Articolo »

Terre di vigneti e pietra da cantoni: nasce la Collinare fra tre Comuni

Si chiamerà Unione collinare Terre di vigneti e di pietra da cantoni la nuova Unione dei Comuni in via di costituzione tra Cella Monte, Rosignano e San Giorgio. Una nuova realtà istituzionale nata dalla disgregazione dell’Unione Collinare del Monferrato che chiuderà i battenti alla fine dell’anno che comprendeva, oltre ai tre paesi in questione, anche Ozzano, Sala, Treville, Terruggia e Olivola. «Siamo francamente dispiaciuti che la precedente esperienza di Unione tra otto Comuni dell’area collinare venga meno e si sciolga - commentano i sindaci Carla Freddi (Cella Monte), Cesare Chiesa (Rosignano) e Teresa Zaccone (San Giorgio) - pur essendoci battuti con forza per evitarne la risoluzione». Con il limite imposto dalle norme regionali di creare Unioni con non meno di tremila abitanti, la nuova entità nasce con una soglia superiore: saranno infatti oltre 3.500 i residenti dei tre Comuni. «Preso atto del non evitabile frazionamento, abbiamo avviato con immediatezza un percorso di consultazione comune - aggiungono Freddi, Chiesa e Zaccone - poichè siamo fermamente convinti che il futuro delle nostre tre comunità stia nella stretta collaborazione così come nella condivisione solidale da estendere possibilmente anche ad altre realtà limitrofe». In linea con il modus operandi del sindaco di San Giorgio è Carla Freddi che vede Cella Monte, paese di cui è sindaco, in primo piano per quanto riguarda l’omogeneità territoriale con tutto il comparto dei servizi e delle realtà didattiche, economiche e di polizia. Come primo atto, si è stabilito di denominare la nuova Unione richiamando alcuni valori fondanti della comune identità: vigneti e pietra da cantoni, sono due elementi caratterizzanti il territorio e l’ambiente, l’economia, la potenzialità turistica di tutti i tre Comuni ora uniti. «Non dimentichiamo le nostre origini, le nostre tradizioni, la nostra cultura, e in esse cogliamo elementi forti, in grado di accomunarci e di accrescere il sentire comune tra i nostri concittadini». Aggiunge Teresa Zaccone: «Fra San Giorgio, Cella Monte e Rosignano esistono strette collaborazioni maturate nel corso dell’esperienza decennale maturata in seno all’Unione Collinare del Monferrato prime fra tutte quelle all’interno della scuola e degli oratori parrocchiali guidati dallo stesso sacerdote». Vale solo la pena ricordare come la “pietra da cantoni” (erroneamente, da sempre, chiamata tufo nel dire comune) estratta nel passato nelle varie cave sparse nel territorio sia di Cella Monte, che di Rosignano e San Giorgio rappresenti ora non solo l’elemento caratterizzante la tipologia costruttiva locale ma sia punto di forza dell’ambiente monferrino tanto da aver determinato la nascita dell’Ecomuseo con sede proprio a Cella Monte, così come la vocazione vitivinicola accomuni i tre Comuni sedi delle due principali Cantine Sociali del Monferrato (Rosignano e San Giorgio) oltre che di affermate aziende agricole. Sotto il profilo amministrativo ed istituzionale, nelle prossime settimane le rispettive amministrazioni comunali formalizzeranno con atti ufficiali i vari passaggi che renderanno operativa l’Unione stessa, procedendo poi da gennaio al concreto avvio dell’attività comune. Sala, Ozzano, Treville, Terruggia e Olivola formeranno dunque un’altra realtà associativa il cui nome non è ancora stato deciso e che conterà poco più di 3.000 abitanti. Il sindaco di Sala Claudio Saletta, presidente della Collinare in fase di scioglimento, commenta: «L’Unione Collinare del Monferrato era in proroga da un anno, essendo esaurito il programma decennale. Gli intenti non sono stati unanimi sulla prosecuzione dell’esperienza ad otto. Il nodo da sciogliere è stato quello della rappresentatività e si erano ipotizzate due unioni da quattro paesi ciascuna ma non è stato possibile attuare ciò. Non ci sono contrasti - lo tengo a sottolineare - i percorsi sono condivisi per quanto riguarda i servizi in comune quali la polizia locale. L’importante è continuare con gli accordi per il territorio portando avanti delle realtà associative snelle sul piano operativo. Ciò che invece voglio rimarcare è che nessun aiuto ci è stato fornito per mantenere le realtà associative già in atto». Gianmanuele Grossi, sindaco di Olivola, aggiunge: «Visto che non è stato possibile dare vita a due Unioni da quattro Comuni ciascuna, si è optato per la scelta di tre da una parte e cinque dall’altra ma - lo dico con tutta franchezza - non ci sono stati contrasti. Visto che l’impiegata di Olivola ha operato con Ozzano e Sala, mi spiaceva accantonare questi buoni rapporti cosicchè abbiamo scelto di lavorare con Terruggia, Ozzano, Sala e Treville».

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Federico Nardi

Federico Nardi
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!