Studenti sulla nave della legalità: una testimonianza dalla "Alighieri-Trevigi"....
Diciotto anni sono passati dallo storico sabato del 1992 in cui il giudice Giovanni Falcone, la moglie e i tre uomini della scorta hanno perso la vita uccisi dalla mafia. Anche noi ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Alighieri-Trevigi”, con due insegnanti, abbiamo reso omaggio ai giudici Falcone e Borsellino, due uomini straordinari che si sono battuti nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, sacrificando la loro vita.
Siamo salpati dal porto di Civitavecchia sulla “Nave della legalità” (un’altra partiva contemporaneamente da Napoli) e la domenica mattina siamo arrivati a destinazione: Palermo e i ragazzi delle scuole siciliane di ogni ordine e grado ci aspettavano al porto e lanciavano tanti palloncini colorati in cielo.
Eravamo molto emozionati e al tempo stesso partecipi, quasi commossi per la calorosa accoglienza ricevuta. Con orgoglio abbiamo esposto il nostro striscione in cui le parole-chiave legalità, giustizia, libertà, istruzione e democrazia, i valori in cui i due giudici credevano fermamente, erano incorniciate proprio in piccoli palloncini.
Sono stati molti i momenti che hanno reso indimenticabile questa esperienza: i video dedicati a Giovanni Falcone, la commozione della sorella Maria che ha guidano più di tremila persone in corteo dall’aula bunker alla casa del giudice, il silenzio suonato esattamente alle ore 17,58 sotto la magnolia a lui dedicata, le testimonianze di chi l’ha conosciuto e stimato.
Per un giorno alte cariche dello Stato (il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini, il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il ministro dell’Interno Roberto Maroni) , i cittadini di Palermo, molti giovani provenienti da tutta Italia hanno condiviso il ricordo di chi, con coraggio, ha difeso la verità e la giustizia.
Molto significativo a tale proposito risulta l’appello pronunciato dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: "I problemi non si risolvono unicamente mettendo in carcere i mafiosi, ma se voi giovani riuscirete a costruire una classe dirigente che dica no alla mafia e all'illegalità".
Alessia, Bianca, Elena, Giovanna, Maria Giovanna, Martina, Nicola, Sara e le loro insegnanti.