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Iniziativa

I gravi pericoli dei bagni nei fiumi: appello di associazioni ed enti pubblici

Frequentare le aree vicine ai corsi d’acqua è piacevole ma immergersi è vietato e può portare alla morte

Frequentare le aree vicine a fiumi e torrenti, soprattutto nel periodo estivo, è un’esperienza piacevole e divertente ma occorre ricordarsi che la balneazione è vietata e che fare un bagno può portare alla morte per annegamento. 

Fiumi e torrenti, a partire dal Po, presentano infatti una serie di pericoli: correnti, temperature fredde anche d’estate, fondoni improvvisi, mulinelli,  fondo viscido o sassoso, prese d’acqua laterali con relativi vortici e altri pericoli che non devono e non possono assolutamente essere sottovalutati. Anche i canali artificiali sono estremamente pericolosi. Ogni anno purtroppo ci sono vittime per annegamento, soprattutto di giovane età, e dunque è necessario un impegno condiviso per sensibilizzare tutti, a partire dai ragazzi, sui pericoli, anche mortali, di bagni e tuffi nei corsi d’acqua, anche quando apparentemente non sembrano presentare rischi. 

È per queste ragioni che alcune associazioni hanno lanciato un appello su queste problematiche con una conferenza stampa presso la sede centrale di AIPo, a Parma.

Unanime il messaggio lanciato nel corso degli interventi: occorre un grande sforzo di sensibilizzazione collettiva che passi attraverso enti pubblici dei vari livelli, associazioni, comunità di cittadini, scuole, gruppi affinchè ragazzi e ragazze sappiano quali sono i rischi che si corrono quando ci si avvicina ai fiumi e quindi i comportamenti da evitare, per non incorrere in gravi conseguenze per la propria salute, fino alla perdita stessa della vita.

In particolare, è necessario informare i ragazzi di famiglie non originarie dell’Italia, che conoscono meno le caratteristiche del Po e dei nostri fiumi, i  quali col desiderio più che comprensibile di passare qualche ora di svago all’aperto, possono incorrere, senza esserne consapevoli, in gravissimi pericoli nel momento in cui decidono di immergersi  in acqua. Importante anche la collaborazione di gruppi e associazioni che hanno competenze in materia di salvataggio e che possono diffondere consigli che si rivelano fondamentali nel caso ci si dovesse trovare in difficoltà nelle acque di un fiume.

AIPo – ha detto il Direttore dell’Agenzia Gianluca Zanichelli - non ha dirette competenze in merito ai temi della sicurezza di chi frequenta fiumi e torrenti, ma da qualche anno abbiamo deciso di appoggiare questa campagna di sensibilizzazione perché è davvero terribile constatare che negli stessi corsi d’acqua che curiamo dal punto di vista idraulico si possano verificare vere e proprie tragedie, con l’annegamento di persone, soprattutto giovani, che sarebbero del tutto evitabili osservando poche e semplici regole di comportamento. Oggi siamo qui con alcune associazioni di Parma che ringraziamo per avere ancora una volta rilanciato questo impegno di conoscenza sul giusto modo di frequentare i fiumi ma l’auspicio è che sempre più soggetti, sia pubblici che privati, si sentano ingaggiati a fare altrettanto nei diversi territori”.


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Giancarlo Bonzanini

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