di conquistare il terzo gradino del podio nella classifica generale assoluta. Decisivo è stato l’arrivo in top ten (8ª posizione) nell’ultima corsa di metà settembre a Poeke, piccolo centro nelle Fiandre orientali, famoso per il suo incantevole castello con parco annesso. Nella classifica generale dell’LWU la cerrinese partiva in quinta posizione (staccata di nove punti dalla terza) ma, grazie a una prova generosa e caparbia, è riuscita a superare le dirette rivali e a festeggiare un risultato un po’ insperato all’inizio della sua avventura, ma fortemente voluto e inseguito.
«È stata una bellissima stagione per me – racconta Sabrina - Il frutto di un percorso fatto di ascolto, accettazione e ritorno a un equilibrio psicofisico che ho ritrovato dentro di me. Ho imparato che la performance non è soltanto una questione di numeri, watt o classifiche e che il risultato non si insegue, ma è necessario preparare il terreno affinché possa manifestarsi. L’atleta non deve forzare il proprio corpo per dimostrare qualcosa, ma imparare a conoscerlo e disciplinarlo: è allora che il gesto atletico diventa autentico e tutto ciò che è stato costruito, allenamento dopo allenamento, può finalmente emergere».
Spesso sentiamo e raccontiamo storie di personaggi per i quali il risultato diventa un’ossessione da soddisfare anche a scapito di ciò che nello sport alla fine conta davvero: il proprio percorso, la crescita come persone prima che come atleti. Sembra un paradosso, ma più vuoi stringere tra le mani il risultato, più rischi di allontanarlo. La storia di Sabrina racconta di una ragazza partita da un piccolo paese di collina in cerca di fortuna nel ciclismo, che ha coronato i suoi desideri nel momento in cui ha smesso di rincorrerli e si è concentrata su se stessa e su ciò che serviva per ottenerli.




