Articolo »

Per la meningite niente allarmi. Il primario di Malattie infettive del Santo Spirito tranquillizza

I casi di meningite registrati dalla fine del 2007 in Italia, a partire dal focolaio del Veneto hanno generato uno stato di allarme diffuso che spesso ha spinto le persone a rivolgersi ai Medici di Medicina generale e ai Pediatri di Libera scelta con le più svariate e spesso improprie richieste di misure di prevenzione del contagio. La serie degli eventi registrati rientra nelle frequenze stagionali, ma l’obiettività statistica è una cosa mentre l’allarme sociale che sovrastima il rischio necessita di informazioni precise al pubblico. Le cure primarie possono fornire chiavi di lettura adeguate al singolo paziente, senza perdere di vista il contesto generale. Il medico che comunica al paziente informazioni utili alla comprensione dell’epidemiologia, all’attuazione delle misure di prevenzione della meningite fornisce un contributo prezioso al buon funzionamento del sistema controllo di una malattia il cui rischio è difficile da stimare se condizionati più dalla emotività che dalla ragione. La meningite è una malattia generalmente di origine infettiva, virale, batterica o causata da miceti (funghi) che colpisce le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, dando luogo ad uno stato infiammatorio. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune. In genere non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7 –10 giorni. La forma batterica è più rara e può avere conseguenze fatali. Il periodo di incubazione varia a seconda del microrganismo causale: la forma virale va dai 3 ai 6 giorni; quella batterica dai 2 ai 10 giorni; la forma da funghi colpisce in genere individui immunodepressi. La malattia è contagiosa solo durante la fase acuta dei sintomi e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio. Gli agenti patogeni sono: Meningococco (Neiseria Meningitidis). Ospite delle prime vie respiratorie, è presente dal 2- al 30% della popolazione sana senza determinare alcun sintomo ed essere correlato ad un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. La trasmissione avviene per via respiratoria. I sierogruppi di meningococco sono 13, ma solo 5 (A,B,C,W 135 e Y) causano la meningite ed altre malattie gravi. In Italia e in Europa i sierogruppi B e C sono i più frequenti. I sintomi non sono diversi da quelli delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata. I malati di meningite o altre forme gravi sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati (soggetti ad alto rischio) effettuino una profilassi con antibiotici. Inoltre, la sorveglianza dei contatti è importante per identificare chi dovesse presentare febbre, in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi, Questa sorveglianza è prevista in genere per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente. Pneumococco (Streptococcus pneumoniae) è, dopo il meningococco, uno degli agenti più comuni della meningite. Può causare anche polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie. La trasmissione avviene per via respiratoria e l’agente infettivo può trovarsi nelle prime vie respiratorie senza causare alcuna malattia. Le meningiti da pneumococco si presentano in casi sporadici e non è indicata la profilassi antibiotica per i contatti. Emofilo (Haemophilus influenzae tipo B). Prima della introduzione della vaccinazione obbligatoria nei nuovi nati era la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Attualmente i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. È indicata la profilassi antibiotica per quelli che hanno avuto contatti stretti. Herpes virus ed enterovirus sono gli agenti più frequenti di menigite virale. Comunque anche altri virus (influenzali, virus del morbillo, virus della paotite, ecc.) possono causare la meningite. Funghi. La meningite di origine fungina si manifesta in soggetti con deficit della risposta immunitaria (Aids, neoplasie) e può rappresentare comunque un pericolo per la vita. I sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia e includono: rigidità nucale (difficoltà a piegare la nuca), febbre alta, cefalea, vomito o nausea, alterazione del livello di coscienza, convulsioni. L’identificazione del microrganismo responsabile viene effettuata su un campione di liquido cerebrospinale o su sangue. La malattia può avere complicazioni anche gravi, con danni neurologici permanenti, come la perdita dell’udito, della vista, della capacità di comunicare o di apprendere, problemi comportamentali e danni cerebrali, fino alla paralisi. Tra le complicanze non neurolologiche possono manifestarsi danni renali e alle ghiandole surrenali, con conseguenti alterazioni ormonali. La terapia è basata sull’identificazione del batterio che causa la malattia. Questo è importante sia per orientare la terapia antibiotica sia per definire se è necessaria la profilassi dei contatti. In caso di meningite da Meningococco e, in misura minore, da Haemophilus influenzae i contatti stretti del malato hanno un maggior rischio di ammalarsi rispetto alla popolazione generale. Per questo è indicata per loro la profilassi antibiotica (efficace all’80%) e la sorveglianza. I vaccini sono disponibli contro alcuni sierogruppi di meningococco e alcuni ceppi di pneumococco. I vaccini antimeningococcici attualmente disponibili sono vaccini polisaccaridici contro i sierogruppi A,C,Y e W135, che però danno una protezione di breve durata ai soli soggetti di età maggiore di 2 anni. Non esistono ancora vaccini per prevenire le meningiti da meningococco sierogruppo B ma ci sono vaccini “coniugati” contro il gruppo C, efficacigià nel primo anno di vita, che inducono una protezione persistente (>90%) anche contro i portatori. La vaccinazione è disponibile in italia per i nuovi nati ma non copre la popolazione giovanile ed adulta essendo iniziata solo da due anni e non in tutte le Regioni. Quando l’incidenza è superiore a 10 casi per 100.000 abitanti nell’arco di tre mesi, è indicata la vaccinazione su larga scala nell’area geografica interessata. La vaccinazione contro il meningococco “C” di particolari gruppi di popolazione è indicata soltanto in presenza di focolai epidemici (es. Veneto). Non è indicata la vaccinazione di soggetti che si recano in zone italiane colpite da focolai epidemici. La disinfezione ambientale non è richiesta perché il meningococco C non permane nell’ambiente. Non ci sono motivi tecnici a sostegno della chiusura delle scuole, asili o altri ambienti comunitari ove abbia soggiornato una persona malata. L’istituto Superiore di Sanità (ISS) coordina un sistema di sorveglianza dedicato alle meningiti che è attivo in Italia dal 1996.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Barbara Marini

Barbara Marini
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!