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Zaffiro di CasaleBeneComune: «Appello ai cittadini democratici e antifascisti»

«Quando vogliamo fare la pace, non dobbiamo far finta di non aver visto l’offesa; possiamo spiegare le ragioni del gesto, contestualizzarlo o perdonarlo, ma non si può, non si deve derubricarlo o accantonarlo per amor del quieto vivere. Non c’è infatti niente di quieto nell’ipocrisia e nell’opportunismo. Allora noi oggi non possiamo tollerare che si racconti l’eccidio della Banda Tom come una ordinaria azione di polizia e che si insulti, tacciandoli di aderire a pagliacciate, chi invece ricorda l’eroismo e il ruolo di chi fece una scelta precisa, quella dell’antifascismo. Questa è la versione che il circolo Guaschino - Tricolore ha sentito il bisogno di comunicarci a mezzo stampa il 31 gennaio scorso».

Sono le parole di Johnny Zaffiro di CasaleBeneComune che prende le distanze e condanna le dichiarazioni del rappresentanti del Circolo: «Hanno offeso la storia di Casale Monferrato, la memoria e il presente, e come al solito la scelta di fare la Resistenza. Non era facile farla, la Resistenza, non l’hanno fatta tutti, infatti. Ma da lì nasce la nostra libertà, la nostra dignità di cittadini democratici, il nostro spirito di comunità. Da lì, non dalla vergogna di chi cerca visibilità e alibi per la propria meschinità e ignora volutamente la storia».

«E noi da che parte stiamo? Voi, cittadini da che parte state? Non confondiamo la possibilità di bere un caffè cordialmente in un bar con (quasi) tutti, con la necessità di prendere le distanze da posizioni antidemocratiche e passatiste. Anzi: cominciamo e cominciate ad avvicinarvi, se già non lo fate, ai movimenti democratici e antifascisti, facciamo numero, perché anche i numeri contano per gli scettici. L’8 febbraio alle 15 è stata indetta dall’Anpi una manifestazione antifascista, alla quale parteciperemo convintamente, non solo per l’arrivo da fuori città di una forza apertamente e dichiaratamente fascista come Forza Nuova, ma anche​ in aperto dissenso con chi divulga e persegue​ ideologie razziste, antisemite, discriminatorie di ogni genere e per chi, non meno colpevole, non ne prende​ ​le distanze. Non ci vogliono patentini o tessere per sentirsi cittadini dell’Italia risorta dalle ceneri della tragedia nazifascista, l’italia della Costituzione; e Casale Monferrato non può essere il fortino in un mondo che per cambiare in meglio ha bisogno di onestà e fratellanza».


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