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Nessun candidato: futuro incerto per la Pro Loco Moncalvo

Niente da fare per la Pro Loco di Moncalvo. A nulla sono infatti valsi la costituzione di un comitato promotore, il tesseramento dei soci e la convocazione di un’assemblea per la candidatura di gruppi che intendano farsi carico dell’organizzazione e realizzazione delle manifestazioni del denso calendario moncalvese. Nella serata di lunedì, quando nella sala consiliare di piazza Buronzo, è giunto il momento della fatidica domanda ‘Qualcuno intende candidarsi?’, la risposta è stato quello che la moncalvese Luisella Braghero, coordinatrice dell’incontro nonché rieletta presidente provinciale dell’Unpli, ha definito un «silenzio glaciale da magone». Il presidente dell’assemblea, l’assessore comunale alle Manifestazioni Massimiliano Vacchina, dopo aver riepilogato le vicende che hanno portato al decadimento del precedente consiglio della Pro Loco, ha spronato i 17 tesserati presenti dei 36 soci complessivi a farsi avanti. Un appello al quale ha fatto seguito un vivace dibattito con interventi di presenti che hanno manifestato l’impossibilità, per ragioni di lavoro e di tempo, a prendersi in carico in toto del peso organizzativo della Pro Loco, manifestando però la volontà di voler aiutare un eventuale gruppo nascente. Altri hanno sottolineato il loro ‘aver già dato’ chiamando in causa nuove leve. Ma il ricambio sembra difficile, soprattutto nell’assunzione della carica di presidente. «Ritengo che la Pro Loco – ha spiegato ai presenti l’assessore Vacchina - sia un ente fondamentale in una città come Moncalvo per l’apporto che dà in termini turistici, soprattutto in questo momento di grave crisi economica. La Pro Loco a Moncalvo è sempre stata attiva e il suo venir meno rischia di far perdere dei treni importanti». La stessa Braghero ha evidenziato i rischi più grandi e più imminenti legati alla mancata costituzione di un nuovo consiglio direttivo. «Senza la Pro Loco Moncalvo potrebbe dover rinunciare alla Festa delle Cucine Monferrine, la prima manifestazione di tutta la zona, dopo il Festival delle Sagre di Asti, a riunire nel mese di giugno varie associazione e a promuovere gastronomia e varie iniziative ad un buon pubblico. Senza considerare che la sospensione dell’appuntamento può impedire in futuro il suo stesso recupero nel calendario annuale degli eventi delle varie Pro Loco partecipanti». Il secondo grande rischio per Moncalvo è dato proprio dal pericolo di veder uscire il nome e la presenza di Moncalvo proprio dal Festival delle Sagre previsto nel settembre astigiano. «Entro il 4 maggio serve l’adesione definitiva altrimenti l’apposito regolamento prevede che la rinuncia, anche solo per un anno, porti Moncalvo ad uscire dalla lista dei paesi partecipanti e a finire in fondo alla lista d’attesa, che è ben folta di nomi che attendono di poter riempire un posto liberatosi». Nell’intento di salvare quanto meno la Festa delle Cucine Monferrine, in sala i referenti di Moncalvo Eventi & Commercio Barbara Marzano e di Moncalvo in Tavola Virgilio Gavazza hanno manifestato la propria volontà ad unire le forze per garantire, in attesa di una nuova assemblea per la costituzione di una Pro Loco a Moncalvo, almeno la sopravvivenza della kermesse stessa. Il tempo stringe e si esige di poter avere presto le conferme dalle altre associazioni per poter avviare preparativi e pubblicità. Per la trasferta settembrina ad Asti, salvo la costituzione di un nuovo consiglio Pro Loco nei prossimi giorni, si teme, invece, il peggio. Ma, al di là dei pericoli legati al momento, a spaventare di più sembra essere la minor disponibilità della comunità, nel suo insieme, ad occuparsi della sua vita sociale.

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Federico Nardi

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